Le interviste su Facebook – Roberto Ciardiello

Ogni settimana, sul nostro gruppo Facebook, intervistiamo un autore. Il 18 settembre è stato il turno di Roberto Ciardiello.

Vediamo come ha risposto alle nostre domande.

1. Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccolo” o ti banniamo. Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.

Buon dì! Chi sono? Uno che al momento avrebbe bisogno di un altro caffè, ma sorvoliamo… Sono un accanito lettore anzitutto, prediligo di gran lunga il noir, l’horror e il fantastico (non il fantasy). Da quando scrivo? Credo di aver iniziato sette o otto anni fa, forse qualcosa in più, e per fortuna gli invii alle varie case editrici hanno dato esito negativo: non era buono. Ho intenzione di tirarlo fuori dal cassetto, comunque, forte di qualche anno di esperienza sulle spalle.

2. C’è un tuo scritto di cui vai più fiero? Perché?

Be’, non che abbia all’attivo molti lavori… comunque sì, l’ultimo: La casa dalle radici insanguinate. Perché? Perché ci ho sudato sopra parecchio, perché non ho voluto accontentarmi, perché l’editor (che è qui tra noi!) ha fatto un ottimo lavoro (non quanto me, ma ok) e perché il prodotto finito è uscito fuori meglio di quanto avessi immaginato.

3. C’è un tuo personaggio che hai odiato? Perché?

Ci ho pensato a lungo, mi sono sforzato, ma il punto è questo: come puoi chiedere a un padre se odia uno dei suoi figli? Amo tutti i miei personaggi, anche i più beceri figli di.

4. Quali generi scrivi e quali leggi?

Ampliamo, allora. Come detto, principalmente leggo horror, fantastico, thriller e molto molto noir. Autori come Bunker, Nesbo, Winslow ed Ellroy sono per me i capisaldi (contro la credenza popolare secondo la quale chi scrive horror debba leggere solo King). E proprio il noir lo ritroviamo, infatti, nella prima metà de la casa dalle radici insanguinate (che è molto molto horror, invece). Discorso contorto, ma a farla facile sono capaci tutti.

5. Sei:
– autore self
– autore con CE
– autore ibrido (self + CE)?
Perché questa scelta?

Chi è che disturba la serata del Chard-Yellow? Ah, sei tu. Ok…
Allora, come definirmi? Forse ibrido ma sbilanciato sul self. In passato ho partecipato a dei concorsi con premio pubblicazione in antologia AA edita da case editrici varie. Poi accadde che.
Ho partecipato a un concorso (sempre indetto da una CE), sono passato ma poi ci sono stati dei problemini che non voglio imputare a nessuno e per circa due anni ci hanno fatto aspettate per la pubblicazione. Poi è andata a finire che mi sono rotto, ho ritirato il racconto, l’ho ampliato a novella e ho deciso di far uscire self “La vendetta nel vento”. Mi è piaciuto l’affare, e mi sono piaciuti i feedback ricevuti, così ho pensato di far uscire self anche “La casa dalle radici insanguinate”. Non sputo sulle case editrici, sia chiaro. Se solo però la smettessero di puntare all’estero…

6. Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere un tuo libro?

Allora, perché scegliere me? Sta cosa fa molto “guardatemi, sono figo”, ma provo a rispondere. Io posso solo dire che sulle mie storie ci butto il sangue, mi rovino gli occhi sul serio, posso dire di essere uno che non si accontenta, che quando scrive pensa ai lettori e gli vengono gli attacchi di ansia perché magari certe cose non si capiscono e allora via andare di correzioni. Lucia C. Silver lo sa, abbiamo lavorato insieme: non faccio uscire un lavoro finché non sono straconvinto. Lo sa che passo le ore a capire dove mettere una virgola ecc. Sono il peggior carceriere e il miglior editor di me stesso. E potreste scegliere me se siete stufe delle ambientazioni americane, di plastica, lontane e posticce. Io non posso offrire molto, ma ciò che offro è “periferico romano” e senza dubbio genuino. Vissuto, quantomeno.

7. Quali progetti hai per il futuro?

Nell’immediato, togliermi la divisa, farmi una doccia e cenare. A essere lungimiranti… E chi lo sa? Tirar fuori una sceneggiatura da La casa dalle radici insanguinate, scrivere il seguito, tirar fuori una sceneggiatura anche da quello e bla bla… E poi ci incontreremo come le star a bere del whisky al roxy bar. Meglio se in Irlanda o in Scozia però.

8. Consiglia il libro di un tuo collega e dicci perché hai scelto proprio quello.

Grazie a te intanto e grazie a chiunque abbia mostrato curiosità oggi. Poi, se per colleghi si intendono anche “i famosi” non posso non consigliare Il grande nulla, di James Ellroy, Come una bestia feroce, di Edward Bunker e Il potere del cane, di Don Winslow (ve l’ho detto che amo il noir, no?) Se invece rimaniamo sull’esordiente, più affine alla dicitura “collega”, La notte raccolgo fiori di carne, di Giorgio Pirazzini.

Perché? Perché è più un saggio di psicologia che un horror. Perché mi ha fatto saltare sul letto un paio di volte. Perché è ben scritto e sicuramente ben editato. Perché la casa editrice che l’ha pubblicato (Las Vegas) sa il fatto suo. E perché me l’ha rubato mia madre, quindi ho un po’ di nostalgia.

Se siete anche voi autori e volete essere intervistati da noi, partecipate al gruppo Facebook e inviate un messaggio a Lucia C. Silver!

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