I guardiani dell’isola perduta, di Stefano Santarsiere – Recensione

Titolo: I guardiani dell’isola perduta

Autore: Stefano Santarsiere

Genere: Thriller, avventura, mystery

Editore: Newton Compton Editori

Prezzo: 7,90 euro (6,72 scontato su molti store), copertina rigida – 2,99 euro, ebook

Pagine: 381

Trama (dal sito dell’editore):

Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un’altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall’uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell’incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell’arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall’altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

Recensione:

Quando ho iniziato a leggere questo libro non sapevo del tutto come aspettarmi, ma devo dire che mi ha stupito, in senso positivo e non solo.

Dopo una particolare introduzione ambientata nella preistoria e una scena su una nave in mezzo all’oceano, la storia prende un avvio thriller con il rapimento di Madison, scienziata e scrittrice dalle teorie rivoluzionarie. Inizia, quindi, il fulcro della storia, con la presentazione di Charles Fort, proprietario di un sito in cui si trattano di misteri e eventi soprannaturali e affetto da una malattia che gli provoca strane amnesie, e la richiesta della polizia di poter identificare il corpo di uno dei suoi collaboratori. Da qui, grazie ai dubbi sollevati da Selena, fidanzata del defunto, prende avvio l’indagine che porterà a scoprire la vera causa della morte di Bonanni e molti altri segreti. La storia, quindi, è un mix in cui agli elementi del giallo, con le indagini un po’ ingenue e non del tutto decise dei due protagonisti, detective improvvisati, si unisce l’avventura vera e propria, che li porterà non solo a verità sempre più difficili da accettare, ma anche dall’altra parte del mondo.

I protagonisti sono delineati in modo non molto approfondito, ma convincente e adatto alla tipologia di narrazione. Gli altri personaggi, invece, illustrati anch’essi con i tratti veloci di un giallo, sono un po’ troppo semplificati, quasi stereotipati: dal cattivo della situazione quasi folle, al politico idealista, agli indigeni molto ospitali, agli informatori diffidenti e così via, persino la polizia.

Il linguaggio generale si mantiene su un livello medio-alto, con dei picchi di parole abbastanza desuete, che, ammetto con sincerità, ho dovuto cercare sul vocabolario, ma che proprio per questo, nonostante mi abbia sicuramente arricchito, ha interrotto la mia lettura. Lo stile, invece, sembra adatto al genere, i capitoli sono in media brevi e numerosi e la lettura scorre abbastanza veloce e priva di ostacoli.

La storia in sé potrebbe apparire molto originale, anche se in realtà più lo leggevo e più pensavo di conoscere il tutto. Per stessa dichiarazione dell’autore nella postfazione, infatti, la storia si rifà come idea a quella del noto docu-film sulle sirene di Discovery Channel che ha provocato tantissimo scalpore qualche anno fa e che io stessa avevo amato moltissimo. In questo documentario si denunciava l’uso dei sonar da parte della marina e doveva aiutare a fermare i test e avevano usato il tema delle sirene per rendere il tutto più intrigante e affascinante agli occhi degli spettatori, anche se alla fine si è molto discusso sulle sirene ma poco sui test della marina.
Il tema di questa docu-film viene ampiamente ripreso dall’autore, anche qui tutto parte da un Bloop, sono presenti i sonar, anche qui sono presenti gli enormi danni ai mammiferi marini e anche qui viene analizzata la teoria della possibilità di una razza marina non ancora scoperta. Le analogie sono molte e ben evidenti e, sebbene in un primo momento mi sia sembrata una mancanza di originalità, il libro resta godibile (soprattutto per chi non conosce il documentario) e il tema viene analizzato in modo abbastanza diverso.

Questo libro, però, ha una grande pecca, che risiede proprio nei capitoli finali e che nella mia valutazione costituisce un mezza stella in meno. La sensazione che ho avuto leggendo è che l’autore avrebbe potuto interrompere il libro dopo il climax, con il risolversi della vicenda, e il libro sarebbe andato benissimo così com’era. I capitoli finali, che servono a spiegare un particolare che non serve in realtà, poiché il lettore ha già capito cosa era accaduto a Charles Fort, confondono solo il tutto, aggiungendo dei retroscena che non mi sono piaciuti. Se la storia aveva mantenuto, seppur nella particolarità del tema, una parvenza di “realismo” negli eventi e motivazioni, che dava al libro un tono in più, nei capitoli finali tutto si perde in una strana deviazione che onestamente non ho trovato credibile, né piacevole.

Ignorando, quindi, i capitoli finali, consiglio questo genere agli amanti del documentario citato, del genere avventura-mistery, dei segreti ancora celati nelle profondità inesplorate del pianeta e a chiunque volesse passare un po’ di tempo in compagnia di una piacevole lettura.

Voto:

Recensione di Daniela Holmes

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