Le interviste su Facebook: Barbara Poscolieri

Ogni settimana, sul nostro gruppo Facebook, intervistiamo un autore. L’11 settembre è stato il turno di Barbara Poscolieri.

Vediamo come ha risposto alle nostre domande.

1. Presentati in poche righe. Chi sei? Da quanto tempo scrivi? Non rispondere “da quando ero piccola” o ti banniamo. Vogliamo sapere da quanto tempo scrivi seriamente, con l’intenzione di pubblicare.

Ciao a voi e grazie per aver iniziato subito in modo soft con la “piccola guida alle cose da non dire”! Sono una di trenta (e poco più) anni, che più o meno dall’adolescenza ha deciso di campare facendo il medico (in alternativa mi sarebbe piaciuto il meccanico o lavorare in una pescheria) e circa nello stesso periodo di divertirsi scrivendo storie. Mi dispiace deludervi, ma dovrete trovare un altro pretesto per bannarmi perché, a quanto pare, non scrivo da quando ero piccola.
In realtà ho iniziato da poco ad associare la scrittura alla pubblicazione, quindi da questo punto di vista è un’attività recente. Prima il processo è sempre stato inverso: ho scritto le storie che volevo, indipendentemente da una loro possibile collocazione editoriale, e le pubblicazioni sono arrivate un po’ per caso e un po’ per leggerezza. Quando parlo di leggerezza non intendo uno scarso impegno da parte mia o di chi ha seguito il processo editoriale, piuttosto un atteggiamento del tipo: ho scritto queste storie, proviamo a mandarle e vediamo che succede. È successo che a qualcuno sono piaciute e da lì le mie piccole pubblicazioni. Fortuite, se volete.
Solo da un paio d’anni, invece, complice anche un certo forum di scrittura che non sto qui a nominare perché mi ha appena minacciato di ban, ho preso a darmi qualche obiettivo. Provo a raggiungerli e poi vi dirò quale dei due sistemi di gioco preferisco.

2. C’è un tuo scritto di cui vai più fiera? Perché?

Umiltà vorrebbe che rispondessi che sono a un livello troppo basso per potermi sentire davvero fiera di ciò che scrivo, ma il confine tra umiltà e falsa modestia è sottile. Quindi risponderò con sincerità e poi deciderete voi in che modo vado etichettata.
Ce ne sono tre di cui sono fiera. Due sono racconti brevi, inediti: uno parla di eutanasia e l’altro mostra il mondo attraverso la fantasia di un bambino. Mi frulla da qualche tempo l’idea di una raccolta di racconti, chissà che non la realizzi prima o poi.
L’altro scritto che mi piace molto è “Crash“, pubblicato a inizio anno da Dunwich Edizioni: in questo romanzo sono confluite tante mie passioni, come lo sport, l’automobilismo, la medicina, ma c’è anche spazio per tematiche che mi stanno a cuore e che ho cercato di trattare con il massimo del rispetto e dell’accuratezza. Forse è lo scritto che più mi rappresenta e che più sento mio.

3. C’è un tuo personaggio che hai odiato? Perché?

Per quanto riguarda aspetti caratteriali, motivazioni o azioni no: sarebbe un bel mix di schizofrenia e masochismo crearsi da sola dei personaggi da odiare XD
Ci sono stati però personaggi che ho detestato perché mi hanno fatto dannare. Uno di questi è Chiara, la protagonista di un romanzo ormai di prossima uscita: ho faticato molto per darle la tridimensionalità e la complessità che volevo avesse perché secondo me era troppo forte il rischio di renderla uno dei tanti personaggi manichino, su cui poi appendere una trama. Io invece volevo che fosse lei a mandarla avanti e che non subisse semplicemente gli eventi. È stata dura e un po’ di odio l’ho provato, lo confesso.

4. Quali generi scrivi e quali leggi?

Ho cominciato scrivendo fantasy perché le mie letture adolescenziali sono state prevalentemente fantasy. Poi sono diventata una lettrice onnivora e anche i miei scritti hanno seguito questa direzione.
Ci sono però due grandi eccezioni: digerisco poco i gialli e i romance. Proprio non riesco ad arrivare in fondo: mi annoiano. Non leggendoli, non credo proprio che ne scriverò.

