I pericoli di Sherlock Holmes, di Loren D. Estleman – Recensione

i pericoli di sherlock holmesTitolo: I pericoli di Sherlock Holmes
Autore: Loren D. Estleman (Autorizzato e concesso in licenza
dalla Conan Doyle Estate Ltd.)
Editore: Gargoyle
Pagine: 208
Prezzo: 16,00

Trama (dal sito dell’editore): Nuovi casi e nuovi enigmi da risolvere attendono Sherlock Holmes e l’inseparabile dottor Watson.
Questa avventurosa collezione di misteri, scritta dall’unico autore che ha ricevuto il benestare della Fondazione Conan Doyle, raccoglie alcuni dei migliori e più intriganti apocrifi holmesiani, che dimostrano come il leggendario investigatore abbia preso vita dalle pagine di Sir Arthur Conan Doyle per diventare un’icona che supera i confini del tempo e dello spazio.
Stavolta Sherlock Holmes aiuterà Wyatt Earp nel cruento West americano, dovrà vedersela con i tre fantasmi del Canto di Natale di Charles Dickens, potrebbe scoprire finalmente il segreto dei druidi di Stonehenge e persino incontrare il diavolo in persona. E se dovesse addirittura trovare la via per la tomba di Tutankhamen?
I pericoli di Sherlock Holmes sono un tuffo in nuove elettrizzanti e ingegnose indagini del detective più famoso e amato della letteratura.

Recensione: Interessante raccolta di racconti nati dall’abile penna di Estleman, l’autore di testi su Sherlock Holmes più importante dopo lo stesso Arthur Conan Doyle. A chi non conosce le sue opere più famose (Sherlock Holmes contro Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Holmes), basti sapere che Estleman ha collezionato 17 vittorie e decine di nomination nei più importanti premi di genere, fra i quali il Mistery Writers of America E. A. Poe e il National Book Award. Dunque un’autorità nelle detective story e un grande affezionato delle avventure di Sherlock.
È stato davvero un piacere per me recensire questo libro e ritrovarmi ancora una volta a Baker Street insieme a Watson e al famoso detective. Devo ammettere che le parti più interessanti della raccolta sono forse i retroscena di cui veniamo a conoscenza nella prefazione e nella postfazione all’opera. Possiamo così scoprire cosa ha spinto l’autore a scrivere certi racconti e la sua opinione sul canone Sherlockiano e sui vari personaggi. L’accurata analisi della figura di Watson che fa seguito al testo è un esempio puntuale di un dettagliato studio dei personaggi di Doyle e dei suoi libri.
Inevitabile è quindi la voglia di riprendere in mano i romanzi dello stesso Doyle per porli a confronto con le opere di Estleman. La penna di Estleman ne esce sicuramente con dignità, dimostrandosi all’altezza per forma e contenuto e rispettando in modo puntuale lo stile del maestro.
Le trame dei racconti presenti in I pericoli di Sherlock Holmes sono particolari e un po’ bizzarre, come sempre lo sono stati gli intrecci di Doyle e le figure di Holmes e Watson ne escono a testa alta, per nulla fuori carattere e perfettamente centrate.
Personalmente, avrei preferito che le storie fossero state pubblicate in ordine cronologico. Ho faticato un po’ a passare da un Holmes nel pieno dei suoi anni, a un Holmes ormai anziano, per tornare di nuovo a un Holmes giovane.
Anche l’opera teatrale (con un brillante dialogo fra Watson e la sua consorte, pieno di indizi sulle opere di Doyle) l’ho trovata un po’ fuori luogo posizionata al centro di testi in prosa. Anche se devo dire di essermi divertita a leggerla: ironica e ben studiata.
Nonostante l’ordine casuale con cui ci vengono presentati i racconti, I pericoli di Sherlock Holmes resta comunque un ottimo libro per gli appassionati del genere. I vari testi sono piccole perle a se stanti, da leggere uno alla volta con parsimonia per poterne cogliere tutti i particolari (che sono davvero tanti e, ripeto, dimostrano l’accurato studio sui testi di Doyle fatto da Estleman).
Bello anche l’ultimo racconto, che in realtà non è un vero racconto ma il primo capitolo di un romanzo collettivo mai terminato. È un peccato che Asimov non abbia più scritto il capitolo finale di quel romanzo, perché l’incipit di Estleman (che Gargoyle ci propone, appunto, a fine raccolta) aveva un gran potenziale.
Rimarremo sempre col dubbio su quale segreto nascondesse quell’uovo di serpente fossilizzato.
Un libro che consiglio caldamente agli appassionati del genere e sconsiglio ai profani perché non ne coglierebbero appieno i riferimenti e potrebbero anche trovare questo stile (ricalcato su quello di Doyle, quindi per nulla moderno) un po’ pesante.

Voto: 4Stellina-nuova11http://escrivere.com/wp-content/uploads/2014/03/timbro1.jpg

La recensione che avete letto è opera di Luna.


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