Blog tour: Figlia di nessuno – Quarta tappa

Eccoci alla quarta tappa del blog tour di “Figlia di nessuno”, di Amneris Di Cesare! Questa volta abbiamo avuto l’onore di intervistare l’autrice, Amneris Di Cesare.

Buona lettura!

 

1. Figlia di nessuno è un romanzo a cui tieni molto, come hai spesso confessato tu stessa. Cosa lo rende più importante degli altri?

Figlia di nessuno mi ha riportato indietro nel tempo, agli anni in cui vivevo a Rio, che per me sono stati anni meravigliosi – anche se parecchio difficili, per tanti motivi – e a ciò che ho potuto scoprire e conoscere della terra che mi ha visto nascere. Il Brasile non può dirsi il mio paese d’origine, perché i miei genitori sono italiani, io sono cresciuta in Italia, la mia lingua madre è l’italiano, gli usi, i costumi, la cultura nella quale sono vissuta immersa fino a oggi è quella italiana. Ma qualcosa, una piccola stilla di sangue e anima brasiliana, in me, è sempre rimasta, fin da bambina. Un desiderio, una sorta di nostalgia, di “saudade” per il Brasile. E quando mi chiedevano dove fossi nata, rispondevo con orgoglio estremo di esser nata in Brasile. Quindi, sì, Figlia di nessuno è un romanzo a cui tengo moltissimo e in forma di racconto, quindi più corto di quanto invece non sia adesso pubblicato, mi ha fatto ottenere la segnalazione al Premio Verbania For Women 2016 di Verbania, quest’anno.

  1. Quali sono i temi affrontati in Figlia di nessuno?

I temi trattati sono principalmente la forza e la caparbietà nel percorrere la vita, nel combattere con qualunque mezzo le difficoltà oggettive dell’ambiente in cui si nasce e si è costretti a vivere e il superare ogni ostacolo senza vacillare, cosa che la mia Nivea sa fare molto bene. Il romanzo lo considero in parte una “costola” del mio primo romanzo, Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori), pubblicato nel 2012. In Nient’altro che amare la protagonista, Maria a’zannuta, supera le brutture della vita e l’emarginazione a cui viene costretta dal suo stesso paese attraverso l’amore che non può fare a meno di provare per le sue creature e per gli uomini con cui li ha avuti. In questo primo romanzo, Zannuta usa l’amore come arma di riscatto. In Figlia di nessuno, invece Nivea non si concede che una volta sola, il “lusso di amare”. Quasi fosse una sorta di premio che la vita le deve dopo tanto lottare.

  1. Sei di origini brasiliane e per la promozione del romanzo è stato organizzato anche un quiz sul Brasile. Che rapporti hai con questo Paese? Quando lo hai visitato l’ultima volta?

Come ho accennato nella prima domanda, sono nata in Brasile, per anni ho sognato, sperato, anelato di poter un giorno visitare quel paese e a trent’anni mi si è presentata la possibilità di andarci a vivere per un certo periodo di tempo. Ho vissuto in Brasile per tre anni. Tre anni di grande difficoltà – il Brasile si affrancava allora da una lunga dittatura, vivendo una situazione politica critica e un tasso di povertà e violenza immensi, contro un’Italia che ancora doveva entrare in quello che sarebbe stato il lungo periodo di recessione degli anni ’90 – ma anche di indicibile bellezza. Ho studiato la lingua con una pignoleria inusuale (io parlavo già bene il francese e l’inglese, strumenti di lavoro) e ho cercato anche di studiarne la letteratura e comprenderne usanze e credenze. Non in maniera approfondita, purtroppo, il tempo per farlo è stato pochissimo. Ma il Brasile, i suoi profumi, la lingua meravigliosa, i volti delle persone mi sono rimasti dentro. Per anni guardavo ogni programma, saccheggiavo la rete alla ricerca di telenovelas o documentari sul Brasile. E ancora oggi, ne sento la mancanza quasi fisica. Purtroppo non sono mai più potuta tornare. Ormai sono venticinque anni che manco e la saudade si fa ogni giorno più forte.

  1. Com’è nata la storia di Nivea?

Molti dei racconti che scrivo nascono da una canzone, da una melodia che ascolto e che mi seduce, mi conquista. Nel 1992, uno degli “enredo” (canzone-ufficiale della scuola di samba per il Carnevale, ogni anno differente) della Mocidade Independente de Padre Miguel si intitolava Sonhar Não Custa Nada. Una canzone bellissima e un ritornello accattivante che mi entrò in testa e non mi ha mai più lasciato. Nel mio vagare su internet alla ricerca di notizie sul Brasile, mi ritrovai a riscoprirlo e a riascoltarlo. E mentre lo ascoltavo Nivea, la mia protagonista, mi ballava davanti. Da lì è nato il racconto. L’enredo lo potete ascoltare a questo link su YouTube. https://www.youtube.com/watch?v=ZxbPr1S7vvA

  1. Quali sono i personaggi del romanzo, a parte Nivea, a cui sei più affezionata?

Sembrerà strano ma sono personaggi davvero minori, che vorrei far uscire allo scoperto con un terzo romanzo, che sto in questi giorni programmando. E sono due bambine. Chi leggerà Figlia di nessuno le conoscerà verso la fine del romanzo. E ovviamente non posso dire di più.

