Erbario: Impieghi Farmaceutici e Uso Magico delle Piante (A-K)

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Erbario: Impieghi Farmaceutici e Uso Magico delle Piante (A-K)

Chi scrive si trova spesso e volentieri nelle condizioni di dover utilizzare una pianta per scopi medicinali e/o per scopi magici in eventuali incantesimi o rituali.
Ecco, dunque, una specie di Erbario in cui inserirò le erbe più comuni e i loro impieghi.

Alcune informazioni, come la morfologia delle piante, sono state attinte da http://it.wikipedia.org/


ACACIA (ce ne son tipo 1300 specie, tutte iniziano col nome latino Acacia):

• Morfologia: Albero simile alla mimosa.
• Impieghi farmaceutici: È indicata nelle diete perché diminuisce il senso di fame e produce un effetto lassativo. Inoltre, attenua l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri. I fiori sono usati come antispastici e lassativi.
• Impieghi magici: Talismano contro le negatività, Protezione, Incremento dei poteri psichici. Usata in divinazione per entrare in trance. In Medio Oriente si pensa che indossandola si allontanino le influenze negative. Si usa negli incantesimi d’amore e di accrescimento economico. Secondo alcune tribù africane bruciarne i fiori in camera da letto allontana il malocchio.


ACEROLA o CILIEGIA DELLE BARBADOS o CILIEGIA DELLE INDIE (Malpighia Glabra L.):

• Morfologia: Pianta arbustiva di medie dimensioni e dalla crescita lenta. Cresce in terreni argillosi ricchi di humus e sostanze organiche. Le foglie giovani sono rossastre, poi con la crescita diventano verde scuro. I frutti sono simili alle ciliegie, dal sapore acidulo e leggermente dolciastro.
• Impieghi farmaceutici: Si usano i frutti maturi, privati del grosso nocciolo, per curare il raffreddore e ripristinare il sistema immunitario. E’ molto ricca di vitamina C (molto più dell’arancia). Si fanno tisane, bevande, yogurt e anche creme per contrastare l’invecchiamento della pelle.
• Impieghi magici: —


ACHILLEA (Achillea Millefolium è la più comune, ma ci sono più di cento specie diverse):

• Morfologia: Cresce nei terreni incolti dalle zone di pianura a quelle di montagna, senza distinzioni. E’ un’erba perenne dall’odore forte e penetrante. Vi sono specie nane e specie alte. La millefolium non supera i cinquanta cm di altezza. Le foglie sono strette e hanno divisioni sottilissime e i fiori sono bianchi con sfumature rosa. Vi sono anche alcune specie che hanno i fiori gialli, ma sono di minore importanza.
• Impieghi farmaceutici: Il nome deriva da Achille che si dice che la utilizzò per curare le ferite che si era procurato in battaglia. Anticamente l’Achillea era molto considerata per le sue proprietà medicinali: astringente e vulneraria. I succhi erano usati dai montanari contro le ragadi, le ferite, le ulcerazioni delle varici e le emorroidi. Tritata finemente o usata come decotto arresta le emorragie (sia interne che esterne). Gli infusi sono indicati anche per i disturbi genitali femminili (mestruazioni irregolari, ansia da menopausa) e nei disturbi digestivi. Infusi e decotti si preparano con una manciata di sommità fiorite di Achillea secca e mezzo litro d’acqua bollente. Per le ferite purulente si usa un infuso concentrato (pari peso di acqua ed erba) o si mette la pianta direttamente a contatto con la zona infetta. Dopo il lavaggio, viene applicata l’erba tiepida sulle parti dolenti. Si utilizzano le parti fiorite fatte essiccare in luogo ombroso (fiorisce dall’estate all’autunno). Era usata anche per curare le ustioni. Da evitare in gravidanza e non esporre al sole la pelle bagnata col succo di Achillea perché diventa tossico.
• Impieghi magici: I Celti la utilizzavano nelle cerimonie sacre, i Cinesi per predire il futuro.


