Mappe del sapere – Speciale Lovecraft e Poe

howard-1295254_960_720
american-1296393_1280I maestri dell’orrore

Speciale Lovecraft e Poe

Sia Edgar Allan Poe che H.P. Lovecraft ebbero una vita particolarmente drammatica. Non apprezzati in vita e rivalutati dopo la morte, sono ad oggi fra le figure di riferimento più importanti del genere horror.
Questo articolo, però, non vuole essere una mera biografia degli autori, ma un’analisi della loro scrittura, delle fonti che li hanno ispirati in vita e che li hanno portati a scrivere i racconti che ancora oggi sono un must della letteratura orrorifica.

Mentre Poe traeva ispirazione dalle proprie esperienze personali e dalle malattie della mente, puntando a ricreare nei suoi scritti situazioni “terrorizzanti” dal punto di vista introspettivo (ne è emblema il racconto “Il pozzo e il pendolo” che parla della tortura psicologica alla base delle crudeltà della Sacra Inquisizione), Lovecraft basava i suoi scritti sulle proprie esperienze oniriche, sugli incubi notturni e sulle conoscenze derivanti dalla sua appartenenza (mai confermata, ma spesso insinuata) alle logge massoniche e all’esoterismo.

Edgar Allan Poe ha ispirato molti scrittori che sono venuti dopo di lui (lo stesso Lovecraft, ad esempio, ma anche figure contemporanee come King).
La sua prosa viene spesso ricondotta al genere gotico, anche se come autore lui è nato in un periodo successivo a quello del movimento; dunque si dovrebbe parlare di neo-gotico.

Dedicatosi anche al genere poliziesco, di cui è precursore, Edgar Allan Poe è conosciuto principalmente per i racconti che esplorano tutte le sfumature della follia umana: il delitto, la paura, la crudeltà, la pazzia. Tutti temi ispirati da una vita spesso ai margini della società, segnata dai lutti e dalla dipendenza da oppio e alcol.
Morto solo e delirante, Poe è stato capace tuttavia, nei momenti di lucidità, di dar voce anche alle sue teorie sulla “Cosmogonia dell’Universo” (per cui ha tenuto anche una conferenza a New York) e sul mesmerismo, spiegando al mondo attraverso i propri scritti la sua idea dell’Aldilà e della vita dopo la morte.
Per quanto poco conosciuto, e questa è una piccola curiosità, il testo in cui ha racchiuso queste sue teorie (Eureka: a prose poem) tratta proprio della cosmogonia, basandosi su principi sia fisici che metafisici, secondo cui l’universo ha un’origine, un’evoluzione e una fine.
Dunque non fu solo scrittore e poeta, ma anche filosofo.

Ma fra i due autori di certo la figura più controversa è quella di Lovecraft, in quanto come scrittore è riuscito a creare una serie di libri e di universi del fantastico talmente verosimili e particolareggiati che negli anni sono stati erroneamente creduti reali. Ne è esempio il Necronomicon, libro in realtà mai esistito e inventato dallo stesso Lovecraft, ma su cui si è discusso e ancora si discute e c’è chi crede che si tratti di un manoscritto realmente esistente. Certo è che Lovecraft aveva delle conoscenze alla base, non si sa ancora se da attribuirsi alla sua attività onirica o alla sua cultura esoterica, che richiamano molto i rituali e le figure descritti in volumi iniziatici antecedenti ai suoi racconti. Molti sono infatti i riferimenti ai libri di Agrippa, ad esempio, uno dei testi più importanti in ambito esoterico e maggiormente studiato. Che Lovecraft appartenesse realmente a una loggia massonica non è confermato, anche se ci sono fonti che attribuiscono al suo nonno materno la fondazione della Loggia Ionica No. 28 di Rhode Island, subnazione federale statunitense della regione del New England.

Dunque una figura controversa, su cui spesso si è ricamato per rendere la sua persona più interessante e i suoi scritti più appetibili al grande pubblico.

Ma parlando di lui esclusivamente come autore, e lasciando perdere le varie leggende, si può dire che Lovecraft avesse come scrittore due grandi pregi e un grande difetto. Il difetto è sicuramente la prosa arcaica e a tratti superata, con frequenti latinismi, eccessivi anche per una scrittura del novecento, da attribuire sicuramente ai libri antichi della biblioteca di famiglia in cui è cresciuto (ricordiamo per chi non conosce la sua biografia che Lovecraft è rimasto per molti anni rinchiuso in casa, costretto dalla madre iperprotettiva).

I pregi, invece, sono senza dubbio quello di essere stato capace di creare un Pantheon di figure orrorifiche facilmente riconoscibili e attribuibili al suo universo, completo di rituali sacri e libri proibiti, e di aver fatto muovere queste creature in una regione geografica reale, rendendo così le sue storie più che mai verosimili.

Anche Lovecraft, al pari di Poe, si è preoccupato di scrivere saggi sulla propria visione dell’universo, dando vita al cosmic horror e al Cosmicismo secondo cui gli esseri umani sono in balia dell’immensità di un universo in cui “l’umanità non è che un insignificante puntino, destinato ad arrivare e a scomparire, senza che la sua apparizione sia notata o che la sua dipartita sia rimpianta”[1].
Entrambi gli autori si sono quindi interessati non solo degli universi creati con la loro scrittura (universi della mente per Poe e universi sovrannaturali per Lovecraft), ma anche della loro visione dell’universo in ambito filosofico.

Chi volesse approfondire questo aspetto filosofico-scientifico dei due scrittori può leggere per Poe: Eureka (un testo più scientifico che letterario) e I Delitti della Rue Morgue in questa edizione QUI (perché contiene una bella biografia esaustiva che affronta tutte le tematiche dell’autore, fra cui la sua Cosmologia).

Mentre per Lovecraft l’ideale sarebbe riuscire a trovare il saggio di Michel Houellebecq, H. P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita. Da quando è uscito in Italia ci sono già state due ristampe, sempre edite da Bompiani, ma è difficile riuscire ad accaparrarsi una copia perché è andato praticamente a ruba. Consiglio di chiedere in libreria e sperare che abbiano delle rimanenze.

Se, invece, siete curiosi di approfondire il lato esoterico di Lovecraft, vi rimando a La storia del Necronomicon di H. P. Lovecraft di Sebastiano Fusco.

Per quanto riguarda i semplici racconti degli autori, invece, in libreria e su internet se ne possono trovare parecchie edizioni più o meno costose, in chiave fumettistica o con disegni e illustrazioni (per esempio c’è il bell’albo illustrato H.P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti, di Erik Kriek).

Per i neofiti, però, vanno bene anche i volumi della Newton Compton a 0,99 euro: “Racconti del terrore” di Edgar Allan Poe, e “La casa stregata” di H.P. Lovecraft, di cui vi ho messo su una foto fatta da me.
Come edizione è super economica ed è scritto piccino. Ho notato qualche refuso che nei volumi più costosi non c’è, ma si tratta comunque di un buon modo per approcciarsi a questi due autori senza spendere un patrimonio.

[1]Burleson, “The Lovecraft Mythos”, Survey of Science Fiction Literature, p. 1284.

Articolo di Luna scritto per il numero 0 di È Magazine

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