La Banda Bogh, di Mario Pota (emmepi8) – Recensione

Titolo: La Banda Bogh
Autore: Mario Pota (emmepi8)
Formato: ebook (6,00 euro); cartaceo (13,00). Volume illustrato da Ignazio Cuga.
Editore: Cavinato

Genere: Pulp

Trama (dal sito dell’editore): La Banda Bogh racconta l’ossessione per il potere di un bambino che faticosamente cerca di divenire adulto e che non sarà mai davvero capace di liberarsi dei suoi demoni.Una vita dissoluta e selvaggia all’interno di un contesto freddo, escludente e insitamente violento.

Recensione:

La Banda Bogh è un romanzo vagamente onirico e surreale. Una prima persona molto focalizzata, che fa sentire il lettore del tutto all’interno della mente malata del protagonista. Talmente focalizzata da diventare a tratti criptica: il rischio è quello di confondere gli avvenimenti reali con quelli solamente immaginati dal protagonista. All’inizio ho faticato un po’ a entrare nel mood giusto per comprendere la storia, e questo perché alcune svolte di trama e alcuni avvenimenti mi apparivano del tutto illogici. Ma poi ho capito che, trattandosi di fantasie ed eventi filtrati attraverso la mente contorta di un ragazzo (spesso strafatto di droghe), tutto acquisiva la giusta dimensione purché si lasciasse da parte la razionalità e il modo di intendere solitamente la narrativa.

La Banda Bogh non è un libro che ti prende per mano e ti spiega gli eventi passò dopo passo, motivando ogni scelta fatta e ogni azione. È piuttosto un romanzo che lascia molto a intendere, istintivo, brutale, quasi un lungo sogno con elementi che si sovrappongono, molto crudo. Non ha neanche una vera e propria morale, se non forse per la frase finale, che fa un po’ riflettere. Non si tratta di un’opera facile da leggere, o da digerire, per chi ha dei principi morali tanto rigidi da faticare a comprendere le azioni di chi non è una brava persona. Sì, perché il protagonista del romanzo è un ragazzo disorientato, perso, solo, ma soprattutto privo di scrupoli. Si intravede un bagliore di speranza per lui verso il finale, ma in generale è uno di quei personaggi che nella vita reale odieremmo: misogino, pieno di sé, infiammato dall’odio, un uomo che non dà valore alla vita altrui e ne dà troppo alla propria. Ha gli atteggiamenti tipici di chi cerca continui riconoscimenti dal mondo e crede di essere sempre dal lato della ragione. Eppure, è una storia che smuove qualcosa e si fa apprezzare. Ben scritta, a parte qualche refuso (e i troppi “al di là” scritti “al di la”), si legge in poche ore.

Seguono tre racconti brevi sullo stesso filone narrativo, molto introspettivi e dal lato “dei cattivi” anch’essi. Mentre il romanzo l’ho apprezzato maggiormente perché c’è lo spazio adeguato per fare emergere il protagonista a 360 gradi, i racconti li ho trovati meno incisivi perché poco approfonditi a livello emotivo. Quasi che in questi ultimi la violenza apparisse gratuita e non finalizzata a mostrare un lato della personalità umana. Resta nel complesso un’opera godibile, non adatta a tutti, ma interessante.

Una nota particolare alle illustrazioni di Ignazio Cuga: in bianco e nero e dai tratti semplici, riescono a rendere molto bene le atmosfere disturbanti e le immagini di quello che è un romanzo prettamente “visivo”. Davvero belle.

Voto:35Stellina-nuova1

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Recensione a cura di Luna.

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