Finestre, di Stefano Pastor – Recensione

51Z+zHTmzZL._SX322_BO1,204,203,200_Titolo: Finestre
Autore: Stefano Pasor
Formato: ebook (2,99 euro), cartaceo (9,99 euro)
Lunghezza stampa: 380
Editore: Illusion (marchio self di Pastor)
Genere: fantascienza

Trama (da Amazon): Le Finestre hanno cambiato il mondo, ma non il suo. Rossana sa di essere una nullità. La sua unica dote è la bellezza, ma anche quella sta svanendo. È solo la moglie di Martin, il brillante scienziato che le ha inventate. Quegli schermi che si aprono sul passato, in grado di mostrare ogni tempo e ogni luogo. Tutta la storia dell’umanità. Hanno soppiantato cinema e televisione, perché la finzione non può battere la realtà. Hanno creato dipendenza, il mondo non ne può più fare a meno. Neppure lei. Ma un giorno trova in camera del marito un prototipo, in grado di trasformare le Finestre in Porte. Porte che è possibile attraversare. In quel passato può esserci una soluzione alla sua vita vuota, può finalmente compiere qualcosa di speciale. Come salvare la vita di due bambini ebrei ad Auschwitz nel 1943. Da quel momento anche la sua vita sarà in pericolo e il tempo diventerà il solo luogo in cui cercare una via di scampo.

Recensione:

A volte trovo più complicato scrivere la recensione di un romanzo che mi è piaciuto tantissimo rispetto a quella di un testo che presenta dei difetti. A mio parere questo libro è perfetto: contiene tutti gli ingredienti che una buona storia dovrebbe avere. C’è una trama interessante che parte da un’idea originale, c’è un buon ritmo, ci sono personaggi a cui ci si affeziona (persino a quelli che dovrebbero essere i “cattivi”), c’è uno stile che trascina e una scrittura scorrevole. La storia mi ha letteralmente catturata. Io sono sempre stata una fan dei viaggi nel tempo e dei paradossi temporali sin da quando vidi per la prima volta “Ritorno al futuro”. Sul tempo ognuno ha le sue teorie: c’è chi crede che, cambiando il corso di un evento, si genera automaticamente una linea temporale del tutto differente e che i cambiamenti saranno evidenti e devastanti. E c’è chi crede che il tempo rigenera se stesso, ossia che corregge da solo i vari errori dovuti alle intromissioni portando di conseguenza al ripetersi degli stessi risultati, qualsiasi cosa si faccia. Il punto è che, teoria sulla fatalità o meno, ho sempre faticato a seguire opere narrative e cinematografiche sul tempo senza ritrovarmi con un gran mal di testa e con una lista infinita di controsensi logici o cose che mi risultavano poco chiare. Non è stato questo il caso. Pastor mi ha accompagnata durante i continui salti temporali senza mai farmi sentire titubante o smarrita, senza annoiarmi con lunghe spiegazioni e senza che nella mia testa sentissi qualche ingranaggio stridere. Tutto funziona benissimo, ogni pezzo del puzzle si incastra con gli altri alla perfezione. La conseguenza è che ogni scelta che la protagonista fa sembra quella che avrebbe fatto qualunque lettore al suo posto e si è talmente coinvolti durante la lettura che pare davvero di essere lì con Rossana, di gioire e piangere con lei, di disperarsi con lei quando il destino decide di metterle i bastoni fra le ruote. Come sempre, i libri di Pastor non sono fini a loro stessi e alla mera trama, che di per sé è già corposa e rilevante, ma posseggono quel tocco in più, quella storia nella storia. È così che vediamo emergere sullo sfondo temi importanti, che non possiamo non fare nostri: la voglia di maternità di una donna e il bisogno di protezione di bambini che provano a fare i grandi, l’etica e la morale che cozzano con il terrore di invecchiare e morire, l’amore che può avere mille sfaccettature ed essere di tanti tipi diversi (materno, filiale, fraterno, passionale, romantico). Questo romanzo contiene tutto ciò e molto altro: complotti internazionali, linee temporali che si intersecano, progresso scientifico, immortalità.

Che dire ancora? Consigliatissimo. Io sto prendendo in considerazione l’idea di comprarmi anche il cartaceo.

Voto:5Stellina-nuova1

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Recensione a cura di Luna.

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