Intervista a Giulia Beyman

Oggi abbiamo l’onore di ospitare sul nostro sito Giulia Beyman, autrice indipendente topseller dei primi sei anni di Amazon Kindle. La sua serie dedicata al personaggio di Nora Cooper ha riscosso e continua a riscuotere moltissimo successo. Le abbiamo rivolto alcune domande per scoprire il segreto del suo successo. E lei è stata così gentile da rispondere!

Escrivere: Benvenuta su È scrivere, Giulia! Grazie per averci dato l’opportunità di intervistarti.

Giulia Beyman: Grazie a voi. È un enorme piacere essere qui. Mi metto comoda.

E: Partiamo con le domande!

E: Da poco è uscito il tuo ultimo lavoro, il sesto volume dedicato a Nora Cooper, agente immobiliare che con intelligenza e un pizzico di aiuto soprannaturale risolve i misteri che la circondano di volta in volta nei vari romanzi. “La sposa imperfetta” è appunto solo l’ultimo di una serie di libri che hanno appassionato i lettori italiani. Perché, come ben sappiamo, Nora Cooper oltre a darti tantissima soddisfazione, con ben 70.000 copie vendute, ti ha anche regalato il titolo di autrice indipendente topseller di Amazon Kindle Italia. Parlaci di questa tua esperienza. Come hai appreso la notizia? Qual è stata la tua reazione? Cosa ha fatto, secondo te, la differenza? Dicci tutto, siamo curiosissimi!

G: Ho avuto una comunicazione ufficiale da Amazon e confesso che quando ho letto la mail ho fatto i salti di gioia. Dopo sei anni di self-publishing è stata una grande sorpresa e una grande soddisfazione. Questo è un lavoro bellissimo, in cui, però, non ci sono molti punti fermi. È un lavoro in cui ci sono alti e bassi, si è esposti a elogi e anche a critiche feroci, e bisogna imparare a trovare un proprio equilibrio personale. Gratificazioni come questa sono carburante per andare avanti con più energia.
Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, non so cosa abbia fatto la differenza. Sicuramente l’ostinazione che mi ha portato a insistere anche nei momenti difficili, cercando di fare sempre meglio, può aver aiutato. Crearsi una credibilità come autore indipendente è un progetto a lunga scadenza. Bisogna avere pazienza.
Forse anche il fatto di scrivere una serie ha semplificato le cose. Il lettore che si affeziona a un protagonista continua a cercarlo.

E: Parliamo di Nora Cooper. Com’è nata l’idea? Chi è Nora Cooper?

G: Il personaggio di Nora Cooper è nato più o meno otto anni fa. Non avevo ancora iniziato a pubblicare libri. A quei tempi lavoravo come sceneggiatrice e avevo pensato a una serie televisiva con una protagonista che risolveva dei gialli grazie anche alla sua capacità di comunicare con l’aldilà. Nora non era ancora così ben definita come lo è ora, ma tenevo così tanto a questa idea che quando nel 2010, al Women Fiction Festival di Matera, ho sentito alcune autrici americane parlare delle grandi opportunità offerte dal self-publishing (che in Italia ancora non esisteva) ho deciso di trasformare il mio progetto in un libro e di pubblicarlo come autore indipendente. Ero davvero entusiasta degli strumenti a disposizione (e avevo già alle spalle più di 20 anni di lavoro nel campo della scrittura e dell’editoria, il che, in qualche modo, ha aiutato).
In quel momento non sapevo ancora che quella di Nora sarebbe diventata una serie. Ma poi ho capito che non ero pronta a mettere da parte la mia protagonista. Credo che il punto di forza di Nora sia l’essere una donna qualunque e straordinaria allo stesso tempo. Quel tipo di donna che in molti vorremmo avere come amica.

E: Amazon Academy ti ha citata giusto poche settimane fa in uno dei suoi workshop come autrice indipendente da imitare. Qual è il segreto del tuo successo?

G: Ne sono lusingata. In realtà non c’è un vero segreto. Lavoro a tempo pieno come autore indipendente da più di sei anni, cerco di evitare le polemiche inutili, non uso scorciatoie e ho un ottimo rapporto con molti dei miei colleghi. Ho capito che il più grande strumento di marketing è pubblicare un nuovo libro. Quando le cose non funzionano, cerco di sperimentare. Cose molto semplici, insomma.

E: Sicuramente i tuoi romanzi sono prodotti curati sotto ogni aspetto. Quante persone lavorano sui tuoi libri? Ritieni possibile ottenere buoni risultati anche nel caso un autore decida di non usufruire dei servizi dei professionisti?

