Basta poco, di Homobruno – Recensione

Titolo: Basta poco

Autore: Homobruno

Casa editrice: Cavinato editore

Genere: thriller

Prezzo: 5,99 euro (ebook)

Pagine: 212

Trama (dal sito dell’editore):

Chiara sta andando a cena da François, un suo amico Dj, ma ad aspettarla davanti al cancello della villa c’è Manuel uno sconosciuto che dice di essere stato anche lui invitato a quella cena. Da quel momento in poi la storia di Chiara si legherà indissolubilmente con quella di Christian che all’oscuro di ciò che gli sta per accadere si ritroverà a condividere con lei lo stesso incubo. Basta poco è un thriller dai risvolti inaspettati e che sfugge a ogni categoria di genere. Vissuto da diversi punti di vista questo romanzo ci fa credere che la vita sia un percorso senza alternative per poi spiazzarci facendo luce sulle diverse scelte che ognuno di noi possiede dentro di sé.

Recensione:

Basta poco prende il nome dalla teoria formulata da Christian, una delle tre voci narranti di questo thriller. L’intera vicenda ruota attorno a lui, Chiara e il DJ, ma il quadro complessivo si può ottenere solo leggendo le loro storie e incastrando le loro visioni parziali.
Attraverso i loro monologhi arriviamo a capire qual è l’obiettivo di Manuel, cosa è successo al Dj, dov’è Chiara e chi è l’Oracolo, in un percorso tortuoso che segue le loro vite tra scossoni e viette laterali in cui si corre sempre il rischio di perdersi.
I lunghi discorsi dei tre personaggi (ogni capitolo ne contiene uno) sono inarrestabili flussi di coscienza: astratti come solo il pensiero può essere, ossessionati quando il proprietario si accanisce su un avvenimento o una sensazione, labili quando fanno solo da contorno alla vicenda principale, ovattati come i ragionamenti di chi ha bevuto un bicchiere di vino di troppo, inafferrabili come le associazioni mentali, allucinati come visioni o sogni senza senso, a volte quasi incomprensibili nel loro girovagare tra situazioni a noi ancora sconosciute o poco chiare.
Anche la costruzione della trama ricalca questi flussi: al lettore vengono mostrati via via eventi che appaiono sconnessi dall’impianto narrativo, ogni tanto sbucano dei dialoghi di cui non si comprende la direzione, qualche personaggio appare in bilico tra realtà e onirismo.
Il punto di forza di questo romanzo è la riproduzione fedele che fa del ragionamento umano – con tutti i suoi arzigogoli e i suoi vicoli ciechi – e del linguaggio che l’accompagna – mai lineare, mai semplice e mai del tutto chiaro, esattamente come accade nella realtà.
Il suo punto debole è la mancanza di caratterizzazione tra le voci, che rende i pensieri e i percorsi mentali dei tre narratori assolutamente indistinguibili. Questa pecca di per sé non è grave, ma si accompagna ad altre pecche: la risoluzione del mistero non chiarisce alcuni punti fondamentali della vicenda, le descrizioni date in alcuni capitoli non hanno riscontro nel finale, spesso i concetti sono esposti in modo eccessivamente nebuloso e non spiegano il pensiero dei personaggi, tanto che in alcuni punti questi perdono completamente la loro connotazione realistica, e sembrano sotto effetto di droghe. Addirittura non si capisce cosa predichi la teoria da cui il romanzo trae il titolo.
Va aggiunta purtroppo la mancata cura della casa editrice nell’eliminare refusi, ripetizioni e parole usate in modo scorretto, o anche di rivedere la punteggiatura, sfavorita da un uso eccessivo e spesso improprio delle virgole.
Nel complesso giudico Basta poco un’opera dal grande potenziale emotivo, ma non sfruttato al meglio. Attualmente c’è il rischio che risulti oscuro, pesante o addirittura noioso.
Consigliato solo a chi cerca espressioni narrative fuori dal comune.

Voto: 25Stellina-nuova

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La recensione che avete letto è opera di Bee.

2 thoughts on “Basta poco, di Homobruno – Recensione

  1. Sapevo che sarebbe stato difficile spiegare la “teoria del Basta poco” senza fare riferimenti circostanziati con il solo uso delle metafore, ma andava fatto. Grazie

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