La tempesta – Poesia vincitrice 5° Contest Poetico
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Luna
agosto 30, 2014
2
Immagine di Petr KratochvilImmagine di Petr Kratochvil

Acqua torbida e rimpianti,
come scuri pensieri
di passato pesanti.
Ogni onda un frammento di me.

Pallidi ricordi,
come schiuma bianca
si adagiano sordi
sulla sabbia dell’anima.

Accompagnano lenti
sogni e deliri,
attimi, frammenti,
fantasmi dimenticati.

Il mio cuore annaspa
al ricordo di te
perso alla deriva,
come nave fantasma.

E ancora acqua scura davanti
e schiuma bianca che muore:
solo conchiglie rotte e sabbia
a memoria della tempesta.

La poesia che avete letto è opera di Luna ed è risultata la vincitrice tra quelle che hanno partecipato al quinto Contest Poetico di escrivere.com.

Il tema del contest era: scrivere un componimento ispirato allo Ying e lo Yang ed era stato scelto da Ely (minimal), vincitrice dello scorso contest.
Bisognava costruire qualcosa di personale intorno a questo principio, facendo uso di almeno una metafora o una similitudine. L’unico altro paletto da rispettare era il seguente: il componimento doveva essere composto da cinque strofe di quattro versi (senza regole metriche predefinite, né rime obbligate).

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    Luna

    Chi sonoSono una una persona profondamente lunatica. Un giorno sono la donna più felice del mondo, quello dopo vedo tutto nero. Amo leggere, scrivere e lamentarmi di quello che mi circonda.

Pensi di riuscire a fare meglio?
Allora iscriviti e partecipa al prossimo Contest Poetico!

Tutti i nostri testi vengono editati prima di essere postati sul blog: link all’editing della poesia vincitrice

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Recensione: Il ciclo di Cthulhu (Vol. 1), di Robert E. Howard
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Silver
agosto 26, 2014
8
Il ciclo di Cthulhu - Howard
Titolo: Il Ciclo di Cthulhu – Vol.1
Autore: Robert E. Howard
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 71
Prezzo: € 0,99 (ebook)

Trama: (dal sito dell’editore) Robert Ervin Howard, scrittore americano e maestro della letteratura di genere, fu il precursore dell’heroic fantasy e del romanzo d’avventura, soprattutto per le opere su Conan il Barbaro che lo resero celebre. L’autore diede vita anche al cosiddetto “Ciclo di Cthulhu” con dei racconti ispirati al lavoro di H.P. Lovecraft, con il quale intraprese un lungo carteggio. In questa antologia ne riproponiamo tre:
- La Pietra Nera
- Il Fuoco di Assurbanipal
- La cosa sul Tetto
«Se fossi facoltoso non farei altro che andarmene in giro per il mondo a curiosare nelle città in rovina… e probabilmente finirei per farmi mordere da un serpente.»
(Da una lettera a H.P. Lovecraft, 1931)

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Recensione: Carnacki – Il cacciatore di fantasmi (Vol.1), di William H. Hodgson
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redazione
agosto 19, 2014
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rp_Hodgson-Vol.I-Carnacki.jpg

Titolo: Carnacki – Il cacciatore di fantasmi (Vol.1)
Autore: William H. Hodgson
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 60 (ebook)
Prezzo: 0,99

Trama (dal sito dell’editore): William Hope Hodgson, scrittore britannico e maestro dell’horror, fu uno degli autori preferiti di H. P. Lovecraft, che si ispirò al suo capolavoro, “La Casa sull’Abisso“, per ideare il ciclo di Cthulhu. I racconti di Hodgson, qui ritradotti, sono incentrati sulla figura di Carnacki, cacciatore di fantasmi e indagatore del sovrannaturale. In ogni storia il protagonista vi trasporterà nelle atmosfere cupe e terrificanti che hanno segnato la storia della letteratura di genere. Attraverso l’uso di strumentazioni speciali da lui create, quali il celebre Pentacolo Elettrico, Carnacki riuscirà a risolvere i difficili casi di manifestazioni ultraterrene che è chiamato a indagare.

