Mappe del sapere – Gotico padano

skull-476740_960_720
Gotico padano

Una declinazione del genere che mi attira particolarmente è quella dell’orrore legato a determinati luoghi, le geografie di Stephen King sono diventate universali ed è facile immaginarsi storie di questo tipo negli Stati Uniti, ma esistono luoghi tutti italiani con un forte potenziale.

Ne parla Danilo Arona nel suo “Ritorno a Bassavilla” opera in cui riflette sul genere e insieme fa parte del genere (è una storia ibrida fatta da articoli, racconti, una storia che si dipana anche come romanzo, il cui centro è Bassavilla, nome fittizio per Alessandria, città persa nella pianura padana, e soprattutto i suoi dintorni).

Lui parla di questa particolare vocazione dell’orrore per le zone di pianura (la pianura che fa paura), descrive le nebbie e i fiumi, l’atmosfera che permea le vecchie leggende contadine e il paesaggio, il pragmatismo dei suoi abitanti.

Tutti temi e tracce che un abitante del nord Italia padano, piemontese o proveniente più da est lungo il corso del Po e dei suoi affluenti, non può non riconoscere come parte del suo DNA. Chi è cresciuto in queste zone, cullato dal dialetto settentrionale, un po’ rozzo ma anche cadenzato da una particolare dolcezza e crudezza, non può non aver sentito qualche storia raccontata, qualche memoria contadina, o della seconda guerra mondiale, rivisitata con le cronache reali, quelle dette di bocca in bocca o lette sui giornali locali, non può non avere un ricordo della nebbia che arriva dal nulla e trasforma la realtà in un mondo misterioso, che confonde. O avere un panorama in mente di piatta desolazione, di campi, risaie, autostrade, paesini che sembrano creati apposta per ambientarci storie di paura.

Uno dei padri del genere, in campo cinematografico è Pupi Avati. Arona cita La casa dalle finestre che ridonoLe strelle nel fosso Zeder, il primo ad aver attuato un recupero di questa tradizione del territorio in chiave gotica.

La zona è la Romagna, così come lo è nei libri di Eraldo Baldini e i racconti di Gotico rurale si designano già dal titolo come materia del gotico nostrano. C’è la romagna anche in Come il lupo con salti temporali al medioevo, all’immediato dopo guerra e al presente, ambientato nella piccola e isolata comunità della Valchiusa.
Così come il racconto L’estate strana (classificato come romanzo per ragazzi) ci regala il sapore della paura nei campi assolati e nelle case abbandonate tipici (finora) di una certa realtà orrorifica degli USA, eppure così nostri da giocare un forte ruolo nel ricreare la paura partendo dal quotidiano e dal familiare.

Non ho letto tutto ciò che ha scritto Baldini, ma credo che anche gli altri romanzi e racconti seguano questo genere. Li leggerò, di sicuro.

Altri non ne conosco. Ma mi piacerebbe conoscerli, così come mi piace molto il recupero del proprio territorio per scrivere horror, libri gotici anche da pseudoscrittrice. L’orrore nasce bene anche nei ricordi deformati dell’infanzia e a spostarlo in qualche paese lontano c’è il rischio che si perda la genuina collocazione delle proprie paure. Io avevo paura della costruzione (una forma che ricorda una sfinge) del consorzio agrario da piccolina, una paura piuttosto inspiegabile, ma quando anni dopo scoprii che proprio in quegli anni vennero lì rinchiusi tutti i raccolti della zona contaminati dalla nube di Chernobyl ecco che la mia paura diventò l’esordio di una storia di paura.

Poi essendo padana (esclusivamente per una questione di geografia, lasciamo perdere la politica, lì al massimo si può scrivere qualche storia comica per non piangere) è normale che subisco il fascino di storie ambientate in una zona che conosco e capisco. Ma la stessa cosa potrebbe valere con altre parti d’Italia, che lo sappiamo è ricca di tradizioni, folklore e ambientazioni.

Articolo di Nerina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *