Le interviste su Facebook – Maria Lidia Petrulli

Ogni settimana, sul nostro gruppo Facebook, intervistiamo un autore. Il 23 ottobre è stato il turno di Lidia M. Petrulli.

Vediamo come ha risposto alle nostre domande.

1. Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccola” o ti banniamo. Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.

Tranquilli, la storia è più breve, non sin dai tempi antichi… Alla domanda “chi sei” rispondo “una persona con la testa spesso piena di storie; per quel che riguarda “seriamente”, da quando ho fatto il mio primo tentativo di scrivere un romanzo in guardia medica turistica, a Marina di Pistis, dove venivano quattro pazienti al giorno. L’intenzione di pubblicare è nata negli anni 90, ai tempi della rivista Cosmos, tramite la quale si poteva prendere contatto con Enrico Rulli, allora editor della Nord: gli feci leggere un romanzo e lui mi disse che, a parer suo, avevo del talento, dandomi fiducia e voglia di mettermi in gioco. Ed è iniziata.

2. C’è un tuo scritto di cui vai più fiera? Perché?

In realtà ce ne sono due di cui vado fierissima, a pari merito e per motivi diversi.
Il Sentiero Dei Silenzi, perché sono riuscita a riassumervi la mia esperienza di lavoro in Francia in ambito psichiatrico: molto arricchente dal punto di vista umano, drammatica e vera, anche se rasenta l’incredibile. E per la storia d’amore che sono riuscita a dipingere, con un personaggio che sembra uscito dalle pagine di un fumetto molto conosciuto.
L’altro romanzo è Écrire Ne Tue Pas Assez, pensato e scritto direttamente in francese.
Entrambi sono degli inediti e devono iniziare la loro avventura di ricerca di un editore.
Per quel che riguarda i romanzi editi, Sotto le Colline d’Irlanda lo adoro per la combinazione fra finzione e realtà, fantasy e storia.

Il fatto di guardare sempre avanti, e di cambiare come stili gusti, interessi, credo che sia il motivo che mi fa apprezzare di più l’attuale anche se non pubblicato. Ma devo ammettere che Sotto Le Colline d’Irlanda mi ha regalato un’emozione unica, proprio sabato sera, prima presentazione in libreria. Non mi aspettavo una reazione simile… e il regalo che mi ha fatto la libreria.

3. C’è un tuo personaggio che hai odiato? Perché?

È difficile odiare un proprio personaggio poiché, nel male e nel bene, siamo noi che l’abbiamo creato. Comunque, il personaggio che penso di aver odiato, oltre a essere odioso, è Benjamin Pasqual, lo scienziato che compare nel primo volume della trilogia fra Fantasy e Fantascienza “Il Volto Segreto di Gaia”. Rappresenta uno degli aspetti che più detesto della nostra società, la scienza al servizio di un vantaggio esclusivamente personale, senza alcun rispetto per valori, natura e l’uomo stesso.

 4. Quali generi scrivi e quali leggi?

Diciamo che i generi che non mi attirano sono il Romance, l’Horror e l’Erotico, per il resto, leggo di tutto, dal fantasy alla fantascienza, alla narrativa, allo storico, gialli, noir e quant’altro. Ho iniziato la mia “carriera” di autrice con una rivisitazione della leggenda arturiana, ho proseguito con fantasy e fantascienza, inframmezzato da un noir e da un ritratto di donna, attualmente mi appassiona la narrativa, spesso giocata come un giallo psicologico. So che può essere una risposta impopolare, ma non mi sembra corretto presentarmi per ciò che non sono.