5. Sei:
– autrice self
– autrice con CE
– autrice ibrida (self + CE)?
Perché questa scelta?

Autrice con CE.
Il motivo forse è estremamente banale: perché sono molto interessata alla scrittura ma poco alla costruzione del prodotto libro. Mi piace lavorare con gli editor e scambiare idee e opinioni con l’editore, ma sempre in riferimento al processo di scrittura. Se toccasse a me occuparmi di copertina, impaginazione, distribuzione, nonché della scelta dei professionisti che dovrebbero affiancarmi in questo percorso, i tempi si allungherebbero tanto da farmi passare la voglia. So cosa so o voglio fare, ma so ancora meglio cosa non so o non voglio fare.

6. Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere un tuo libro?

A me invece questa domanda fa sudare freddo!
Allora, direi che dipende dal libro.
Ombra e Magia (GDS Edizioni) è un fantasy molto atipico, in cui ho cercato di approfondire più l’aspetto psicologico della protagonista che gli altri temi propri del genere, come ambientazione, razze, battaglie, ecc. Cosa da non sottovalutare, è il mio primo romanzo, perciò fornisce un parametro per seguire la mia crescita come autrice. So che in molti non prendono sonno chiedendosi se sono migliorata o peggiorata nel corso degli anni.
Con Crash e con il prossimo romanzo, invece, si leggono storie di rinascita, rivincite che i protagonisti si prendono sulla vita dopo essere stati buttati a terra per problematiche diverse e in contesti diversi. Se si cercano storie di questo tipo, penso che si possa restare soddisfatti da queste due letture. Certo, ce ne sono altre ottantamila simili nel panorama letterario internazionale, ma se leggete i miei potete venire qui e insultarmi se la lettura non vi è piaciuta: sfogare la rabbia non è cosa da poco.
Come potete vedere, non c’è nessun motivo reale per leggere proprio i miei libri, ma non è che bisogna fare sempre tutto tutto per una ragione.

7. Quali progetti hai per il futuro?

Una casa, un cane e qualche gatto. Vorrei aprire uno studio medico tutto mio, ma questo è un futuro molto lontano.
Ma forse volevate sapere dei progetti editoriali…
Ho già accennato al libro di prossima uscita: è un mainstream ambientato nella mia amata Roma e si intitolerà Polvere di fata. Spero che vedrà la luce entro Natale.
L’altro progetto ultimato è un fantasy scritto a quattro mani che ho appena inviato a qualche casa editrice e per cui sto tenendo tutte le dita incrociate, perciò potete immaginare la fatica che sto facendo per scrivere.
Inoltre sto lavorando a una storia a metà tra la fantascienza e l’ucronia, in cui ha un ruolo rilevante il viaggio nel tempo.
E poi c’è sempre quell’idea in agguato sull’antologia di racconti: mi piacerebbe renderla disponibile gratuitamente, ma non ho ancora chiaro in che modo.
Sugli altri cento o duecento progetti embrionali (di cui il 90% verrà abortito) non mi sembra il caso di dilungarmi.

8. Consiglia il libro di un tuo collega e dicci perché hai scelto proprio quello.

Grazie a voi e bellissima ultima domanda!
Voglio consigliare “Afrodite bacia tutti” di Stefania Signorelli. Scelgo questo titolo per vari motivi. Intanto perché non credo faccia parte del gruppo e mi va di proporre un nome che forse non tutti qui conoscono. Poi perché si tratta di una raccolta di racconti e io amo i racconti brevi! E infine perché ha tanti elementi che giudico importanti per la riuscita di un libro: c’è una buona idea di fondo, è stata sviluppata bene con una scrittura piacevole, è originale ma nello stesso tempo non astruso o forzato, è semplice.
L’idea è di riprendere i miti greci e, racconto dopo racconto, non solo rielaborarli in chiave moderna, ma anche andare ad esaltare in modo originale e di immediata comprensione le caratteristiche peculiari dell’uno o dell’altro personaggio mitologico che lo hanno reso famoso: l’ira di Achille, la bellezza di Elena, la civetteria di Afrodite. E il racconto su Eco! Varrebbe la pena comprare il libro solo per leggere quel racconto!

Se siete anche voi autori e volete essere intervistati da noi, partecipate al gruppo Facebook e inviate un messaggio a Lucia C. Silver!

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