S. La Nave di Teseo di V.M. Straka, autori J.J. Abrams, Doug Dorst – Recensione

Titolo: S. La Nave di Teseo di V.M. Straka

Autori: J.J. Abrams, Doug Dorst

Editore: Rizzoli

Pagine: 456

Prezzo: 9,99 euro (ebook); 29,75 euro (cartaceo)

Trama:

Un libro, due lettori, un mondo di pericolo e desiderio…

Una giovane bibliotecaria trova per caso un libro lasciato fuori posto da uno sconosciuto: un lettore intrigato, rapito dalla storia e dal suo misterioso autore, come rivelano le note che ha appuntato a margine. Lei gli risponderà con note di suo pugno, dando inizio a un singolare dialogo che li condurrà insieme in un mondo sconosciuto.

Il libro: La nave di Teseo, l’ultimo, discusso romanzo di V.M. Straka – autore prolifico quanto enigmatico – nel quale un uomo senza passato viene rapito e imbarcato a forza su una strana nave dal terrificante equipaggio e lanciato verso i pericoli di una missione ignota.

L’autore: Straka, oscuro e discusso protagonista di uno dei più grandi misteri del mondo; rivoluzionario di cui nulla si conosce se non le parole che ha scritto e le teorie elaborate sul suo conto.

I lettori: Eric e Jennifer, un ricercatore e una studentessa indietro con gli esami, entrambi chiamati a scelte cruciali per capire chi sono e che cosa vogliono diventare, e quanto saranno in grado di mettere le proprie passioni, ferite, paure l’uno nelle mani dell’altro.

“S.” ideato, concepito, realizzato dal regista J.J. Abrams e scritto dal romanziere Doug Dorst, è il diario di due persone che si incontrano tra i margini di un libro per ritrovarsi invischiate in una lotta mortale tra forze sconosciute: un viaggio nell’universo della parola scritta che risucchierà i suoi lettori in una rischiosa spirale…

Recensione:

“S. La Nave di Teseo di V.M. Straka” è stata definita un esperimento letterario e non è difficile capirne il motivo. Semplicemente, non esiste un altro libro come questo.

Ideato da J.J. Abrams e scritto da Doug Dorst, si pone l’obiettivo di far sparire gli autori reali e il libro reale per aprire le porte a una realtà immaginaria. In questo senso, Abrams e Dorst smettono di essere gli autori del libro non appena si rompe il sigillo del box nel quale il tomo è contenuto. Solo su questa scatola nera, con una significativa S in rilievo, compaiono infatti i riferimenti a loro, alla casa editrice, al prezzo e a tutto ciò che ha attinenza con il nostro mondo, mentre sul libro vero e proprio (splendidamente invecchiato) campeggia il nome di VM Straka, scrittore mai esistito nella realtà ma su cui è stata intrecciata tutta la trama (anzi, tutte le trame) di questo splendido progetto. Ma non è solo l’autore a essere di fantasia, lo è anche il suo traduttore/editor, la marea di libri, romanzi, saggi e documenti che vengono citati all’interno del libro, gli altri scrittori e gli autori dei suddetti, l’intero mondo letterario del tempo e gran parte di quello accademico: tutto ciò crea una sospensione della realtà a tutto tondo, una sorta di metastoria che coinvolge tutto e tutti, mai sperimentata a questi livelli.

La particolarità del libro consiste nel sovrapporsi di storie che si trovano (anche fisicamente!) al suo interno. Vi sono, infatti, tre filoni narrativi costituiti da:

  1. il romanzo “La nave di Teseo”, scritto da VM Straka, che narra le vicende di S. che, dopo essere stato colpito da un’amnesia, solca i mari a bordo di una nave dallo strano equipaggio e si ritrova coinvolto in una serie di missioni sanguinarie a sfondo politico;
  2. lo scambio di messaggi in codice tra VM Straka (sull’identità del quale aleggia il più fitto mistero ai suoi tempi e ai giorni d’oggi) e il suo traduttore/editor, sia attraverso il libro stesso sia attraverso le note nei capitoli;
  3. gli appunti che due ragazzi (Eric, ricercatore che studia da tempo Straka e i suoi libri, e Jen, studentessa di lettere in procinto di laurearsi) si scambiano sui margini delle pagine mentre leggono il libro, scambiandoselo in biblioteca (controllate pure, troverete il timbro della biblioteca!).

A sua volta quest’ultimo filone narrativo si sviluppa in più piani temporali, riconoscibili dai colori usati dai due ragazzi.

Ognuno di questi elementi è fortemente intrecciato agli altri e, man mano che si procede con la lettura, si amplia la visuale sulla storia nel suo complesso e si approfondisce il mistero di Straka, come anche la relazione tra lui e S., tra lui e il suo traduttore e, inevitabilmente, tra Eric e Jen. E tra una quantità di personaggi collaterali appartenenti all’una o all’altra storia. Diventano queste dinamiche il centro dell’interesse, tanto che le vicende di S., protagonista del romanzo e probabile alter ego di Straka, passano quasi in secondo piano. Quasi, perché è impensabile perdersi anche solo una parola di questo libro, un po’ per la sua bellezza intrinseca e un po’ per la consapevolezza che ogni parte può essere quella fondamentale per la comprensione di tutto.

È indubbio, infatti, e forse questa può essere l’unica vera pecca riscontrata (anche se non lo è stata per me), che si tratta di una lettura a cui bisogna dedicare tempo e spazio. Spazio perché all’interno del libro sono inserite lettere, mappe, appunti, foto, documenti e tanto altro che Eric e Jen si scambiano, quindi è pieno di inserti e pagine volanti: questo non lo rende un libro da viaggio o da borsetta, né un libro che può essere letto in ogni luogo. È un libro da casa, da superfici comode e da tranquillità. Tempo e tranquillità servono anche per seguire l’intreccio della storia e per tenere a mente tutti i livelli temporali: per questo motivo è consigliato non prolungarne la lettura e non interromperla per un periodo eccessivamente lungo, in qualunque modo lo si legga. Sì, perché questo libro può anche essere letto in diversi modi. Io ho optato per una lettura classica, ossia leggere tutto ciò che trovavo in ogni pagina man mano che andavo avanti. Ma si potrebbe anche seguire l’ordine temporale di Jen ed Eric, leggendo quindi per prima cosa la storia di S., con le note del traduttore, e poi iniziare a prestare attenzione agli appunti dei due ragazzi, dapprima quelli di Eric a matita, poi gli interventi di Jen in penna blu e le risposte di lui in penna nera, poi i successivi scambi di opinione tra loro in arancio e verde, in rosso e blu e, infine, entrambi in nero.

Insomma, che cosa posso dire di un’esperienza di lettura del genere se non che ne voglio ancora e ancora e ancora?

Voto: (c’è davvero bisogno di dirlo?) 

Questa recensione è opera di Ariendil

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