Oggi parliamo di… diritto d’autore

Oggi parliamo di… diritto d’autore.

In particolare, mi ricollego all’argomento del post aperto l’altro giorno sul nostro gruppo e a quello sul mio profilo personale.

Ho notato, con sommo rammarico, che a mietere più vittime è come sempre l’ignoranza. Ora non sentitevi offesi, non intendo assolutamente dire che chi compie certe cose è una persona ignorante, ma solo che “ignora” determinate leggi. È necessario quindi fare chiarezza e soprattutto informazione. Io non sono di certo un’esperta in diritto d’autore e c’è chi ne sa ben più di me, ma in generale in questi anni ho imparato alcune cosette.

Per le citazioni testuali: è necessario riportare letteralmente il testo e il nome dell’autore della citazione (se è tratta da un libro o un album, va anche il titolo del libro/album). Qui però vi prego di fare attenzione perché pare che le cose stiano per cambiare: LINK.

Per le immagini: non possono essere usate a scopo giornalistico o propagandistico immagini che non sono di pubblico dominio o copyright free per uso commerciale. Quindi niente banner con attori famosi o copertine con quadri d’epoca che non rientrano nel pubblico dominio.

Per fortuna esistono in rete delle risorse gratuite e legali da cui attingere.

Ve ne linko due:

https://pixabay.com/it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale

Se cercate immagini storiche (per esempio foto d’epoca o quadri o reperti archeologici), Wiki Commons è la soluzione ideale. Leggete però con attenzione le licenze prima di riportare/modificare l’immagine. A volte è obbligatorio citare la fonte all’interno del libro, magari nel colophon o nei credits. Quindi va menzionato l’autore del quadro e il titolo o il fotografo etc. Altre volte è espressamente richiesto di non rielaborare l’immagine.

Un discorso a parte va fatto per le tesi di laurea e di dottorato, in cui è sempre necessario chiedere informazioni ai Beni Culturali prima di riportare immagini e fotografie che riguardano appunto i Beni Culturali (reperti, quadri etc.). In questi casi, infatti, la legislazione è leggermente diversa in quanto per la tesi si potrebbe percepire un compenso/borsa di studio.

Per quanto riguarda i font: non tutti sono liberi per uso commerciale (quindi allo scopo di creare brochure, volantini, banner, copertine e così via, persino libri stampati ed ebook). Quelli base di Microsoft Word possono essere utilizzati, ma non tutti possono essere rielaborati (dunque non li si può modificare e poi magari rivendere o adoperare). Se scegliete un font particolare di Word che non sia un semplice Arial o Times New Roman, date prima un’occhiata qui per essere sicuri: https://www.microsoft.com/typography/faq/faq11.htm

Mi permetto di citare la parte che ci interessa, proprio dal sito Microsoft:

“Disclaimer

This disclaimer is a legal agreement between you and this site. By downloading fonts from our site or using them you agree you have read and understood that the font or dingbat copyrights belongs to the designer of the related product. In cases where there are no copyright notices, you need to assume that the font is copyrighted. Use of the fonts/dingbats is at your sole responsibility. We do not take any responsibility and we are not liable for any damage caused through use of the fonts, be it indirect, incidental or consequential damages (including but not limited to damages for loss of business, loss of profits, interruption or similar). To our knowledge, all fonts available on this site are free for distribution. Should you encounter a font that isn’t, please contact us so that it can be immediately deleted.”

Per trovare dei bei font con copyright free, vi consiglio questo sito: http://www.1001freefonts.com/

Anche qui però dovrete perdere cinque minuti a controllare che il font in questione sia effettivamente libero da copyright (quindi che sia per uso commerciale). In alto a destra ci sono delle scritte (Free, Demo, Free for Personal Use e così via). Voi potete utilizzare a scopo di promozione e di vendita solo quelli liberi per uso commerciale (quindi con la scritta Free) o potete acquistare la licenza commerciale dal bottoncino sotto. È importante, però, controllare per bene il file una volta scaricato. Può capitare, infatti, che nella cartella zippata scaricata come Free vi siano info aggiuntive sulle licenze e quindi si potrebbe scoprire che il font non può essere utilizzato, salvo citarne l’autore o pagare un tot.

Per quanto riguarda i video (booktrailer): la legge ci impedisce di utilizzare suoni di sottofondo, pezzi di canzoni o di film se non si paga la SIAE (altrimenti Youtube cancella e rischiate anche una multa). Dunque, che fare? Anche qui ci vengono in aiuto risorse gratuite o a basso costo.

Vediamone alcune:

https://www.fiverr.com/

Costa poco e ci consegna direttamente il prodotto finito, senza dover impazzire con i programmi di videoediting.

http://www.tucomunica.it/musica-sottofondi-ed-effetti-gratuiti-senza-copyright-per-i-tuoi-video/

Per i più esperti, anche se basta un semplice Windows Videomaker per il montaggio. Qui potete trovare suoni di sottofondo, musiche e spezzoni di video da utilizzare. Tutto completamente gratuito e per uso commerciale (controllate sempre le licenze, però! Non mi stancherò mai di ripeterlo).

