Il seggio vacante – J.K. Rowling

Il seggio vacante, copertina

Titolo: Il seggio vacante

Autore: J.K. Rowling

Casa editrice: Salani

Il seggio vacante è il nuovo romanzo di J.K. Rowling, l’autrice della celebre e fortunata saga di Harry Potter.

Barry Fairbrother occupa un posto nel Consiglio locale della piccola cittadina inglese di Pagford.
Uomo impegnato nel sociale, Barry porta avanti da anni la sua crociata: non lasciare che il territorio dei Fields, zona abitata per lo più da persone con enormi difficoltà legate a droga, prostituzione e povertà, venga ceduta alla vicina città di Yarvil. Alla sua morte improvvisa il seggio vacante verrà conteso da diverse personalità di Pagford, con idee contrastanti riguardo la questione Fields.

Leggendo la trama che vi ho riassunto qui sopra rimasi un tantino deluso. Non vedevo grandi margini di manovra per la Rowling, in un contesto che già dalle premesse mi risultava estraneo.
Essendo un grandissimo fan dell’autrice e della sua precedente saga ho comunque comprato il libro qualche giorno dopo l’uscita. E l’ho trovato strepitoso.
A dispetto di quanto credessi per entrare nello spirito della città e per conoscere i personaggi sono bastate un centinaio di pagine. Per tutto il resto del tempo (il libro conta circa 550 pagine), mi sono sentito parte integrante di Pangford, come un cittadino che curiosava negli affari delle famiglie vicine.
Il libro è scritto in terza persona e racconta stralci di vita di diversi nuclei familiari. I personaggi principali saranno più o meno dieci/dodici, ma nonostante una breve confusione iniziale ogni carattere comincia ad emergere presto, modellando personaggi tutti diversi e con un loro carisma. Certamente alcuni sono più riusciti di altri, ma il leitmotiv di tutto il libro è il crudo realismo con cui vengono descritte le loro vicende.
Nella lettura ho riconosciuto sensazioni ed eventi ricorrenti nella vita di tutti giorni, a testimonianza del fatto che la Rowling prima di diventare la mamma di Harry Potter è stata una donna come tante, immersa nella quotidianità della vita inglese.
Lo stile è piacevole, molto scorrevole, ma questo è un merito da attribuire alla traduttrice, Silvia Piraccini, visto che non ho avuto modo di valutare la fedeltà stilistica rispetto alla versione originale.
La sinossi del libro si riduce a quelle quattro parole che ho scritto all’inizio perché in realtà non esiste una vera e propria trama. Si passa di personaggio in personaggio, da famiglia a famiglia, immergendoci nella loro più profonda privacy all’inizio, fino a che alcuni fili non cominciano ad intrecciarsi poco alla volta per arrivare al finale. Questa frammentazione può risultare ostica a chi è in cerca di un libro incentrato su una trama lineare in cui da un punto A si deve arrivare a B, in qualche modo.
Qui si passa per tutto l’alfabeto e si ritorna pure indietro un paio di volte, per poi andare di nuovo avanti, senza un ordine preciso.
Immaginate di piazzare cinque telecamere in altrettante abitazioni del vostro vicinato. “Il seggio vacante” è il risultato di quelle registrazioni, anche se la Rowling, narratore onnisciente, ci delucida anche riguardo ai pensieri non espressi ad alta voce.
Come già anticipato il risultato è più che gradevole. Non ho mai provato noia e, anzi, la voglia di seguire l’evolversi delle vicende mi ha spinto a finire il romanzo in quattro giorni circa.

Per i difetti vorrei cominciare parlando dell’edizione, prima di passare alle “colpe” dell’autrice.
“Il seggio vacante” costa ventidue euro, che a mio avviso è un prezzo mostruosamente alto, ma lo si accetta. L’inaccettabile invece è il prezzo dell’ebook. Addirittura 15 euro. Evito di commentare oltre.
Tornando al cartaceo, non c’è nulla nell’oggetto che giustifichi il prezzo così alto. La qualità della carta non è il massimo, ma ci può stare. Il libro scricchiola per via della rilegatura e alcune pagine sono incollate tra di loro. La sovraccoperta è la stessa dell’edizione originale, imposta dalla Rowling, molto semplice, priva di rilievi o fronzoli particolari. Un libro normalissimo venduto a un prezzo anormale. La scelta del titolo italiano invece è stata giudiziosa e aderente, non si possono muovere critiche a riguardo.
Tornando al romanzo, la volgarità eccessiva di certi passaggi mi ha dato l’impressione che l’autrice volesse staccarsi dalle sue opere precedenti calcando la mano, ma questo probabilmente è più un mio pregiudizio. Sta di fatto che alcuni passaggi potevano essere evitati senza togliere nulla al romanzo.
Come accennavo prima, la mancanza di una vera e propria trama può destabilizzare all’inizio, ma ritengo che una volta conosciuti i personaggi si inizi a provare una curiosità quasi morbosa per gli sviluppi successivi.
Questi personaggi sono quasi tutti ben caratterizzati. Quasi. Alcuni sono un po’ stereotipati, altri quasi anonimi, qualcuno messo lì giusto perché doveva esserci. Rimango del parere che la Rowling abbia comunque fatto un gran lavoro, soprattutto con gli adolescenti presenti nel romanzo. Scrivere un libro relativamente breve e lasciare impressi nel lettore oltre dieci/quindici personaggi diversi non è da tutti. C’è chi ha difficoltà persino a gestirne uno…

Concludo lo sproloquio dicendo che la Rowling è una scrittrice matura, che sa destreggiarsi bene nel mondo dei ragazzi e in quello degli adulti, che ha una cura particolare nella descrizione dei caratteri e riesce a far immedesimare il lettore in tutto ciò che tocca. Più che ai fan di Harry Potter mi sento di consigliare questo romanzo a chi Harry Potter non l’ha letto considerandolo troppo lontano dalle proprie corde. Potreste scoprire un’autrice che non è solo un’agitatrice di bacchette.

Voto: 5Stellina-nuova1

timbro1

La recensione che avete letto è opera di Guero.

Product
Il Seggio Vacante
Version
Cartaceo
Type
Libro
Product Author
J.K. Rowling
Reviewed by

on 8 marzo 2013
Rating
Price
22,00
Summary
La Rowling è una scrittrice matura, che sa destreggiarsi bene nel mondo dei ragazzi e in quello degli adulti, che ha una cura particolare nella descrizione dei caratteri e riesce a far immedesimare il lettore in tutto ciò che tocca.

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