Mappe del sapere – Intossicazioni acute

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Intossicazioni acute

 

Quando vi è un quadro di intossicazione acuta bisogna valutare come prima cosa le funzioni vitali e solo in un secondo momento ci si può preoccupare del tipo di sostanza tossica. Alcuni sintomi o segni possono dare importanti indicazioni su cosa è stato assimilato:

Stato mentale:
– delirio o allucinazioni: droghe d’abuso, piombo
– comportamento bizzarro o violento: cocaina, alcol etilico, monossido di carbonio

Segni oculari:
– fotofobia, lacrimazione, dolore: sostanze chimiche irritanti, caustici
– cecità  parziale o totale: monossido di carbonio, metanolo
– midriasi (pupilla dilatata) e disturbi di accomodazione: botulismo
– miosi (pupilla a spillo): oppiacei, barbiturici

Cute, annessi, mucose:
– cianosi: ipossia
– colorazioni anomale: arsenico e altri metalli
– alopecia: tallio, arsenico
– ustioni: caustici
– segni di punture di insetto o venipunture: abuso di droghe

Segni muscolari:
– Fascicolazioni: organofosforici
– Distonie e discinesie: anfetamine, cocaina.

Più spesso si parla di sindromi tossicologiche quando compaiono combinazioni di più sintomi.
Una volta identificata la sostanza causante si procede alla rimozione del veleno non ancora assorbito. Se si agisce repentinamente si può procedere con il vomito indotto o lavanda gastrica.

Vomito indotto: è controindicato se il paziente è incosciente o se il prodotto ingerito è lesivo o corrosivo, se si tratta di prodotti tensioattivi (derivati del petrolio), oleosi o schiumosi. Il vomito può essere indotto con le dita o con farmaci (sciroppi).

Lavanda gastrica: l’unica controindicazione è la perforazione del tratto gastrointestinale. Si usa per sostanze che non possono essere assorbite dal carbone (sostanze liquide, farmaci) o in pazienti che hanno perso il riflesso della tosse. Il paziente va prima intubato: attraverso una sonda di calibro notevole si effettuano dei lavaggi con acqua o soluzione fisiologica e poi si lascia drenare per gravità . Complicanze (rare): danno meccanico, perforazione esofagea, emorragia gastrica, polmonite da aspirazione, intossicazione da acqua.
Dopo le due ore e mezza sono inutili sia la lavanda gastrica che il vomito e si usano il carbone vegetale, i purganti e, in casi specifici, l’irrigazione completa intestinale e la decontaminazione esterna.

Carbone vegetale attivato: è una polvere alla quale si aggiunge acqua, che assorbe quasi tutti i veleni (non funziona con magnesio, alcol e metalli come ferro e litio). Deve essere dato in rapporto 10:1 con il tossico. Non viene usato in caso di ingestioni di acidi e alcali o di occlusione intestinale.
Purganti (solfato di magnesio o sorbitolo): accelerano il transito intestinale. Molto usati per trattare i body packers o i body stuffers, cioè i trafficanti di droga che ingeriscono ovuli interi. Possono essere somministrati insieme al carbone poiché questo non assorbe il purgante.

Irrigazione completa intestinale: per avvelenamenti da ferro e sali di litio.
Decontaminazione esterna: in caso di incidente chimico maggiore. Spogliare e lavare la persona con acqua tiepida e a bassa pressione per evitare problemi di ipotermia, proteggendo vie aeree ed eventuali ferite.
Per eliminare del veleno assorbito vengono usati metodi non invasivi, che accelerano i meccanismi di eliminazione per le vie naturali (polmonare, renale, enterica), come l’iperventilazione, l’ossigenoterapia normo/iperbarica, l’evacuazione intestinale, la diuresi forzata, oppure metodi invasivi, come l’emodialisi o la plasmaferesi. In alcuni casi è possibile utilizzare un trattamento antidotico specifico.