L’ebook contiene:
- Il Portale del Mostro
- La Casa tra i Lauri
- La Camera che Fischiava
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Le bacchette di legno – Racconto 1° classificato Lab di Luglio 2014
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redazione
agosto 17, 2014
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Immagine di Fran HoganImmagine di Fran Hogan
Era domenica mattina e la messa era finita. Le campane brontolavano rintocchi verso il cielo e la piccola folla sostava nella piazza del paese, raggruppata in capannelli composti. L’aria non aveva ancora assunto il carattere deciso dell’estate e, da ogni finestra aperta, usciva il profumo del ragù.
All’epoca in cui accadde questa storia, ero una ragazzina di sedici anni e me ne andavo per le vie dell’immaginazione in cerca del primo amore. Ricordo che anche quella domenica le mie amiche cominciarono a ridere e a darsi di gomito quando vedemmo Tony uscire dalla chiesa. Appena finiva la messa, il ragazzo era solito aiutare il prete a mettere a posto le panche, a contare le monete delle offerte e a sistemare i paramenti sacri nell’armadio. Poi usciva sulla piazza tirandosi dietro il grande portone di legno massello. (altro…)
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Il processo – Racconto 2° classificato Lab di Luglio 2014
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redazione
agosto 13, 2014
3
Immagine di Lilla FrerichsImmagine di Lilla Frerichs
Adelmo, grosso come una montagna, aveva il 48 di scarpe, ma ragionava come un bambino di sette anni. Lo prendevano in giro in paese, per l’aspetto da gigante “locco” e per l’abitudine che aveva di appostarsi nei vicoli e di baciare di soppiatto le ragazze sulla guancia. Non avrebbe mai fatto male a una mosca. Un bacio rubato, quello era tutto. Eppure quel venerdì cupo come il mare d’autunno, quando trovarono Lia sepolta nella buca scavata sulla spiaggia di Cala Turchina, il corteo dei villani inferociti giunse fino in fondo alla strada che dava sul porto, dritto alla casa di Adelmo.
«Sappiamo che sei dentro, esci fuori brutta bestia!- Si sentì il grido soffocato della madre – Mariuccia non ci provare a proteggerlo, tuo figlio è un assassino. Fallo uscire, è meglio per te!»
Baldo, il fattore, rabbioso come un cane inferocito, era deciso a fare a pezzi il gigante bambino. Tutti erano convinti che fosse stato lui, perché nessuno in paese era ritenuto capace di tanto. (altro…)
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Per peccati non tuoi – Poesia vincitrice del 4° Contest Poetico
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redazione
agosto 11, 2014
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Immagine di Yana RayImmagine di Yana Ray

Nere spire avvolgono venefiche
pensieri, parole, passioni,
nel fumo di un fuoco fatuo
dove un grido si spegne, soffocato.

Voce di donna che urla silenziosa,
asservita, schiacciata, sconfitta,
sotto il giogo greve e l’inganno
del destino, impietoso tiranno.

Dignità e libertà ti hanno tolto,
umiliando, oltraggiando, ferendo:
ali strappate e bocca serrata,
un corpo abusato e l’anima violata.

E tu, tra pareti scivolose e subdole
di un male che ingabbia cuori e menti,
ancora una volta quel volto contempli,
implorando perdono per peccati non tuoi.

La poesia che avete letto è opera di Ely (minimal) ed è risultata la vincitrice tra quelle che hanno partecipato al quarto Contest Poetico di escrivere.com.

Il tema del contest era: scrivere un componimento ispirato alla poesia di Alda Merini “Non ho quiete” (tratta dalla raccolta “Vuoto d’amore”) ed era stato scelto da Pagu, vincitore dello scorso contest.
La lunghezza della poesia doveva essere di quattro strofe e di quattro versi ciascuna. I versi potevano essere in rima o liberi.

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    Ely

    Chi sonoFolle idealista – sciocca sognatrice – spesso preferisco le favole alla nuda e cruda realtà e mi ritrovo a offrire pillole indorate in un mondo dove altri si divertono, stranamente, a distribuire solo medicine amare. In cambio ricevo spesso un bel calcio assestato con forza nel di dietro, che mi lascia stesa per terra, un po' acciaccata, senza fiato e con ginocchia e mani doloranti. Molti non sanno, però, che immancabilmente mi rimetto in piedi e riprendo – ostinatissima – la mia strada.

