Il destino attende a Canyon Apache, di Laura Costantini e Loredana Falcone – Recensione

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Titolo:
Il destino attende a Canyon Apache
Autore: Laura Costantini e Loredana Falcone
Formato: ebook (3,99 euro), cartaceo (15 euro).
Lunghezza stampa: 326 pag.
Editore: Las Vegas Edizioni
Genere: western

Trama (dal sito dell’editore):

Il ritorno del western, tra guerre, amori e praterie.

È il 1870 e la giovane Kerry Roderyck, abituata al lusso e ai privilegi ma a cui la Guerra di Secessione ha tolto tutto, è in viaggio per lande desolate e praterie sconfinate: un uomo che disprezza la aspetta per fare di lei sua moglie. Shenandoah, la giovane squaw dai grandi poteri, è in attesa di scorgere una visione sul futuro della sua tribù, ma anche sul passato e su ciò che la differenzia dalla sua gente. Le loro piste sono destinate a incrociarsi e allacciarsi, e con esse quelle di David “Coda che Suona”, l’amico degli indiani, e di Daniel “Occhi d’Inverno”, lo spietato assassino di pellerossa. Mentre la guerra tra bianchi e rossi incombe, le vite dei protagonisti, così diverse e lontane tra loro, finiranno per unirsi e cambiare profondamente e dolorosamente.

Recensione:

Da amante dei romanzi storici e degli indiani d’America, non potevo farmi sfuggire questo romanzo. Ho acquistato il cartaceo sul sito della casa editrice (che non mi ha fatto pagare le spese di spedizione, al contrario di quanto avrebbe fatto Amazon) e mi ha regalato anche l’ebook. È difatti politica di Las Vegas Edizioni regalare l’edizione digitale a chiunque compri quella cartacea e spedire senza spese per l’acquirente. P_20160825_105134Detto questo, faccio giusto un’altra piccola premessa: il volume cartaceo è un vero gioiello. La copertina è stupenda e le pagine sono belle corpose, il romanzo in brossura è spesso e presenta le alette cartonate (che io adoro), ma la sorpresa non è tutta qui. Una delle alette è più lunga e contiene un segnalibro ritagliabile di cui vi metto la foto.

E ora veniamo al romanzo vero e proprio. Laura Costantini e Loredana Falcone hanno fatto un lavoro eccellente. Il romanzo non solo è ben contestualizzato nel periodo storico, ma riesce a portare fino al lettore quelle che erano le mentalità dell’epoca sia degli uomini bianchi (i pindah lickoyee o Lunghi Coltelli, come li chiamano gli indiani), sia dei pellerossa (i tinde). I personaggi sono tutti ben costruiti, ognuno diversissimo dagli altri eppure realistico, affascinante a suo modo. Non si può fare a meno di amare Shenandoah, una donna di medicina Apache ma anche una mezzosangue. La donna sembra contenere in sé due spiriti: quello indiano e quello degli uomini bianchi. Un personaggio multisfaccettato, in bilico fra due realtà. E in bilico fra due realtà è anche Coda che Suona, David, l’amico degli indiani. Lui è un uomo bianco cresciuto tra gli uomini bianchi e che, per certi versi, non riesce a metterne da parte i difetti (a volte, per quanto sia un’anima gentile, non può fare a meno di pensare come un uomo occidentale dell’epoca, in maniera un po’ misogina ma naturale per il contesto storico che fa da sfondo alla storia). Eppure lui vorrebbe essere migliore di così, vorrebbe essere come i tinde. E poi c’è Kate, il personaggio che cresce più di tutti durante il viaggio: da bigotta e viziata che era, diventa una donna forte, pronta a tutto, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno (neanche da se stessa e dalle sue stesse regole, che tanto la caratterizzavano all’inizio). Infine abbiamo Occhi d’inverno, il personaggio più oscuro, quello che buono non è per niente, né vuole diventarlo. Però non ha fatto i conti con l’amore. Ecco, a un romanzo ricco di così bei personaggi, di un’atmosfera così ben costruita e di un realismo storico che mette i brividi per quanto è ben descritto non potevo che dare 5 stelle. È un capolavoro, una piccola perla che esula dalla narrativa di genere (per quanto l’elemento storico sia preponderante) per entrare quasi nella letteratura in senso più ampio. Consiglio a tutti di leggerlo, anche a chi i western di solito li evita come la peste, perché di certo non è soltanto un western. Il destino attende a Canyon Apache è un romanzo che merita di essere letto almeno una volta nella vita, che ci fa porre domande, che ci instilla dubbi, che ci rimescola le viscere, che ci dà un’altra visione del mondo molto simile a quella che ormai sembra essere andata perduta nel tempo.

Voto: 5Stellina-nuova1

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rp_pMQP7KHWHAV1H.jpgRecensione a cura di Luna.

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