5. Sei:
– autrice self
– autrice con CE
– autrice ibrido (self + CE)?
Perché questa scelta?

Sono un’autrice ibrida ma non per scelta, è stata la casualità. Mi spiego meglio. Ho sempre pubblicato con case editrici, anche se piccole e il guadagno è minimo, perché dovrebbero in qualche modo sostenerti, aiutarti, credere in te, collaborare, poi non sempre la realtà corrisponde alla teoria. Inoltre è più facile fare presentazioni, che siano in libreria, biblioteca o circoli culturali se sei un autore con un cartaceo in mano e una casa editrice che ti ha scelto alle spalle. Inoltre non sono molto brava a pubblicizzarmi, il che sarebbe un vero handicap se pubblicassi in self. Autonomamente ho pubblicato Del Tempo e Dell’Alieno, un fantasy con cui ho voluto provare questa strada, e Frammenti Dimenticati, una piccola antologia con cui avevo vinto un concorso letterario, e il cui premio era la pubblicazione cartacea dell’antologia stessa. Fra non molto pubblicherò in self, ebook, La Bambina Che Voleva Essere Trasparente, altro premio letterario e altra antologia, il contratto con la casa editrice è appena scaduto, quindi sono tornata in possesso dei miei diritti.

6. Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere un tuo libro?

Lasciami dire che è una domanda difficile. Provo a dare una risposta adeguata. A quanto si dice, scrivo bene, e quando lo afferma il tuo editor, ci sono buone possibilità che sia vero. Portare avanti una ricerca stilistica, scegliere le parole come sevolessi cesellare la narrazione, andare verso una scrittura curata, è secondo me indispensabile, perché senza, anche la storia più bella perde il suo impatto emotivo sul lettore. Inoltre sono dell’avviso che la sola storia non basti. Questo potrebbe essere un motivo per cui un lettore potrebbe scegliere un mio romanzo. Se poi, il medesimo lettore, è interessato al mondo attuale, alle problematiche sociali, agli aspetti psicologici delle persone e dei fatti, potrebbe essere una ragione aggiuntiva poiché, indipendentemente dal genere che utilizzo, il fine è di incidere sulla visione della realtà, condividere con chi legge non soltanto un momento piacevole, ma anche di riflessione e, perché no, di ricerca di una soluzione ai tanti problemi che affliggono la nostra società.

7. Quali progetti hai per il futuro?

Questi ultimi sei anni li ho trascorsi in Francia per motivi di lavoro, il che non mi ha permesso di far conoscere i miei scritti come avrei voluto, quindi il primo progetto è un impegno in questo senso.
Secondo, vorrei riuscire a pubblicare i miei ultimi romanzi, non fantasy, sia perché credo che rappresentino meglio quel che sono oggi, sia perché l’etichetta “autrice di fantasy”, ha in certi ambienti una connotazione negativa, e comunque il fantastico, uso la definizione francese, è spesso erroneamente definito letteratura di svago o di serie B.
Terzo, iniziare l’avventura francese, il che è una vera sfida. In Francia il mercato è più vasto, con una mentalità più aperta, c’è un atteggiamento diverso delle case editrici, anche di quelle piccole, nei confronti dei loro autori, nel senso che lo supportano molto di più. Inoltre si legge parecchio, indipendentemente dalle fasce di età.
Per finire, utilizzare un breve romanzo che ho scritto, “All’Inizio Ero Un Cane Bastardo”, per aiutare finanziariamente Domus De Luna, un’associazione che si occupa di bambini abbandonati o maltrattati, qui a Cagliari; mi piacerebbe estendere il progetto anche alle associazioni che si prendono cura degli animali abbandonati.

8. Consiglia il libro di un tuo collega e dicci perché hai scelto proprio quello.

Lunae Antiquaedi Isabella Horn, una poetessa originale, direi unica, per tematiche e linguaggio, capace di aprire le porte di un Altrove annidato in quella parte della nostra coscienza di cui spesso non ci si prende sufficientemente cura. È una poesia forte, moderna, per nulla banale, e quel che più mi colpisce, è la sua capacità di coniare e usare le parole. Sono splendide anche tutte le altre raccolte poetiche che ha scritto. Inoltre, tutto quel che guadagna con i libriserve per la causa della non violenza. Lei non tiene nulla per sé.

 
 

 

 

Se siete anche voi autori e volete essere intervistati da noi, partecipate al gruppo Facebook e inviate un messaggio a Lucia C. Silver!

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