Hydrostasis, di Mirko Dadich, collana Altrisogni Presenta – Recensione

Titolo: Hydrostasis

Autore: Mirko Dadich

Editore: dbooks.it

Collana: Altrisogni Presenta

Prezzo: 2,90 € (ebook), 9,90 € (cartaceo)

 

Trama (dalla quarta di copertina):

In questa sua prima e personalissima raccolta di racconti, Mirko Dadich ci offre una fantascienza vera e assoluta, fatta di invasioni aliene, pianeti lontani, intelligenze artificiali e guerre galattiche, cloni e futuri alternativi; ma anche e soprattutto fatta di amicizia, amore, abbandono e dolore, coraggio e assurda crudeltà.
Nove storie accattivanti, sei delle quali inedite, che con stile moderno e raffinata sensibilità sanno cogliere in pieno e rielaborare quei temi di riflessione che da sempre costituiscono la spina dorsale delle migliori opere sci-fi. Una fantascienza appassionante e spietata, in grado di scatenare emozioni profonde in ogni lettore.

 

Recensione:

Questa raccolta di racconti, prevalentemente brevi, si apre con un paio di titoli che lasciano pochi dubbi sul registro stilistico e tematico dell’autore. Si è subito catapultati in realtà distorte, dove la fantascienza permea sì ogni cosa, ma al pari di una visione di fondo disillusa e a tratti distopica. C’è poco spazio per la meraviglia in queste possibilità di vita e di mondi, mentre invece si mastica il filo che lega il nostro presente (inevitabilmente malmesso) a ogni proiezione del futuro immaginabile.

La cosa che ho apprezzato fin da subito è il non avvertire mai il bisogno di spiegare. L’autore ti mette nella scena senza troppi preamboli, con descrizioni asciutte che, se da un lato ti obbligano a uno sforzo di fantasia per cercare solo di avvicinarti a quello che è l’ambiente descritto e alle tecnologie in uso, dall’altro creano un’inquietudine che giova all’economia della storia raccontata.

Man mano che si susseguono i titoli (non so se c’è una specie di ordine cronologico) le storie si ampliano e si prende dimestichezza con uno stile che a tratti ripresenta alcune idee già usate, altra cosa che ho apprezzato, siccome alcuni riferimenti iniziano a essere familiari. Si arriva al racconto che dà il titolo alla raccolta e il respiro largo che lo caratterizza mi fa pensare che forse questo genere di storie necessitano di più spazio. In Idrostasi infatti riesco ad entrare più in emaptia con i personaggi e con tutto l’apparato futuristico messo in piedi dall’autore. Emerge bene anche una sorta di denuncia sociale, cosa che si avverte anche in tutti gli altri racconti ma quasi come se fosse latente.

Probabilmente qui viene fuori il mio limite di lettore non di genere, ma ritrovare i rapporti umani in un magma di computer, trasformazione di spazio e tempo e propulsori gravitazionali è stato come avere finalmente un appiglio.

Anche alcune idee/soluzioni finali si affinano con l’aumentare dei caratteri a disposizione. La sublimazione, presente in più di un racconto, ne è un esempio. Una trovata forte, ricca di ispirazione e che va ben oltre il fantascientifico.

Le pagine scorrono tra episodi riusciti (la seconda parte in generale) e alcuni meno, con passaggi temporali troppo complessi (i primi racconti, con finali forse un po’ prevedibili, oppure Annir e Liman, dove confesso di aver fatto molta fatica a seguire la trama). Tra riesumazioni di Atlantide, intelligenze invadenti e congegni incredibili che denotano una generosa musa ispiratrice, l’autore, che in un racconto compare anche con anagramma per fare da detonatore alla storia, accompagna verso un finale superbo. Il racconto che chiude la raccolta è una vera perla. Idea geniale e sviluppata bene, scritta ancora meglio, segno che in questo caso è stato trovato un equilibrio perfetto tra le parti per farle convivere in pochissime pagine.

Una raccolta consigliata, dove anche i non appassionati di fantascienza troveranno materiale su cui riflettere al presente. Mirko Dadich offre un punto di vista originale, articolato e saldo. Seppur con qualche ingenuità, conserva uno stile curato e un buon vocabolario, necessario a veicolare al meglio il messaggio originale, l’equilibrio dei liquidi apparentemente facile e faticoso allo stesso tempo, ma comunque inevitabile, come metafora dell’esistenza, passata e presente, ma soprattutto futura.

 

Voto:

Recensione a cura di Jonfen

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