Le interviste su Facebook – Lucia Guglielminetti

Ogni settimana, sul nostro gruppo Facebook, intervistiamo un autore. Il 9 ottobre è stato il turno di Lucia Guglielminetti.

Vediamo come ha risposto alle nostre domande.

1. Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccola” o ti banniamo. Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.

Prima di tutto grazie per quest’opportunità. Allora, non risponderò “da quando ero piccola” anche se è vero; la scribacchina 2.0 è nata in realtà nel 2009, quando ho scritto il racconto “L’ospite inatteso”, in cui questo vampiro ferito si ritrova in una casa di umani e ne ottiene inaspettatamente l’aiuto. Quel vampiro era Raistan Van Hoeck. Da lì all’idea di saperne di più su di lui è stato un passo breve. Cinque libri e un notevole numero di racconti dopo siamo ancora qui. È un gran chiacchierone e io sono felice di ascoltarlo.

2. C’è un tuo scritto di cui vai più fiera? Perché? Magari uno dei cinque volumi di RVH, in particolare?

Premesso che amo tutta la mia saga e adoro quel pazzoide del mio vampiro, il libro dei cinque per ora usciti che preferisco è il terzo, Nel buio. È il più tremendo, sono veramente discesa con lui in abissi di oscurità terrificanti, ma è anche quello più intenso. Quando ne rileggo dei pezzi sto male, alla faccia di chi dice che sono sadica e che mi diverto a far soffrire i miei personaggi.

3. C’è un tuo personaggio che hai odiato? Perché?

Uhu. Quando mi impegno a scrivere di un cattivo lo faccio piuttosto bene, ma a odiarli ci pensano già i lettori. Io, senza spoilerare, ho odiato molto la creatrice di Raistan a un certo punto del terzo libro. Perché gli dà una delusione tremenda, che lui non merita. Lì l’ho odiata abbastanza, lo ammetto, anche se normalmente è un personaggio che amo.

4. Quali generi scrivi e quali leggi?

Sono piuttosto onnivora nelle letture; non amo il romance, lo spionaggio e non vado matta per la fantascienza, ma per il resto leggo un po’ di tutto. Il mio autore preferito è Stephen King, però. Per quanto riguarda lo scrivere, i generi che non leggo non riesco nemmeno a scriverli. Non sono nelle mie corde e, per quanto riguarda spionaggio e fantascienza, non ho nemmeno la preparazione adatta.

5. Sei:
– autrice self
– autrice con CE
– autrice ibrido (self + CE)?
Perché questa scelta?

Sono… un casino. Prima con CE, poi mi sono sganciata perché non mi sono sentita supportata in nessun modo e sono diventata self. Adesso però farò uscire con la CE Dark Zone un thriller che non ha niente a che fare con RVH, ma che spero incontrerà lo stesso il favore dei lettori. Si chiama Versus ed è una storia molto cattiva. Uscirà nel 2018.

6. Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere un tuo libro?

Eh, bella domanda. I miei libri sono per tutti coloro che sono stufi dei vampiri all’acqua di rose degli ultimi anni e ne vogliono conoscere uno che non fa sconti, né a se stesso, né alle proprie vittime. Devono essere disposti a soffrire con lui, a maledirlo, a volte, ma a seguire con il fiato sospeso la storia di una vita. La vita di un uomo buono, seppure con i suoi difetti, trasformato dalla solitudine, dalle cattiverie subite e inflitte e dal tempo in una creatura che lotta per la sopravvivenza e per trovare un pizzico di serenità in un mondo che lo ha sempre respinto. A volte ci riesce, ma sa anche che le persone che di tanto in tanto lo accettano e lo rendono felici prima o poi scompariranno, portandogli altra tristezza. Però non rinuncia a vivere e, a volte, ad amare. Lo vuole sopra ogni altra cosa.

7. Quali progetti hai per il futuro?

Come ho detto, nel 2018 uscirà un mio thriller con la CE Dark Zone. Per quanto riguarda la saga RVH, c’è un sesto libro in corso, e spero prima o poi di riuscire a concluderlo. Al momento sono un po’ bloccata. Io e Raistan dobbiamo fare un discorsetto. Ho poi appena finito di scrivere un racconto con la mitica Federica Soprani, della serie l’Alchimia degli opposti, in cui Raistan interagisce con il suo vampiro, Guillaume de Joie. È la sesta avventura della serie. Solo un divertimento, un omaggio ai lettori miei e suoi, ma ce la spassiamo come delle matte. E questa è la cosa più importante, no?

8. Consiglia il libro di un tuo collega e dicci perché hai scelto proprio quello.

Ohh, bene. Allora, per primo vorrei consigliare Il ragazzo Ombra di Laura Costantini, primo di una saga di quattro libri che compongono il Diario Vittoriano. Scritti magistralmente e con personaggi meravigliosi di cui non potete non innamorarvi.

 

 

 

Poi ci sono i libri di Federica Soprani, soprattutto i Victorian Solstice, anche questi con una scrittura da far girare la testa.

 

 
 

 

E poi l’horror di Roberto Ciardiello, La casa dalle radici insanguinate, e non lo dico perché mi ha pagato. È una storia da brivido e scritta benissimo. Forse avrete capito che amo i libri scritti bene.

 
 

 

Se siete anche voi autori e volete essere intervistati da noi, partecipate al gruppo Facebook e inviate un messaggio a Lucia C. Silver!

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