Croatoan Sound, di Danilo Arona – Recensione

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Titolo:
 Croatoan Sound
Autore: Danilo Arona
Formato: ebook (0,50 euro).
Lunghezza stampa: 70 pagine (previste).
Editore: Nero Press
Genere: thriller/horror

Trama (da Amazon): Il ritrovamento, durante una spedizione archeologica nella misteriosa isola di Croatoan, di una selvaggia bambina cresciuta tra i felini, innesca una serie di sanguinolente tragedie che coinvolgeranno i protagonisti di questa storia. Tra un passato fin tropo remoto che affiora nella azioni e un futuro inaspettato, Danilo Arona ci regala un altro dei suoi intrecci memorabili, con una ambientazione inedita e affascinante e un “sound” in sottofondo che fa venire i brividi.

Recensione:

Le premesse per un’ottima storia ci sono tutte: una leggenda famosa, un autore fra i più bravi nel panorama orrorifico italiano, un articolo di giornale che ha ispirato la storia, una bambina che più bad-ass di così non si può. Eppure questo romanzo non è riuscito a convincermi del tutto. È senza ombra di dubbio scritto bene, con personaggi che restano impressi (soprattutto quello della bambina e dell’entità che la manovra, che fanno davvero paura). Quello che non mi convince è il modo in cui gli avvenimenti vengono presentati al lettore. Le parti di azione, in cui i personaggi agiscono, scorrono via fluide e si leggono tutte d’un fiato. Ma le parti in cui vengono narrati gli avvenimenti precedenti, in cui viene raccontata la storia di Croatoan e tutti gli avvenimenti legati agli scavi archeologici, risultano pesanti. Lo show don’t tell viene meno e il ritmo si ferma. Sembra quasi di leggere delle note esplicative, in linguaggio accademico e impersonale. La “voce” dell’autore viene sostituita da quella robotica e priva di inflessione delle guide elettroniche che si possono noleggiare nei musei. Poi si ritorna alla vicenda vera e propria, ai personaggi che si muovono e agiscono, e allora si entra nuovamente nel mondo di Arona, nell’horror, nella storia. Questa differenza di tono e di ritmo si avverte moltissimo ogni qual volta un elemento storico reale viene spiegato al lettore ed è quello che non mi ha fatto amare del tutto il romanzo. Una bella storia che avrebbe potuto essere meglio contestualizzata. Magari si poteva far arrivare certe informazioni al lettore proprio attraverso delle note (che, se uno non voleva leggere, poteva anche saltare) o attraverso degli articoli di giornale o delle interviste disseminati qui e lì. O, ancora, potevano essere i personaggi a parlarne. I “trucchi” possono essere molteplici e sono più che sicura che Arona li conosca da sé. Eppure in questo racconto lungo qualcosa è stato tralasciato e ha fatto sì che la voglia di unire gli elementi reali con quelli inventati, di far quadrare tutto, superasse quella di creare una buona fiction.

In ogni caso resta un lavoro più che valido, perché Arona è sempre Arona e non ci si può aspettare di meno.

Voto: 3Stellina-nuova2

timbro1

rp_pMQP7KHWHAV1H.jpgRecensione a cura di Luna.

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