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Tutti i nostri testi vengono editati prima di essere postati sul blog: link all’editing della poesia vincitrice

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A quattro mani – Racconto vincitore del progetto “Musica in storie 2″
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redazione
luglio 27, 2014
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zucchero fornaciari

Ispirato alla canzone “Con le mani” di Zucchero Fornaciari

Cerco di seguire lo spartito, di far passare le note dalla mia mente alle mie mani senza che i pensieri incappino in brutti circoli, ma non ci riesco. Ci hanno messo contro dal primo giorno. Figlio di musicisti lui, perfetta nullità io, ci siamo diplomati al conservatorio lo stesso anno, entrambi col massimo dei voti. Muovo la schiena assecondando il crescendo. Accompagno gli accordi decisi, cullandoli col dondolio del capo, il flusso di coscienza è inesorabile. Continuo a pensare che fosse destino per noi essere rivali. Due talenti naturali, due carriere da concertisti. Controllo le armonie. Non è solo questione di battere le dita sui tasti e produrre un suono. Il corpo accompagna la nota, la fa vibrare fuori dalla corda del pianoforte. Ci vuole concentrazione e trasporto. Ma torno a perdermi nella matassa dei miei pensieri, in questo amaro macinare di ricordi. Vita più facile la sua, viste le conoscenze familiari, ma potenza espressiva maggiore, la mia; ed eccoci di nuovo testa a testa, a dividerci i palchi e i teatri. (altro…)

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Vento di ricordi – Poesia vincitrice del 3° Contest poetico
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redazione
luglio 4, 2014
3
campo concentramento
Potrà il vento dei ricordi
risvegliare l’antica memoria
perché non siano mai persi
i crudeli sorrisi di morte,
di coloro che per la vacuità
ogni giorno alzavano bandiera.

Non sarà un vento di pace
a coprire l’orrore dei fatti,
gli infiniti sguardi spezzati
dei figli di sole e di luna*
la cui gioia nata dal bene
fu coperta dall’odio di un folle.

Non potrà il vento celare
le alte montagne di corpi
e i tanti sogni interrotti
che non troveranno più luce
per un passato sporco di sangue
di un uomo che più non lo era.** (altro…)

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Il paradiso secondo Cripple – Racconto vincitore del Lab di giugno 2014
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redazione
luglio 2, 2014
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Immagine di Elodie MarnotImmagine di Elodie Marnot
«Un uomo, nella vita, ha due scelte» diceva lo sceriffo, Bill Cripple Swans.
«Può starsene buono sulla strada che ha tracciato suo padre, e ritrovarsi tale e quale a lui, nella stessa merda. Oppure, se ha abbastanza fegato, può alzare i tacchi e fare la sua storia, per ritrovarsi comunque nella merda. Ma…»
A quel punto Cripple si prendeva una pausa, ingollava il fondo di acquavite lasciando colare le gocce tra la barba bianca e fissava chi gli stava di fronte.
«Ma non si azzardi a cambiare una volta che ha deciso! Finirà morto ammazzato. Se lo prenderà la polvere.»
Di fronte a lui c’era Virgil, il figlio del dottore. Con i numeri andava forte e aveva deciso di fare il contabile. Cripple vedeva bene che quel timido ragazzo non avrebbe mai sparato un colpo. (altro…)
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Interrotto – Racconto vincitore del Contest primaverile
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redazione
giugno 18, 2014
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Immagine di: nuzrath nuzreeImmagine di: nuzrath nuzree
Tiziano apre la finestra e viene subito investito da un’esplosione di gelsomini in fiore. Rimane stordito qualche minuto; fissa la siepe che recinge il suo giardino, puntellata di fiori bianchi. Appoggiato coi gomiti sul davanzale, si passa una mano sulla testa canuta e la strofina un paio di volte, prima di raddrizzarsi con gli occhi spenti e sussurrare solitario “Ciao bello”. Lascia i vetri aperti e scende dabbasso, nella penombra delle scale.
La casa sembra immersa nel sonno, vecchi mobili di campagna, scuri con pochi soprammobili, qualche foto: la sua Rita sorridente che abbraccia Ettore ancora cucciolo. La pendola, sull’antica madia, ticchetta e insegue il tempo con il suo lento oscillare. Nell’angolo la cuccia vuota, con una copertina semidistrutta. Tiziano si trascina in cucina con poca energia e prende la moka, la svita lentamente, mette l’acqua nel serbatoio, il caffè nel filtro e, ricomposta la macchinetta, la posa sulla fiamma bassa. Con gesto meccanico toglie la polvere di caffè con lo straccio di Rita e un’eco si accende nella sua testa: “Dai, su, l’ho messo ora pulito, prendi la spugnetta”. (altro…)
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