G: Sono un’eterna insoddisfatta e mi chiedo sempre cosa posso migliorare. Insomma, sono una gran rompiscatole (anche con me stessa). Ogni mia nuova uscita, ci sono – di base – più o meno tre o quattro persone che lavorano con me, per la cover, l’editing e, per questo ultimo libro, come ben sai, anche per l’ufficio stampa (Fantastica esperienza! Grazie ancora!).
Devo dire che creare un ‘team’ affiatato è una delle sfide più difficili.
All’inizio, per un autore indipendente può essere complicato, ma consiglierei di trovare comunque delle soluzioni per farsi aiutare da professionisti, soprattutto per l’editing e la cover (ci vogliono mesi e mesi di lavoro per scrivere un libro, non possiamo abbandonarlo al suo destino quando siamo vicini al traguardo!).
Ho sempre pensato che il lettore non dovrebbe nemmeno accorgersi se un libro è stato pubblicato da un autore indipendente o da una casa editrice. Lo so, non è un compito da poco.

E: Cosa pensi del mercato editoriale indie? Leggi altri autori self e se sì, trovi che le storie di qualità siano molte o solo poche eccezioni?

G: Noi autori indipendenti percorriamo una strada non semplice. Dobbiamo essere scrittori e anche imprenditori di noi stessi, e non è una passeggiata. Per anni (soprattutto all’inizio) ho sentito dire di tutto sul self-publishing. Tranne il fatto che gli autori indipendenti mangiano i bambini, tutto il resto credo di averlo già letto da qualche parte. La vera cosa importante è che l’autore, oggi, ha molte più opportunità che in passato. Si può decidere di prenderle in considerazione o meno. Io stessa ho già pubblicato anche con una casa editrice e non escludo di farlo ancora in futuro. Però è importante per tutti che queste opportunità ci siano.
Per quanto riguarda le mie letture, continuo a scegliere libri che in qualche modo mi ispirano, indipendentemente dal modo in cui sono stati pubblicati. E scopro in continuazione che ci sono molti autori indipendenti che fanno un lavoro di qualità. Sono molto contenta quando devo andare a controllare la cover, o i metadati, per capire se il libro sia stato pubblicato o meno da un editore.

E: Come consigli a un autore di muoversi per colpire i lettori?

G: Colpire i lettori è un obiettivo che ha sempre di più del miracoloso. Il mercato è in continuo cambiamento e si pubblica tantissimo. Dopo aver scritto un buon libro, e averlo fatto editare, consiglierei molta, molta, attenzione alla cover e alla quarta di copertina.
È utilissimo avere più pubblicazioni all’attivo e anche essere ‘riconoscibili’. Gli inglesi lo chiamano ‘brand’. Per me è la grande capacità di far sì che quello che facciamo rispecchi quello che siamo.

E: In passato hai scritto sceneggiature per fiction importanti. Scrivere sceneggiature potrebbe essere una strada percorribile da un esordiente? E se sì, a chi dovrebbe proporle?

G: Quello delle sceneggiature è un ambiente di lavoro molto chiuso e i casi di sceneggiature proposte da uno sconosciuto e realizzate sono infinitesimali. Detto questo, è anche vero che tutte le professioni che riguardano la scrittura non sono facili. Quindi chi si avvia su questa strada deve essere molto, molto motivato. Le difficoltà sono comprese nel prezzo. Sono ‘guardiani della soglia’, messi lì a testare quanto siamo disposti a impegnarci per realizzare i nostri sogni.

E: Qualche consiglio pratico per i nostri lettori?

G: Oddio! Spesso le persone che dispensano consigli ‘fanno un po’ antipatia’. Comunque… Queste sono le piccole ‘accortezze’ che io cerco di usare: concentrarsi sul proprio lavoro e non sulle polemiche e sui dispetti (che ci sono); guardare i migliori per trarre ispirazione da loro; non rinunciare mai a una copertina professionale e a un buon editing; pensare e ripensare alla nuova storia che ci è venuta in mente, finché non ci soddisfa davvero; ricordare che i libri pubblicati sono anche un investimento verso il futuro: i lettori che si perdono per qualcosa fatta con superficialità difficilmente tornano indietro. Sì. Direi che l’investimento (di pazienza, di lavoro, di tempo, di energia) è un concetto importante. Soprattutto perché spesso i risultati non sono a breve scadenza.

E: Grazie per aver risposto alle nostre domande! Ti auguriamo ancora tanto successo e speriamo di riaverti qui per un’altra chiacchierata, in futuro!

G: Grazie a voi! Dita incrociate per il futuro e non vedo l’ora di fare una nuova chiacchierata con voi.

 

Qui potrete trovare la sua pubblicazione attuale, La sposa imperfetta, sesto volume (autoconclusivo) della serie dedicata a Nora Cooper:

Amazon: https://www.amazon.it/sposa-imperfetta-Nora-Cooper-ebook/dp/B06XQ3WZ13/

Kobo: https://www.kobo.com/it/it/ebook/la-sposa-imperfetta

 

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