INTOSSICAZIONE DA FARMACI:
1. Benzodiazepine
Sono la più frequente causa di intossicazione da farmaci, tuttavia sono dotate di scarsa tossicità  acuta che insorge soprattutto in associazione con alcol e altri farmaci o droghe che deprimono il sistema nervoso centrale. Causano abolizione di coscienza e riflessi spinali, con conseguente rilasciamento dei muscoli glossofaringei ed ostruzione delle vie aeree superiori.
Sintomi: letargia, eloquio rallentato, atassia, miosi pupillare, ipotermia, coma.
Trattamento: controllo delle vie aeree e ventilazione, infusione di liquidi per l’ipotensione.
L’antidoto specifico è Flumazenil e va somministrata la prima dose il prima possibile e poi in infusione. Può scatenare sindrome da astinenza nei pazienti dipendenti dalle benzodiazepine o convulsioni se l’intossicazione è mista con altri farmaci (ad esempio gli antidepressivi triciclici).
Lavaggio gastrico e carbone attivato entro 1 ora.
2. Antidepressivi triciclici
Dotati di notevole tossicità  acuta. Causano tachicardia, ipertensione (ma anche ipotensione), secchezza delle fauci, ridotta sudorazione, midriasi, ritenzione urinaria, vasodilatazione, insufficienza cardiaca, aritmie, sedazione, convulsioni, coma. Rallentano lo svuotamento gastrico, motivo per cui il lavaggio gastrico può essere utile anche dopo un’ora, seguito dalla somministrazione del carbone attivato.
Trattamento: terapia farmacologica per le convulsioni e le aritmie, controllo della volemia, carbone attivato.
3. Barbiturici
Causano letargia, rallentamento dell’eloquio, atassia, coma con ipotensione arteriosa e arresto respiratorio, miosi, areflessia e ipertermia.
Trattamento: carbone vegetale, purganti (se l’assunzione è recente).
4. Digitale e digossina
La tossicità  della digitale è più frequente in pazienti con squilibri elettrolitici (ipopotassemia o ipercalcemia).
I sintomi principali sono nausea, vomito, bradicardia, aritmie, arresto cardiaco.
Trattamento: riequilibrio dell’assetto elettrolitico, trattamento antiaritmico se necessario (la cardioversione elettrica è controindicata), carbone vegetale, anticorpi anti-digossina.
5. Paracetamolo (tachipirina)
In caso di dosaggi alti e in associazione con l’alcol, viene presto esaurita la “scorta” delle proteine in grado di detossificare il paracetamolo nel fegato, che causa così danno epatico dando sintomi come nausea, vomito, prostrazione, dolenzia addominale, rialzo delle transaminasi, alterazioni della coagulazione, encefalopatia, insufficienza renale. Il quadro è simile a quello di una epatite fulminante.
Trattamento: carbone e gastrolusi entro un’ora, N-Acetilcisteina, terapia di supporto, trapianto epatico.
6. Analgesici e antinfiammatori
Stimolano il centro del respiro dando iperventilazione e disidratazione, edema polmonare e cerebrale, alterazioni della coagulazione.
Trattamento: carbone vegetale, supporto ventilatorio, bicarbonato di sodio, emodialisi nei pazienti con concentrazione ematica del farmaco particolarmente elevata.

INTOSSICAZIONE DA SOSTANZE D’ABUSO:
1. Oppiacei (derivati del papavero: morfina ed eroina)
Danno sedazione, depressione respiratoria e coma, miosi, ipotensione, bradicardia, flaccidità  muscolare.
Trattamento: misure rianimatorie.
Antidoto specifico: naloxone. È un antagonista specifico, si somministra endovena o intramuscolo e ha durata d’azione breve, di circa 2 ore. Può dare sindrome da astinenza con vomito, agitazione, dolori addominali, sudorazione. Si dà anche se non si è sicuri della diagnosi, perché non ha grossi effetti collaterali.
2. Cocaina
Produce anestesia locale e stimolazione del sistema nervoso centrale con euforia, agitazione, delirio, psicosi, tremori, rigidità , arresto respiratorio, ipertermia, midriasi. Ad alte dosi causa anche depressione contrattilità  cardiaca.
Il suo tempo d’azione si allunga se viene assunta con l’alcool per produzione di Cocaetilene, con effetti farmacologici simili.
Trattamento: misure rianimatorie.

Articolo di Ariendil

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