ACONITO (Aconitum Napellus):

• Morfologia: Pianta erbacea con la sommità del fiore somigliante vagamente a un elmo. È una delle piante più tossiche della flora italiana diffusa nelle zone montagnose delle Alpi. I fiori sono viola a calice. Il frutto è costituito da un aggregato di 3 (raramente 5) capsule o follicoli glabri. Ogni follicolo termina con un becco diritto. All’interno del follicolo sono contenuti dei piccoli semi piatti di colore bruno lucido e dalla superficie rugosa.
• Impieghi farmaceutici: Tutta la pianta è velenosa. Se ingerita, colpisce il cuore, il sistema nervoso centrale e quello periferico. L’avvelenamento è molto rapido e si presenta con shock, depressione respiratoria, vomito e parestesie (alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo) diffuse. In fitoterapia viene utilizzata per le sue marcate proprietà antinevralgiche, sedative, analgesiche. In omeopatia viene indicata contro gli attacchi di panico, gli stati di shock, il mal di gola, il mal d’orecchio. Le parti usate sono le foglie e la radice. i giovani germogli possono essere confusi con il radicchio di montagna.
• Impieghi magici: Pare che, mescolato con gli alimenti, produca una tale insensibilità da far sembrare le persone morte. Viene aggiunto a sacchetti per protezione, specialmente contro vampiri e licantropi. I licantropi usano quest’erba per curare se stessi. I semi avvolti da una pelle di lucertola e portati con se’, ti consentono di diventare invisibile ogni volta che ti serve.

 


AGLIO (Allium Sativum):

• Morfologia: Pianta erbacea con radice bulbosa , bianca e a spicchi.
• Impieghi farmaceutici: È usato come antiipertensivo, antiossidante a antitrombotico. È utilizzato da sempre come vermifugo (aiuta a espellere certi vermi nell’intestino). Recentemente si è scoperto utile anche come antitumorale (in vitro).
• Impieghi magici: Protegge la famiglia e favorisce l’armonia. Greci, Egizi e Romani pensavano che potesse assorbire il male e prevenire le malattie (da qui la leggenda dell’aglio usato contro i vampiri).

AGNOCASTO (Vitex agnus-castus):

• Morfologia: Arbusto grande o piccolo alberello con foglie digitate e vellutate nella parte inferiore. I fiori sono di un bel blu cielo, piccolini e riuniti in pannocchie.
• Impieghi farmaceutici: È molto utilizzato per contrastare i dusturbi pre-mestruali e della menopausa. Diminuisce la secrezione di prolattina rilasciando le tensioni mammarie e inoltre contrasta i lievi sbalzi d’umore tipici del periodo. Usato anche come rinfrescante e rilassante.
• Impieghi magici: Si dice che aiuti nei periodi in cui si vuole rimanere casti in quanto ha un certo potere inibente la libido (nell’antichità era usato dalle sacerdotesse greche che facevano voto di castità, mentre nel Medioevo veniva utilizzato dai monaci). Viene utilizzato anche nelle pratiche mistiche ed estatiche.


AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium L.):

• Morfologia: Alberello o arbusto, dalle foglie verde scuro, persistenti in inverno, lucenti a margine ondulato sinuoso munito di spine. Fiori: maschili e femminili, uniti in corimbi di colore bianco. Frutti: drupe rosse.
• Impieghi farmaceutici: Le foglie hanno proprietà febbrifuga e tonica, antireumatica e antiartritica. La corteccia ha proprietà febbrifuga. Le radici hanno proprietà diuretiche. Sconsigliato l’uso delle bacche fortemente purgative che possono intossicare causando nausea e vomito.
• Impieghi magici: Albero molto impiegato nella società celtica, associato al mondo dei guerrieri poiché serviva per la costruzione di armi. Da cui diventa anche alleato in battaglie spirituali. Simbolo di protezione e difesa dalle influenze nefaste. Costruire una porta con il legno d’agrifoglio protegge dalla negatività. Appendere i suoi rametti alla trave della porta d’ingresso tiene lontani gli spiriti maligni. Garantisce fertilità e immortalità. Utilizzato come decoro natalizio ancora oggi; la tradizione risale ai Saturnali in cui veniva inviato come dono agli amici. Pianta sacra di Saturno.


ALLORO o LAURO (Laurus Nobilis L.):

• Morfologia: Albero o arbusto sempreverde, con foglie coriacee verdi, scure e lucenti. Le foglie sono ondulate sui margini e disposte in modo alternato sui rami. I fiori sono bianchi o gialli. Il frutto è una drupa (carnoso, con una buccia e un nocciolo, come le pesche) di piccole dimensioni e nero, di forma ovoidale.
• Impieghi farmaceutici: si utilizzano foglie e frutti. Le foglie contengono un olio essenziale costituito in gran parte da Cineolo; nelle drupe c’è sia l’olio essenziale che un olio grasso da cui si ricava il Burro di Lauro (dal nome botanico della pianta). La droga si usa come stimolante e antisettico (per uso esterno); con il burro di Lauro si preparano medicamenti rubefacenti (In erboristeria un prodotto viene detto rubefacente quando determina il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle, causandovi una piccola irritazione e alleggerendo l’infiammazione agli strati sottostanti proprio grazie alla sottrazione di sangue). Per uso interno si fanno infusi con azione stimolante. In forma di mistura disinfetta le ferite superficiali.
• Impieghi magici: Le foglie sono usate nei riti di Purificazione, Protezione e Forza. Indossarle protegge dalle negatività, bruciarle purifica gli ambienti o protegge prima di un rituale. Polverizzate ripuliscono lo spazio sacro. E’ usato anche come talismano contro la povertà (tre rametti di alloro legati insieme).


ALOE (Aloe Barbadensis L., Aloe Vera L., Aloe Ferox):

• Morfologia: Erba perenne con fusto in genere non ramificato, alto fino a 60 cm. Le foglie sono carnose, lunghe e lanceolate (a forma di lancia, quindi appuntite e allungate) con delle spine al margine. I fiori sono gialli o rossi a seconda della specie.
• Impieghi farmaceutici: La droga si prepara recidendo le foglie alla base, raccogliendo e facendo essiccare il succo che cola. Si può far essiccare il succo all’aria o bollirlo. Si usa come antisettico, antinfiammatorio e cicatrizzante. (può dare reazioni allergiche in alcuni soggetti).
• Impieghi magici: In Africa è usata per proteggersi dagli spiriti dei defunti e come amuleto contro gli incidenti. In Messico è usata come portafortuna (ne fanno delle ghirlande che appendono in casa). In generale si pensa che l’Aloe sia indicata nei rituali legati all’elemento fuoco.

AMARELLA o PARTENIO (Chrysanthemum parthenium L.):

(Amarella non è il suo vero nome, ma è quello con cui la pianta è più conosciuta. Il vero nome sarebbe Partenio. Viene anche chiamata Matricale, Amareggiola, Camomilla bastarda, Camomillona, Maresina, Erba Marga e Feverfew.)

• Morfologia: I fiori di questa pianta ricordano quelli della Camomilla romana, con cuore giallo e ligule dei capolini bianche. In Inghilterra ha assunto, nel tempo, il nome di Feverfew, che ne ricorda la proprietà di essere un febbrifugo.
• Impieghi farmaceutici: Era utilizzata dopo il parto per regolare il flusso e nei casi di mestruazioni irregolari e dolorose; è indicata contro le cefalee e le emicranie da mestruazione. L’Amarella è usata anche per ridurre la pressione arteriosa e come antispastico dell’apparato digerente. L’infuso di Partenio ha effetti benefici ipotensivi, digestivi ed emmenagoghi (un cucchiaino da tè di foglie essiccate in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e consumare).
• Impieghi magici: E’ usata come talismano contro le malattie, gli incidenti e l’isteria.


ANETO (Anethum graveolens):

• Morfologia: Pianta erbacea annuale dai piccoli fiori gialli disposti ad ombrella, con radice a fittone e dall’odore sgradevole. La pianta è glauca (azzurrognola o verde biancastra dovuta alla presenza di una patina cerosa sulla superficie).
• Impieghi farmaceutici: Le sue proprietà hanno blandi effetti benefici per lo stomaco: favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali, attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso. Ha anche azioni diuretiche (facilita il rilascio dell’urina) e anti-infiammatorie. E’ usato come calmante e per combattere l’insonnia. In infusione favorisce la digestione e lenisce i dolori colitici; i semi, in infusione, permettono di fermare il singhiozzo, il mal di testa e la tosse infantile. In passato, fu utilizzato per l’epilessia, per favorire l’allattamento delle bambinaie (antichi Greci) e per calmare gli ospiti di banchetti che avevano bevuto troppo (ai tempi di Carlo Magno),
• Impieghi magici: Era usato per le sue virtù afrodisiache e contro la mala sorte dalle streghe nel Medioevo, per aumentare le capacità cerebrali (nel XVII secolo). Si pensa che sia utile per spingere gli altri a prendere una decisione. Si possono bruciare le foglie o usare l’olio di Aneto per consacrare candele usate nei rituali contro persone negative o scomode. In passato si credeva che si potesse usare anche per attrarre l’altro sesso.


ANICE STELLATO (Illicium Verum):

• Morfologia: Sempreverde di grosse dimensioni (raggiunge i 4-5 metri d’altezza). In estate produce piccoli fiori gialli.
• Impieghi farmaceutici: Si usa l’olio estratto dai piccoli semi come digestivo e antispasmodico.
• Impieghi magici: I semi possono essere bruciati come incenso o indossati per aumentare i poteri psichici e favorire il contatto con l’inconscio. Viene anche utilizzato per protezione e purificazione e per scoprire i propri limiti.


ARANCIO (Citrus Aurantium):

• Morfologia: Albero sempreverde che raggiunge i 4-5 m di altezza dal tronco ramificato. I fiori sono solitari o riuniti in cime ascellari e hanno 5 petali bianchi e profumo intenso.
• Impieghi farmaceutici: Usato per calmare il nervosismo, contro l’insonnia, la cattiva digestione (proprietà stomachiche) e per calmare la tosse.
• Impieghi magici: Il fiore d’arancio è un ingrediente fondamentale nei sacchettini d’amore. Posto in infusione nell’acqua ha effetto stimolante e afrodisiaco (nel passato ci si faceva l bagno).


ARTEMISIA COMUNE (Artemisia Vulgaris):

• Morfologia: Pianta arbustiva perenne con asse fiorale eretto e poche foglie glabre verde scuro. La parte sotterranea è un rizoma legnoso; il portamento di questo rizoma è obliquo. La parte aerea del fusto è legnosa, eretta, striata, molto ramosa e glabra e cresce fino a 2 metri in altezza. Il colore è rossastro. Le foglie hanno la superficie inferiore biancastra e rivestita di peluria. L’infiorescenza è terminale ed è composta da piccoli capolini peduncolati o sub-sessili a forma oblunga-ovata. I capolini sono raccolti in grandi racemi formanti una pannocchia piramidale.
• Impieghi farmaceutici: Si usano gli oli per le loro proprietà antisettiche, antispasmodiche, carminative e digestive. Favorisce l’espulsione delle secrezioni bronchiali e regola il flusso mestruale. Nella medicina popolare cinese e giapponese è uasata per la preparazione della moxa (dal giapponese moe kusa = erba che brucia), una medicina ottenuta triturando in un mortaio la pianta fino a ricavare un impasto lanoso con cui si preparano delle palline o dei coni che, una volta appoggiati su punti specifici della pelle (corrispondenti ai punti dell’agopuntura), vengono fatti bruciare.
• Impieghi magici: Bruciata insieme ad altre piante purifica ambienti e persone. Si usa pura per diminuire l’ansia e il carico emotivo. Si fanno dei talismani per proteggersi dalle negatività, o come offerta per la prosperità e la fertilità. Si pone un mazzetto di Artemisia fresca sull’altare, vicino alla statua della Dea, come offerta al femminino sacro.


ARTIGLIO DEL DIAVOLO (Harpagophytum Procumbens):

• Morfologia: Pianta erbacea perenne. I fiori sono rosso-violacei e i frutti sono uncinati.
• Impieghi farmaceutici: Si usano i frutti essiccati e le radici come antinfiammatori e per curare la gotta.
• Impieghi magici: Protegge da esorcismi e malefici ed è usato nei Legami d’Amore.


ASSENZIO (Artemisia Absinthium L.):

• Morfologia: Erba perenne eretta (40-100 cm di altezza), di colore grigio argenteo a causa della fitta peluria. Le foglie sono anch’esse sul grigio, disposte in modo alterno. Sono bipennatosette (qui ci vorrebbe un disegnino per spiegare cosa significa. Immaginate la foglia suddivisa in tanti lobi a loro volta suddivisi in altri lobi). I fiori sono riuniti in capolini e disposti in gruppi da 2-3 all’estremità dei rami. Il frutto è un achenio ( frutto secco con un pericarpo più o meno indurito, talvolta anche legnoso. Tipo le castagne per intenderci) piccolo e liscio.
• Impieghi farmaceutici: Si usano le foglie e le sommità fiorite essiccate. Se ne ricava una droga utilizzata per abbassare la febbre e come stomachico (ecco perché usato negli amari). In alte dosi è tossica per il sistema nervoso centrale (può dare convulsioni, disturbi psichici, sensoriali e motori). Può dare dipendenza.
• Impieghi magici: Riduce la carica aggressiva, sviluppa la calma e fortifica il corpo e la mente.


