Dicono di noi – Stanziali

Stanziali

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Ottime atmosfere e lo stile. Certe situazioni forse dovevano essere approfondite di più ma vi è del sapore ipnotico in questo racconto. Consiglio il racconto a chi ha apprezzato film come Honeymoon, ma non aspettatevi lo splatter. Qui tutto è più soffuso e denso di atmosfere surreali.
METTERE LE RADICI CONTRO LA PROPRIA VOLONTÀ!
Unico racconto lungo per questa quarta uscita di una collana degna di nota. Di difficile collocazione come genere, anche se i velati richiami horror sono evidenti, la narrazione volutamente si snoda lenta catturando comunque l’interesse del lettore che si aspetta sempre che qualcosa di evidente succeda… ma la fine rimane velata dal mistero non svelato, ma intuibile e interpretabile in maniera libera, lasciando il lettore con una strana forma di impotenza. Inoltre reputo che il racconto abbia tutte le carte in regola per diventare, se sviluppato ulteriormente, un buon romanzo, poiché gli ingredienti di sicuro impatto e interesse… ci sono tutti!
Avete presente quei campeggi lungo la costa in cui le vacanze scorrono con la sonnolenta rilassatezza di un pomeriggio d’estate? In quei campeggi, oltre alle tende di chi lì ci va solo per dormire perché troppo indaffarato a divertirsi, oltre ai camper di chi lì ci capita quasi per sbaglio, oltre agli sfortunati che di ferie non hanno che una manciata di giorni, ecco, in quei campeggi esiste una categoria ben precisa di villeggianti: gli stanziali. Sono quelle (fortunate) persone che l’estate se la godono tutta, da fine giugno a fine agosto, e se la godono tutta in quel campeggio. Le loro roulotte, private da tempo delle ruote, sono diventate negli anni delle piccole regge: comfort di tutti i tipi, aiuole curate, vialetto, siepi squadrate a delimitare il proprio regno, anche se non mancano piccole sortite ai danni dei vicini, specie se questi vicini non sono stanziali ma semplici campeggiatori di passaggio. Perché, si sa, bisogna far capire chi è che comanda, sempre.
Ma la vera domanda (e il tema centrale di questo racconto) è un’altra.
Cosa spinge delle persone che hanno tempo e denaro per girare il mondo, o quantomeno per avere una vera casa al mare, a togliere le ruote a una roulotte e piazzarla in modo permanente in un campeggio in cui ritornare ogni anno, e ogni anno passarci tutta l’estate, vedendo sempre le stesse persone, facendo sempre le stesse cose? Cos’è che li trattiene lì?
Non sarò io a svelarvelo, anche se sono stata una stanziale per qualche anno e, soprattutto nelle giornate in cui la fantasia galoppava di più, mi sono fatta la stessa domanda dell’autore raccontandomi anch’io la mia storia.
Scopritelo leggendo questo bel racconto, scritto in maniera eccellente, che vi lascerà con ancora più domande di quelle di partenza. E se anche voi avete fantasia… provate a terminare la storia a modo vostro.
Complimenti all’autore. Spero di aver appena letto l’inizio di qualcosa di più grande perché questa è una storia da romanzo kinghiano.

Smeraldine

Il racconto mi è piaciuto molto perché è scorrevole, originale e con il giusto grado di suspense. Il linguaggio è quasi sempre pulito, ogni tanto nel discorso diretto vi è un intercalare di imprecazioni giustificate dalle circostanze che non mi hanno infastidito perché comunque non eccessive.
Bello! Io onestamente avrei preferito un finale un po’ più articolato, l’idea però è veramente buona ed il racconto si legge tutto d’un fiato, complimenti!
Ci deve essere qualche cosa che ci inquieta quando ci rechiamo in vacanza in un nuovo posto. E se non avessi scelto il posto giusto? E se non non dovessi trovarmi bene? E se ci fossero persone strane? Se dovessi perdermi? Sotto sotto queste paure accompagnano ogni nuovo posto in cui ci rechiamo, anche se per poco. Questo racconto porta letteralmente alla luce del sole queste paure e lascia al lettore il compito di scoprire le risposte. Forse.
Un ottimo racconto da brividi estivi, scritto con un buon ritmo e che non delude le aspettative.
Io che amo andare nei campeggi….attenzione. Molto buono, sorprendente. Idea originalissima, scritta molto bene. In pochissime pagine ti prende come un giallo di 200 pagine: questo dimostra che non è la quantità ma la qualità!!!
Racconto letto anche perché anch’io sono una campeggiatrice! Complimenti all’autore perché riuscire a rendere un campeggio di stanziali in Riviera in un luogo in cui pervade sempre una vena di horror non è facile. Lo consiglio!