Le interviste su Facebook – Agnes Moon

Ogni settimana, sul nostro gruppo Facebook, intervistiamo un autore. Il 6 novembre è stato il turno di Agnes Moon.

Vediamo come ha risposto alle nostre domande.

  1. Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccola” o ti banniamo. Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.

Ho cominciato a scrivere all’età di sei anni, ma ahimé… erano solo stanghette!! Scherzi a parte, l’idea di mettere su carta le storie che mi affollavano la mente risale alla mia fanciullezza,  e anche se so che può sembrare trito e ritrito, è la pura verità. Avevo circa dodici anni quando scrissi il mio primo “romanzo” di fantascienza, a mano e su un grosso quadernone che conservo con affetto. Era la storia di due astronauti che finivano in un pianeta sperduto e ostile, venivano fatti prigionieri, frustati (avevo una mente perversa anche allora) e infine riuscivano a fuggire con l’aiuto di due aliene. C’erano anche le illustrazioni  disegnate  da me!  Crescendo ho messo da parte le mie velleità da scrittrice, fino a circa tre anni fa, quando mi sono innamorata del genere MM e ho deciso di provare a scrivere una delle tante storie che avrei voluto leggere. Ammetto di essere stata incentivata (immagino come molte altre autrici) dalla possibilità di pubblicare in self, e il risultato inaspettato (nel senso che qualcuno avesse davvero letto il mio romanzo e lo avesse anche apprezzato) mi ha dato la motivazione di continuare. A quel punto, però, ho deciso che fosse il caso di fare le cose seriamente e così ho iniziato a documentarmi, scoprendo tutte quelle piccole e grandi regole dell’editing di cui ero totalmente ignara. Ho corretto e aggiornato il mio libro d’esordio (trattini, d eufoniche e via dicendo) e dal quel momento non mi sono più fermata.

  1. C’è un tuo scritto di cui vai più fiera? Perché?

Sono molto fiera del mio ultimo romanzo Polvere d’oscurità per tanti motivi. Il suo essere l’ultimo capitolo di una serie ne ha reso particolarmente ardua la stesura; c’erano innumerevoli collegamenti da tenere in considerazione, situazioni irrisolte da riprendere in mano e personaggi in sospeso. C’erano poi da aggiungere una trama verticale che intrigasse il lettore e il fatto che, per la prima volta in una delle mie opere, le coppie protagoniste fossero due. Scelta azzardata, ma inevitabile vista la contemporaneità delle loro story-line. Inoltre molti accadimenti avvenivano su diversi piani temporali, rendendo ancora più complicato narrarli correttamente. Ed è per questo che  sono così fiera del risultato: un romanzo a tratti corale, pieno di azione, humor e romanticismo, che ho amato moltissimo scrivere.

 

  1. C’è un tuo personaggio che hai odiato? Perché?

No, nessuno dei miei protagonisti mi ha ispirato sensazioni di odio o antipatia. Naturalmente esistono alcuni personaggi negativi nelle mie trame, nati appunto per essere odiati e interpretare al meglio la parte degli antagonisti. Tra questi, il migliore secondo me è lo stregone-vampiro Dragos: un cattivo a tutto tondo, senza riserve, pentimenti o motivazioni strappalacrime che lo abbiano reso tale. Bello come un angelo e malvagio come un demonio. Sinceramente non sono riuscita a odiarlo, anzi alla fine l’ho quasi apprezzato.

  1. Quali generi scrivi e quali leggi?

Leggo praticamente da sempre (questo lo posso dire?) o perlomeno da che ne abbia memoria. Sono una lettrice onnivora e ho spaziato in tutti i generi. Dai primi romanzi di Salgari, fino all’amore viscerale per la fantascienza (Asimov, Heinlein, Philip K. Dick, Le Guin) e per il fantasy puro di Tolkien e  Zimmer Bradley. Crescendo ho vissuto il  mio bel periodo “classico”, per poi tornare alle origini e scoprire che nel frattempo erano nati il paranormal e l’urban fantasy e il genere distopico. Non mi sono fatta mancare qualche bella autopsia di Kay Scarpetta, qualche sobbalzo dovuto ai romanzi di King, intriganti indagini in compagnia del commissario Montalbano e avventurosi momenti insieme a Ken Follett. Quello che proprio non mi attira, ma ne ho comunque letti un bel po’, è il romance puro e i suoi sottogeneri (vedi dark romance o erotici). Non è che non li legga, ma non sono tra le mie scelte primarie.

Da circa tre anni ho scoperto il genere MM e me ne sono innamorata, prediligendo anche in questo ambito: i fantasy, i polizieschi e i romanzi d’avventura.

  1. Sei:
  • autrice self
  • autrice con CE
  • autrice ibrida (self + CE)?

Perché questa scelta?

Sono un’autrice ibrida: finora ho pubblicato come self, ma ho firmato un contratto con la Triskell edizioni e sono in attesa della pubblicazione del mio primo romanzo come autrice CE (Mississippi’s Heart).

Ho scelto di pubblicare come self perché mi è sembrato il modo migliore per farmi conoscere dai lettori. Con il tempo ho sentito il bisogno di un riscontro più professionale, e così ho proposto un manoscritto alla CE.

  1. Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere un tuo libro?

Domanda difficilissima per una persona con il mio carattere. Beh, per prima cosa visto che scrivo MM immagino dobbiate apprezzare questo tipo di letture. Una volta superato questo piccolo (grande) scoglio, vi potrei dire che nelle mie storie, pur seguendo i dettami classici del paranormal fantasy, cerco sempre di spezzare gli stereotipi e di infondere una vena humor che renda il tutto più lieve e divertente. Che altro potrei aggiungere? Davvero non lo so, amo scrivere e mi diverto da morire quando lo faccio, magari questo vorrà dire qualcosa.

  1. Quali progetti hai per il futuro?

Questa è più facile! Sto scrivendo un romanzo fantasy che dovrebbe essere pronto entro un paio di mesi, ma in futuro vorrei provare a scrivere un poliziesco.  Il prossimo anno dovrebbe uscire  il mio libro con la Triskell e nel frattempo sto seguendo l’adattamento per il palco di “The Acrobat”. Infatti il mio romanzo L’Acrobata (nella sua traduzione in inglese) è stato notato dal direttore del Unifaun Theatre di Malta e nel febbraio del 2019 andrà in scena. Un sogno che si avvera!

 

  1. Consiglia il libro di un tuo collega e dicci perché hai scelto proprio quello.

Preferisco non consigliare libri di colleghe che scrivono MM, ma tra le autrici italiane che amo di più c’è Paola Gianinetto con la sua serie Principi Azzurro sangue. Kyler e stato il primo romanzo in digitale che ho letto, e da allora ho divorato l’intera serie.

 

Se siete anche voi autori e volete essere intervistati da noi, partecipate al gruppo Facebook e inviate un messaggio a Lucia C. Silver!

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