La piscina delle mamme, di Filippo Gigante – Recensione


Titolo: La piscina delle mamme
Autore: Filippo Gigante
Editore: Lettere Animate
Pagine: 122
Prezzo: 0,99 euro (ebook); 8,50 euro (cartaceo)
Illustrazioni: Davide Gigante

Trama (dal sito dell’editore):
Dopo gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, la Cecoslovacchia è sotto il dominio dell’Unione Sovietica e un’ondata di emigrazione porterà centinaia di cittadini a trovar fortuna altrove. Questa è la storia di Olga e Berta, due donne nate nella splendida città di Praga e che col cuore ferito dal dolore del passato giungeranno in un paese italiano che si affaccia su un suggestivo lago. Qui, attraverso la ricerca di nuove abitudini, sogni letterari, particolari vicini di casa e passioni artistiche e gastronomiche, saranno pronte a tuffarsi, insieme a voi, nell’originale e scanzonata visione di una vita che, nonostante tutto, riesce ancora a far innamorare anche chi è certo di aver perduto ogni speranza.

Recensione:
Quando si deve giudicare l’opera di un autore esordiente ci si trova spesso in imbarazzo, combattuti fra il voler dare una mano a qualcuno che ha appena iniziato a farsi strada in questo mondo e il dire le cose come stanno. Si tende quindi a mediare, a cercare dei lati positivi per incentivare il nuovo autore e allo stesso tempo a mettere in luce i punti di debolezza della sua opera per correttezza verso i lettori. O almeno, così è come mi comporto io.
In questo caso mi trovo quindi molto in imbarazzo perché, a differenza delle tantissime recensioni positive su questo romanzo che ho trovato in rete, io sono rimasta profondamente delusa dalla lettura.
Mi aspettavo un buon libro, con una struttura solida, magari commovente.
Invece, purtroppo, mi sono ritrovata di fronte a un’opera molto acerba. Il lavoro di editing svolto sul romanzo – se è stato svolto – è molto scadente. Ho trovato moltissime frasi con concordanze errate e punteggiatura fuori posto (sono frequentissime, ad esempio, le virgole fra soggetto e verbo o fra verbo e complemento), d eufoniche, errori ortografici.
Ma questo non è l’unico difetto del romanzo. Ho trovato ingombranti infodump (informazioni storiche inserite nel bel mezzo di flashback e del tutto inutili ai fini della trama – come la lunga descrizione sul danno avuto a Pescarenico nel 1647, quando il romanzo è ambientato in tempi contemporanei).
I dialoghi, poi, sono quasi assenti: 122 pagine con pochissimi dialoghi e anche molto brevi. Non c’è show don’t tell, ma continui riassunti degli eventi, raccontati in maniera sommaria e priva di verve. Ecco, in questo romanzo manca l’azione. Ci sono molte frasi filosofiche, che fanno riflettere, c’è molta “poesia”, ma poca sostanza. La trama e i personaggi avrebbero potuto essere interessanti, se solo li avessimo visti muoversi. C’è del potenziale a livello di trama che non è stato sfruttato. La sensazione a fine lettura è quella di aver letto un riassunto condensato degli eventi, non quella di averli vissuti insieme alle protagoniste.
Molto belli sono, invece, i disegni di Davide Gigante, che conferiscono un tocco accattivante alla storia. Peccato che quelle scene mostrate nei disegni in realtà ci vengono solo raccontate per sommi capi dall’autore.
In conclusione del buon potenziale sfruttato molto male.

Voto: 2Stellina-nuova1

timbro1

La recensione che avete letto è opera di Luna.

3 thoughts on “La piscina delle mamme, di Filippo Gigante – Recensione

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