Dicono di noi – Satyros

Satyros

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Sul web:

La bancarella del libro

[…] La primissima cosa che salta all’occhio del lettore è la maestria con cui Borroni decide di narrarci questa storia. Le parole sono scelte con una minuzia tale da rasentare la perfezione. Ciascuna di esse sembra essere perfettamente al suo posto, sembra non esserci altro modo per descrivere una determinata situazione. Tutto richiama al marcio, allo stantio, al vecchio, a qualcosa che si è incancrenito. Nel paesotto di Bastiano infatti tutto è rimasto com’era. Niente è cambiato. La polvere si accumulata, gli sguardi della gente sono carichi di astio e diffidenza. Ciò costituisce l’80% di questa storia. Senza una prosa simile sarebbe stato tutto diverso. […]

C’è poco da dire. Borroni sa scrivere e sa farlo bene davvero. Chi mi conosce sa bene che non sono solito dire bugie o fare commenti gratuiti solo perché ho avuto modo di leggere l’opera di un autore. Se qualcosa non mi convince lo dico. Borroni è uno che di horror ne capisce parecchio e lo ha confermato di nuovo con questo piccolo romanzo, mischiando quelle che sono le paure legate all’adolescenza a quelle che saranno i problemi e le preoccupazioni di domani. Lo fa in un modo tutto suo. Ho adorato la sua narrazione e il modo in cui ha saputo farmi correre i brividi sulla schiena…che di questi tempi è letale.
La storia coinvolge. Spaventa per la sua ambientazione claustrofobica, malsana (avete presente Non aprite quella porta? Ecco) i personaggi che si portano sempre dietro un alone di mistero. […]
Consigliatissimo.

Il Gufo lettore

[…] L’autore ha costruito la sua storia con sapienza e attenzione: l’atmosfera di angoscia si può respirare sin dalle prime pagine, grazie anche alle descrizioni – dall’aggettivazione che volutamente trasmette un certo affanno – e ad alcuni personaggi che paiono usciti da un circo del grottesco, in un crescendo che trova il proprio culmine nella conclusione inquietante. Il protagonista è credibile, con i suoi timori e le sue incertezze, e in alcune pagine ci sentiamo come dentro la sua testa, vivendo con lui l’incubo nel quale si trova.

In conclusione, Satyros è un buon romanzo breve, un piccolo gioiellino dell’orrore che gioca con l’inquietudine, per lasciarci senza fiato.

ThrillerNord

Un horror dalle tinte cupe da leggere in breve tempo. Bastiano riceve la telefonata di un’amica di infanzia che gli chiede, in lacrime, di tornare al suo paese natale. Affronta un viaggio, che sembra più una discesa verso l’inferno, solo per aiutare la donna e il figlio. Ma qual è il segreto che aleggia su di loro? Bastiano dovrà affrontare il demone di un passato che pensava di essersi lasciato alle spalle e che invece è tornato a tormentarlo, per sfidarlo a un’ultima partitaRisulta difficile staccare gli occhi dal romanzo, una volta iniziato. La narrazione scorre e avvolge il lettore in un’atmosfera torbida e carica di suspense. L’autore va a riprendere caratteristiche formali dell’horror classico per rielaborarle e inserire nuovi elementi che rendono l’opera forse non unica nel suo genere ma di certo interessante. A dispetto della brevità, la trama è coinvolgente, coerente in ogni minimo particolare, i personaggi risultano ben caratterizzati, tanto da permettere al lettore di parteggiare per il protagonista e rimanere con lui fino alla fine, a una conclusione inaspettata che si addice perfettamente alla storia. Una lettura veloce e consigliata.

In fondo alla recensione vi è anche un’interessante intervista all’autore.

Su Amazon:

 Simone Dellera

Un ottimo romanzo breve che tiene incollato il lettore in una sorta di sospensione ansiosa per quel “qualcosa” di orrendo che ci cela fra le pagine ma non si percepisce fino in fondo. Rimane sospeso e aleggia nell’aria fra i ricordi dei personaggi che compongono quest’opera nera. Bastiano di ritorno al suo paese natale, richiamato da una sua vecchia amica d’infanzia, dovrà affrontare un’ennesima volta il male…
I primi tre capitoli sono un’introduzione perfetta e dettagliata, appiccicaticcia come il troppo sole che inonda le pagine e che si eclisserà per sempre man mano che si prosegue nella lettura. Tutto sa di stantio, tutto è pressoché rimasto come allora, tutto è fermo a quei terribili ricordi…
Il quarto e il quinto capitolo fungono da antefatto e ci riportano indietro nel tempo agli anni ’80, più precisamente il 1985 (riscontrabile da alcune citazioni presenti nel testo). Uno strano patto viene siglato fra il sig. Ponzanibbio e alcune losche figure perfettamente descritte, così come l’inquietante e singolare scena che si dipana agli occhi del lettore, rendendo ancora più interessante la trama.
Nuovamente trasportati dalle parole del nostro presente in un alternarsi con il passato, arriviamo ed entriamo nel vivo della narrazione, nel suo “clou” che risulta geniale e originale e che di certo non sto a districare per evitare di rovinare la lettura. E in questo caso, come è giusto che sia, il testo scorre ancora più veloce di prima in un interminabile carosello che lascia senza fiato anche nel finale a effetto!
Un’atmosfera solitaria e inquietante, d’angoscia e da brivido sono racchiuse nelle pagine di questa piccola perla nera.
CONSIGLIATISSIMO!!!
Piccolo capolavoro dell’horror italiano, mescola sapientemente la nostalgia, la suspance e dramma, grande Giorgio Borroni per questo gioiellino come non se ne leggevano da tempo in Italia!!!
Un racconto più che un libro, dal testo scorrevole. Una storia cupa con atmosfere retrò con richiami agli anni ottanta.
Questo racconto , fa parte di una collana di racconti a cura di ESCrivere dove ESC sta a indicare una via di fuga dalla realtà, un immergersi in altri mondi.
Non è il primo libro di questa collana che leggo e come i precedenti anche questo ( abbastanza breve direi ) è un libro dal testo molto scorrevole dalle tinte evidentemente cupe che con il suo ritmo in crescendo ci invoglia subito a terminare il libro ambientato negli anni Ottanta per scoprire l’epilogo della storia.

Max Ratti

veramente bello. L’ambientazione in due momenti storici diversi dei personaggi è perfetta per la trama.
Non avevo mai letto nulla di Borroni che mi è stato consigliato da Alessandro Girola.
Un ottimo romanzo breve che ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult del genere.
Praticamente perfetto.
Un thriller ben pensato e strutturato. Fino a metà libro non si intuisce a cosa il protagonista vada incontro, cosa lo terrorizza e cosa crea l’atmosfera tesa delle prime pagine. E quando viene svelato “il male” la sorpresa insita in un oggetto tanto desiderato da bambini è tanta. Merita!

Su Goodreads:

Vito Ricco

Scritto maestria dal sapiente Borroni, questo racconto mescola sapientemente tutti gli elementi che un horror dovrebbe avere: suspence, azione e un finale fra l’onirico e il raccapricciante. Ennesima grande prova di un autore che se iniziasse ad essere più prolifico, potrebbe ambire a traguardi prestigiosi. Grande.

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Un racconto lungo, molto ben scritto e congegnato. I miei complimenti all’autore.