Recensione – Il labirinto dei rifiuti, Ivo Gazzarrini

Titolo: Il labirinto dei rifiuti
Autore: Ivo Gazzarrini
Editore: La Sirena Edizioni
Pagine: 50

Trama (dalla quarta di copertina):
Gianni ha un sogno, finire di costruire la casa dove trasferirsi con Rebecca, la sua fidanzata. Lavora in una ditta di recupero crediti, con un contratto di apprendistato prossimo alla scadenza e sa benissimo che se non venisse rinnovato, il suo sogno di un nido d’amore andrebbe in frantumi. Così quando il suo capo gli assegna un incarico “impossibile” non può tirarsi indietro. Dovrà avventurarsi tra i boschi e recuperare i soldi per saldare il debito accumulato dal signor Ramini.
Ma quando il ragazzo giungerà sul posto capirà che recuperare l’assegno non sarà che l’ultimo dei problemi da affrontare. La casa è un immondezzaio pieno di insidie. E lui non si trova lì per caso.

Recensione:
Ho deciso di leggere questo racconto di Ivo Gazzarrini per due motivi: la tipologia di horror da casa infestata, ben rappresentata dalla cover, e i miei precedenti con l’autore. Di Ivo Gazzarrini ho infatti già letto “Delirium” (romanzo breve), “Lo strano colore del buio” (raccolta di racconti) ed “Estraneità” (racconto breve), tutte storie che mi hanno lasciato più che soddisfatta sia per l’idea sia per la scrittura. Un classico esempio di fiducia nell’autore, quindi. Una lama a doppio taglio in realtà, perché il rischio di delusione è stato un’ombra che si è affacciata non appena ho aperto l’ebook. Ad essere onesta, non ho avuto granché il tempo di stare a pensare a tutto questo perché è stato facile immergersi nella lettura e lasciarsi alle spalle tutto il resto per il tempo del racconto. È stato un tempo piuttosto breve e non solo per via delle poche decine di pagine, ma anche per la fluidità della scrittura che porta in fondo alla storia con un ritmo veloce e uno stile vivace, mai noioso, sporcato solo qua e là da qualche refuso sfuggito alla pulitura del testo.
Si supera quindi di slancio il piccolo scoglio iniziale di un incipit forse troppo morbido e tirato appena un po’ troppo per le lunghe (almeno in relazione alla relativa brevità del testo), che però ha il grande pregio di dare spessore ai due protagonisti e far intuire subito come sono divisi tra loro forza e debolezza. Forse per questa ragione non mi ha molto sorpreso il finale, o forse è solo stato bravo l’autore a condurmi al finale in cui lui stesso mi ha fatto sperare in corso di lettura.
Per le sensazioni orrorifiche che sempre si ricercano scegliendo un horror, bisogna tener conto che in ogni persona la paura viene suscitata da cose differenti: sappiate allora che qui si è voluto andare più verso il disgusto che il terrore puro e che si è puntato più su un’ambientazione claustrofobica/degradata che sulla classica casa stregata. Personalmente, non sono queste le leve che in me suscitano orrore, ma sia il titolo sia la cover non fanno mistero di cosa ci si appresta a leggere. Allo stesso modo, per me particolato come ad esempio la figura del figlio del signor Ramini sono stati più fonte di confusione che utili, ma non escludo che a un altro tipo di lettore possano dare quel tocco in più di follia che in un horror non gusta mai.
Al di là delle preferenze personali, quindi, “Il labirinto dei rifiuti” è una tipologia di storia che può inquietare e disturbare una buona fetta di appassionati di horror, che sono probabilmente il target ideale di questo racconto. Un racconto che resta comunque più che godibile per tutti, purché abbiate il fegato (e lo stomaco) di entrare in un labirinto di rifiuti.

Voto:

Questa recensione è stata scritta da Ariendil

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