Cosa farò da grande – Racconto vincitore del lab. di giugno 2016

Uffa, non so cosa scrivere, le tracce non mi piacciono, sono noiose come sempre.
Perché non posso mai scrivere quello che voglio? Devo sempre scrivere quello che decide la maestra.
Non so cosa scegliere tra “Parlami del tuo migliore amico” e “Cosa vuoi fare da grande”.
Il mio migliore amico è Luca, lo sanno tutti, ma cosa devo scrivere? Luca è mio amico perché insieme giochiamo bene a calcio e poi anche lui tifa Juve. Stop, cos’altro devo inventare per riempire la pagina?
Lui mi fa ridere quando imita le maestre, ma questo mica posso scriverlo.
“Cosa vuoi fare da grande?” Non lo so cosa voglio fare da grande, sarò grande tra tanto tempo e adesso non c’ho voglia di pensarci.
Oggi vorrei scrivere della mia conchiglia, quella che ho trovato l’altra domenica al mare con il mio papà.
È bellissima, è grande come la mia mano, l’ho raccolta proprio io. Il papà mi ha insegnato a stare a galla e a nuotare con la maschera, è strabello! Avevo paura perché l’acqua era alta e io non toccavo, ma il papà era lì, bastava allungare la mano. Quanti pesci sono riuscito a vedere!
Questo lo scriverei nel tema, scriverei che ad un certo punto ho visto una conchiglia bellissima, ma non riuscivo a prenderla e il mio papà allora mi ha insegnato a fare una mezza capriola nell’acqua, io ho allungato il braccio e l’ho presa.
Adesso la conchiglia è a casa mia, l’ho pulita bene. So anche disegnarla, ecco magari nel tema potevo fare anche il disegno della conchiglia.

“Marco forza! Non hai ancora scritto niente. Su, il tempo passa, smettila di sbuffare e concentrati”.

Ma io sono concentrato è che non mi viene niente da dire. Cosa starà scrivendo la Chiara, non ha ancora smesso, beata lei. Le femmine c’hanno sempre un milione di cose da dire.

Va beh, devo decidere, mi sa che devo sbrigarmi. Ok, scelgo il secondo.

COSA VOGLIO FARE DA GRANDE
Non so cosa fare da grande, non ci ho ancora pensato.
Forse voglio fare il calciatore così posso giocare tutto il giorno, ma solo se mi fanno giocare nella Juve, perché io nel Milan o nell’Inter proprio non ci voglio giocare.
Mia sorella dice che lei, da grande, vuole fare la dottoressa per salvare i bambini malati. Io no, non ci penso proprio. Mi fa schifo il sangue e non mi piacciono le punture, quindi non voglio diventare un dottore che fa le punture hai bambini che non vogliono.
Il mio papà lavora in un ufficio. Non ho capito bene cosa fa tutto il giorno, ma penso che non sia divertente, sta sempre seduto a guardare il computer e non penso che lo fanno giocare con i giochi che ci sono dentro.
La mia mamma fa la maestra, come la mia maestra, ma in un’altra scuola. A lei piace, ma io non so se lo farei, primo perché sono un maschio e i maschi non fanno quasi mai i maestri, poi perché le maestre hanno un sacco di compiti da correggere, che è quasi come avere i compiti da fare, non voglio avere a che fare con i compiti anche da grande.
Certo, se facessi il maestro darei dei temi più belli di questo (no, meglio che questo lo cancello).
Quindi io non so proprio cosa fare da grande, non ho idee, forse quando sarò grande mi verrà in mente qualcosa.
Però un’idea in realtà mi sta venendo.
Ecco, ho capito cosa voglio fare da grande: il cercatore di perle.
Si, mi piace questa idea. L’ho visto in televisione l’altro giorno, dicevano che in Giappone, o giù di lì, ci sono i cercatori di perle, loro stanno in acqua tutto il giorno, si buttano continuamente nel mare per cercare le perle e le trovano! Le perle sono dentro le ostriche, tu apri un’ostrica e la vedi lì dentro. Dev’essere bellissimo trovare una perla.
La prima che trovo la regalo alla mia mamma, le altre le vendo.
Quando sarò grande avrò imparato bene a nuotare e sarò capace di andare dove l’acqua è alta, anche senza il mio papà. Sarà straforte stare in mare tutto il giorno, tuffarsi tante volte e trovare le ostriche.
Si, penso proprio che ho deciso, da grande farò il cercatore di perle.


Il racconto che avete letto è opera di Terra ed è risultato il vincitore del Lab. di giugno 2016.

La traccia del Laboratorio di scrittura era stata scelta sempre da Terra (vincitrice dello scorso Lab) ed era la seguente: scrivere un racconto dove la voce narrante, in prima persona, fosse un bambino o un adolescente.

Il massimo dei caratteri consentito era di 4000, spazi inclusi, con 200 di tolleranza.

Pensi di riuscire a fare meglio?

Allora iscriviti e partecipa al prossimo Laboratorio di scrittura!

Tutti i racconti di È scrivere – Community per scrittori vengono editati prima di essere inseriti sul blog.

 

3 thoughts on “Cosa farò da grande – Racconto vincitore del lab. di giugno 2016

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