  1. Oltre a Figlia di nessuno, hai pubblicato molti altri libri tra saggi e romanzi. Dacci tre titoli a cui tieni in modo particolare e convincici a leggerli con tre parole! (La domanda bastarda è arrivata, sì XD)

Tengo molto a Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori) perché parla di amore totalizzante; Sirena all’orizzonte (Amarganta) perché invece descrive diversi tipi di amore morboso e violento; Mira dritto al cuore (Runa Editrice), amore soffocato e a lungo, inutilmente, negato.

  1. Oltre a essere autrice, ti muovi anche dietro le quinte dell’editoria. Di cosa ti occupi al momento?

Sono curatore editoriale per le collane fantasy e Under15 di una piccola ma molto agguerrita Casa Editrice, Amarganta, mi occupo anche di scouting estero per manoscritti in lingua inglese e portoghese per la stessa e di traduzioni, amore scoppiato in molto ritardo ma davvero forte e profondo: tradurre è esaltante forse anche più di scrivere un romanzo. Ho appena terminato di tradurre l’ultimo romanzo di Indra Vaughn, Spirito dell’inverno, che uscirà tra qualche giorno e sto per iniziare, con grande emozione e apprensione, a tradurre uno dei romanzi più belli e struggenti, John e Jackie, scritto da uno dei miei autori americani preferiti, TJ Klune.

  1. Quali sono i tuoi progetti futuri in campo scrittevole?

Devo correggere e programmare l’uscita in self di un manuale di scrittura per il genere romance. Un’occupazione che mi terrà impegnata per i primi mesi del 2017. Studiare il genere romance in profondità, consultando libri e tesi scritte a riguardo mi ha appassionata e voglio sul serio dare alle stampe un buon prodotto che illustri bene questo genere un po’ bistrattato.

Ho appena terminato di scrivere due romanzi, ma nessuno dei due mi soddisfa. Quindi, ho deciso di metterli da parte per un po’ di tempo e di riprenderli magari tra un annetto e riscriverli. Nel frattempo ho già organizzato l’outline e le schede per due progetti – uno è appunto il terzo libro che chiude il ciclo iniziato con Nient’altro che amare e che è proseguito con Figlia di nessuno – e ho intenzione di iniziare a scriverne almeno uno in primavera.

  1. Non può mancare la domanda di rito per chi ha pubblicato sia con case editrici che self: quale delle due opzioni ti ha convinta di più?

Per anni mi sono battuta con il Fiae – Forum Indipendente Autori Esordienti, forum che ho fondato con il compianto Fabio Musati e che ha avuto attività fiorente per ben nove anni affinché non si pagasse per pubblicare ma che si lavorasse sui testi in modo da renderli appetibili per case editrici serie che non chiedono compensi per la pubblicazione, sfatando anche il mito che circolava allora ma ancora oggi è menzogna che serpeggia, e che è quello che dice che non esistono case editrici che non si fanno pagare. Tutte quelle con cui ho pubblicato sono Case Editrici NOEAP (Editoria Non A Pagamento) e quindi imprese che investono e scommettono di tasca propria su un testo senza chiedere nulla all’autore.

L’auto-pubblicazione (self-publishing) invece è stata per anni considerata uno strumento per scrittori di Serie B, qualcosa a cui si ricorre quando non si è in grado di ottenere l’attenzione di una Casa Editrice. Ma le cose sono cambiate e stanno cambiando rapidamente e la libertà, l’indipendenza che l’auto-produzione dà a un autore è impagabile. Io ne sono inebriata. Per Figlia di Nessuno, il poter scegliere la copertina, deciderla insieme al grafico bravissimo, Lia Winchester, il realizzare un ebook e un libro cartaceo da sola, con l’ausilio della social media manager Luana Prestinice di EWWA, grande professionista, e comunque dovermi occupare della promozione, per la quale sono stata coadiuvata dalla cara amica Lucia C. Silver di È scrivere, è stato vivere un’avventura nell’avventura. Ho seguito il prodotto fin nei minimi dettagli e come lo volevo io, come lo “sentivo” mio. E qualunque successo o insuccesso ne derivi da questa pubblicazione è assolutamente solo responsabilità o merito della sottoscritta. E ammetto che credo mi rivolgerò anche prossimamente a questo tipo di forma di pubblicazione.

  1. Lasciaci una citazione da Figlia di nessuno!

Ci ritrovammo distesi, nudi e affamati. Era un’ingordigia feroce che non avevo mai vissuto, mai provato prima. Un dolore sordo mi pulsava all’altezza del petto e si estendeva verso il ventre che vibrava di desiderio e aspettativa.

Mi ricordai a un certo punto di aver bisogno di aria. Ogni tocco, ogni sfregar di pelle su pelle mi aveva tolto il respiro. Con le mani spinsi Joao lievemente lontano da me e mi fermai a guardarlo. La foga mi aveva resa cieca.

«Che c’è? Che ho fatto?» chiese lui, allarmato.

Scossi la testa, sorridendo, faticando a lasciar uscire la voce.

«Nulla. Voglio solo guardarti. Voglio ricordare ogni istante di ciò che sta succedendo.»

 

Grazie, Amneris Di Cesare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *