Consigli agli scrittori – 10 consigli per creare un’ottima storia dell’orrore

Immagine di NestoDesign
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Dieci consigli per creare un’ottima storia dell’orrore

1) Scrivete un incipit appassionante

Fare presa sul lettore sin da subito è molto importante per chi vuole scrivere un buon racconto, ma diventa essenziale nelle storie dell’orrore. Il lettore non deve mai partire “annoiato”, altrimenti non si immedesimerà col protagonista e finirà per non provare l’inquietudine necessaria durante la lettura. L’incipit è fondamentale per dar vita all’atmosfera giusta, quindi cercate di far appassionare il lettore alla vicenda, di non cadere nel banale o nel cliché, di incuriosire.

2) Concentratevi sullo stile

Lo stile deve rispecchiare il tipo di storia che andrete a narrare. La voce narrante deve apparire il più “reale” possibile (vedi il punto seguente), quindi dovete scegliere uno stile che le si adatti alla perfezione. Se a parlare è un uomo di cultura dell’ottocento, non potete farlo esprimere come un ragazzo dei giorni nostri. Allo stesso modo, dovete avere l’accortezza di inserire climax e pause a effetto durante la narrazione, in modo da mantenere sempre alti l’attenzione e il senso di inquietudine.

3) Date a intendere che la storia sia reale

Lasciar intendere che la storia sia vera, aggiungendo magari dettagli concreti, luoghi, riferimenti a persone realmente esistite, aiuta a rafforzare la sospensione dell’incredulità e quindi a mantenere viva la sensazione di disagio durante la lettura.

4) Usate il linguaggio figurativo e le descrizioni sensoriali

Per ricreare la sensazione di inquietudine di cui parlavamo prima, è bene concentrarsi sulle descrizioni sensoriali, far interagire i personaggi con l’ambiente aggiungendo dettagli visivi, sonori, olfattivi, tattili e così via. In questo modo il lettore si immedesimerà più facilmente con i protagonisti.

5) Prendete spunto dagli altri autori, ma non copiate!

Leggere gli autori che hanno scritto storie del genere che vi interessa è utile per entrare nel mood giusto. Potete anche prendere spunto dalle leggende locali o dai resoconti di cronaca.

6) Curate i dettagli

Inserite all’interno del racconto degli indizi ben celati e che, terminata la lettura, possano dare al lettore un quadro più completo della storia e far sorgere spontanea l’esclamazione: “È vero, non ci avevo proprio pensato!” Fate però attenzione a non scoprire troppo le vostre carte perché con degli spoiler otterrete l’effetto opposto.

7) Usate le vostre paure

Partire dalle vostre paure vi aiuterà a rendere più realistico tutto il racconto e a concentrarvi sui dettagli che a voi per primi terrorizzano, trasmettendo questo terrore anche ai vostri lettori.

8) Non spiegate tutto

Lasciare alcune questioni insolute e misteri non risolti aiuta a mantenere alta la sensazione di disagio, anche al termine della lettura.

9) Concludete con un cliffhanger o un colpo di scena

Terminare la storia con una bella frase che sorprenda il lettore o che lo lasci nel dubbio sulle sorti del protagonista aumenta la suspense e aiuta a conservare una paura sottile a lettura ultimata.

10) Lasciate spazio alla speranza

Come dicevamo prima, un finale aperto o a effetto aiuta a mantenere il disagio a post lettura. Ma se durante la narrazione le sorti del protagonista sono già palesemente spacciate, il lettore finisce col perdere interesse. Mantenere viva la speranza che il protagonista possa salvarsi fino alla fine aiuta a conservare alta l’attenzione.

Vi rimando anche all’articolo inglese: Conjuring Creepy Elements

Articolo di Luna per il numero 0 di È Magazine

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