Polvere di fata, di Barbara Poscolieri – Recensione

Titolo: Polvere di fata

Autore: Barbara Poscolieri

Editore: Lettere Animate

Pagine: 192

Prezzo: 2,99 € (ebook), 11,40 € (cartaceo)

 

Trama (dalla quarta di copertina):

L’Ocean è il locale più esclusivo di Roma, ma nasconde un volto marcio, fatto di sesso, alcol e quella che chi lo frequenta chiama “polvere di fata”: cocaina. Chiara, appena uscita da una relazione che l’ha lasciata distrutta, conosce Simone, il bel proprietario, che si presenta offrendole facili soluzioni di evasione. È l’inizio della discesa. Tra piccole rinascite e nuove cadute, Chiara cerca di riprendere il controllo della propria vita, sempre con l’ombra dell’Ocean ad incombere su di lei.

 

Recensione:

Da dove iniziare? Forse dicendo che questo libro l’ho divorato? Che ho fatto tardissimo la notte e mi sono svegliata la mattina con il pensiero di continuare a leggerlo? Perché no? In fondo è stato proprio così.

Polvere di fata mi ispirava tantissimo. Avendo letto tanti racconti di Barbara Poscolieri, poi, ero abbastanza sicura che non mi avrebbe delusa. A convincermi del tutto a leggerlo sono stati, però, alcuni estratti che Barbara ha postato nel nostro gruppo e che mi hanno incuriosita parecchio.

Si tratta di un romanzo mainstream che racconta la storia di Chiara. Dopo la separazione da Angelo, la protagonista va in crisi, si dispera e trova sollievo solo grazie a Simone. Simone le offre sesso senza complicazioni sentimentali e… la “polvere di fata”, ossia la cocaina.

Simone le sorrise, con il sorriso impaziente del demonio che sa di avere già in pugno l’anima dell’idiota con cui ha appena stretto il patto.

Inizia così la caduta di Chiara e al lettore spetta accompagnarla durante tutta la discesa, ma anche nei vari tentativi di risalita.

Lo stile di Barbara Poscolieri è diretto, senza fronzoli, la realtà è quella che è e non viene abbellita o addolcita solo per non scioccare il lettore, e proprio per questo risulta coinvolgente. L’autrice non condanna, non giudica, racconta e basta. Ma il lettore può leggere, forse, oltre le righe e scoprire che questo romanzo lancia un messaggio forte: abbiate rispetto di voi stesse. Scegliete voi come deve essere la vostra vita, non devono farlo gli altri al posto vostro.

«Chiara?»

Cal la chiamò da quello che le parve un altro mondo.

«Devo andare» gli rispose brusca.

«Non tornare indietro, Chiara. I primi passi sono abbastanza facili, il difficile è perseverare. Non tornare indietro. Non tentarti. Non aver fretta di scoprire se sei forte abbastanza da resistere.»

«Cal…»

In ogni caso il romanzo non è privo di imperfezioni. Soprattutto all’inizio ho notato alcune ripetizioni, ma il difetto più grande è, secondo me, il personaggio di Caligola. Lui esiste perché serve. Non ha una sua vera collocazione nella storia, non ci viene raccontato nulla di lui. Appare quando serve, per dare una “spinta” al romanzo e affinché Chiara prenda delle decisioni, e poi sparisce. Quella spinta avrebbe potuto darla anche qualcun altro, io avrei scelto Elena, per approfondire un pochino il suo personaggio.

Do a Polvere di fata ben 4 stelline. Leggetelo.

Bella la copertina, e azzeccata.

 

Voto:

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