Spezzoni di video potete trovarli anche qui: http://www.mazwai.com/#/

Sono sicuramente molto belli, ma io mi trovo un po’ a disagio per quanto riguarda la ricerca. Non ho ancora ben capito come farla e quindi mi tocca scorrere l’elenco di video disponibili finché non ne trovo uno che possa fare al caso mio. Se avete scoperto come improntare la ricerca, ditemelo. Non si finisce mai d’imparare.

Infine, sei un artista e il monopolio della SIAE ti sta stretto? Dai un’occhiata a questo link, perché presto le cose potrebbero cambiare: http://www.pmi.it/impresa/normativa/news/119533/diritto-dautore-startup-contro-siae.html

Potreste pensare che avere determinate accortezze sia dispendioso in termini di tempo ed energie. È vero, come dispendioso è scrivere un libro, eppure si grida allo scandalo in caso di pirateria. Utilizzare immagini, video e suoni senza il permesso dell’autore è come piratare libri: sempre di lavoro altrui si tratta. Quindi vi prego di avere la stessa accortezza e lo stesso rispetto che pretendete per la vostra opera. Alla fine, una volta capito il meccanismo, adoperare materiale copyright free è più semplice di quanto possa sembrare.

Molti voi diranno che l’articolo non aggiunge nulla di nuovo. È vero anche questo, si tratta di una sintesi di quanto già ribadito in precedenza, ma potrebbe essere utile a chi certe cose non le sa e a chi non vuole cercare i vecchi post per recuperare i link delle risorse gratuite. Diciamo che è una specie di vademecum, che raccoglie le informazioni principali e le risorse più valide. Per adesso è tutto ma, se avete altro da aggiungere, fatelo senza problemi. Ogni commento è gradito. Come dico sempre: non si finisce mai d’imparare e più ne sappiamo su certi argomenti meglio è.

Questo articolo è stato scritto da: Luna

2 thoughts on “Oggi parliamo di… diritto d’autore

  1. Sul booktrailer c’è una sottile linea di confine, che molti scavalcano in scioltezza.
    Il concetto di “nuova opera”.
    Prendiamo qualcosa di concreto: Star Whores, ad esempio, oppure “Sean Connery e la leggenda degli attori inutili” che pure è notevole. Si tratta di due opere basate su film usciti al cinema e ancora pienamente sotto copyright. Come mai i Gem Boy li hanno allegramente (e spassosamente, dico io) ridoppiati e serviti al pubblico (ludibrio) senza subire alcuna conseguenza?

    In special modo nel film su un personaggio di nome Sean Connery, incidentalmente con la faccia dell’attore stesso, si è provveduto al montaggio “alternativo” delle scene del film “La leggenda degli uomini straordinari” con colonne sonore prese dagli oliver onions (bullodozer) e voci doppianti prestate da altri membri della band “demenziale” più famosa d’italia dopo gli Elio e le Storie Tese.
    La comparsa di scene girate ex novo, usando come set virtuale lo stesso dei film, musiche di terze parti, dialoghi completamente diversi e molto altro ha reso il lungometraggio di cui sopra un’ “Opera Nuova” e quindi non solo lecita, ma pure protetta dalla legge sul diritto d’autore.

    La linea di demarcazione è lo scopo. Tecnicamente parlando quelle realizzate da “Carletto FX” dei gem boy sono opere d’arte realizzate con pezzi di altre opere d’arte. Non c’è altro scopo che quello dell’autore di manifestare la propria creatività. Il guaio di questa band è che spesso ha sconfinato, ma nessuno ha mai troppo protestato perché il genere, smaccatamente parodistico, si è tramutato in visibilità per le opere originali.
    Nel caso del booktrailer (ma pure banner, cover e molto altro) invece abbiamo un signor nessuno che approfitta della visibilità di qualcos’altro (o qualcun altro) per dare a se stesso quella visibilità che non possiede ancora… e se pure non ci ha pensato, il proprietario dei diritti di quell’immagine ha tutto il diritto di arrabbiarsi, di chiedere l’immediata rimozione del booktrailer e può chiedere i danni.

    1. Credo che la differenza stia appunto nel fatto che a scopo di satira è permesso citare/modificare ironicamente un’opera esistente. Ma deve avere appunto scopo parodistico, non ci si appropria di qualcosa ma si ironizza su quel qualcosa che rimane in ogni caso identificabile. Il marchio/film/libro viene preso in giro, ma resta ben chiaro che si tratta di QUEL libro/marchio/film. L’attore preso in giro è e resta, ad esempio, Brad Pitt. Non è che Brad Pitt viene presentato come Adalberto del libro di Pincapalla.

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