BARDANA (Arcitium Lappa):

• Morfologia: Pianta erbacea, eretta e biennale. La radice è grossa e a fittone, mentre il fusto è ramificato e arrossato. Le foglie sono a forma di cuore e hanno bordo dentellato e ondulato, i fiori sono porpora e poco appariscenti. Questi ultimi sono assembrati in corimbi racchiusi in un involucro con bratee uncinate (con le quali rimangono attaccate ai vestiti).
• Impieghi farmaceutici: Si usa per la cura delle dermatosi di vario genere, legate a disordini biologici e metabolici (come acne, dermatiti, eczema, seborrea, forfora e psoriasi). Ha proprietà antibiotica, antibatterica e antiflogistica. In fitoterapia è inoltre usata per la sua attività depurativa, (stimola la funzionalità biliare ed epatica) ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante, lassativa e antireumatica. Ha quindi capacità diuretica e depurativa del sangue. E’ usata anche per curare il diabete.
• Impieghi magici: Lo stelo è usato negli incantesimi di protezione. Favorisce la guarigione e la radice viene bruciata per purificare gli ambienti.


BASILICO (Ocimum Basilicum):

• Morfologia: Pianta erbacea annuale con foglie ovali, opposte e lanceolate. Le foglie variano dal verde pallido al verde intenso. Alcune varietà virano al viola. I fiori sono bianchi o rosa con cinque petali irregolari e sono raggruppati in infiorescenze all’ascella delle foglie. I semi sono neri e piccolini.
• Impieghi farmaceutici: Le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l’indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L’olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi.
• Impieghi magici: Le foglie secche sono usati nei sacchetti e negli incensi. E’ usato nei rituali di Protezione, in alcuni esorcismi e come incenso nei riti d’amore.


BELLADONNA (Atropa Belladonna L.):

• Morfologia: Erba perenne con radici a fittone e fusto eretto. Le foglie sono ovali e acuminate all’apice. I fiori sono isolati di colore viola a campanella. Il frutto è una bacca viola lucida con un calice.
• Impieghi farmaceutici: Si usano foglie e radici. E’ usata come spasmolitico e come midriatico per alcuni colliri (provoca il dilatamento della pupilla, da qui il nome “Belladonna” datole dagli antichi). La pianta, però, è da considerarsi tossica (soprattutto le bacche) e, se ingerita, può portare ad avvelenamento e morte.I sintomi sono rossore, allucinazioni e agitazione psicomotoria.
• Impieghi magici: Si usa per allontanare il malocchio e le pene d’amore. Dalle bacche verdi si può ottenere in inchiostro magico, mentre bruciando le foglie secche si dice che possa favorire la preveggenza.

BENZOINO (Styrax benzoin Dryander):

• Morfologia: Arbusto o piccolo albero. I fiori sono a ombrella o a capolino e il frutto è una drupa.
• Impieghi farmaceutici: Si usa la resina per la cura di dermatiti da contatto, dell’herpes simplex labiale, come antisettico dell’apparato respiratorio, balsamico, espettorante. Viene inserito nella composizione di sciroppi per la tosse e la sua inalazione è indicata contro la laringite e la faringite.
• Impieghi magici: Il legno e il balsamo sono usati per creare incensi, oli profumati o sacchettini. Viene impiegato per incantare oggetti, nelle sedute spiritiche o per i problemi d’amore.


BETULLA (Betula Pendula è la più comune, ma ce ne sono oltre cinquanta specie):

• Morfologia: Sono alberi e arbusti che possono raggiungere i 15-30 m di altezza. La specie più diffusa è la Betula pendula (detta anche B. verrucosa), da alcuni autori considerata una sottospecie o varietà di B. alba e chiamata volgarmente betulla bianca, betulla pendula o betulla d’argento, e predilige terreni acidi, poveri, sabbiosi o ciottolosi. Mentre la Betula pubescens, nota col nome di betulla pelosa o betulla delle torbiere, dalle foglie pelose, predilige terreni paludosi o torbosi ed è di dimensioni analoghe alla B. pendula, anche se si presenta più frequentemente come alberetto o cespuglio. Le betulle si caratterizzano per la corteccia bianca argentata e il fogliame deciduo.
• Impieghi farmaceutici: Si usa la linfa per eliminare le tossine (grazie alle sue proprietà drenanti), per contrastare la cellulite e curare infezioni alle vie urinarie come la cistite. Ha anche proprietà analgesica e antiinfiammatoria.
• Impieghi magici: Si possono fare bastoni e bacchette con il legno da utilizzare nei rituali di vendetta e punizione.


BIANCOSPINO (Crataegus Laevigata):

• Morfologia: Arbusto o piccolo albero con spine. Ha foglie a 3-5 lobi e infiorescenze bianco-rosate. Il frutto è una drupa (simile alla pesca) rossa e carnosa che può contenere uno o 2-3 semi a seconda della specie.
• Impieghi farmaceutici: Si usano le foglie e le sommità fiorite. La droga si usa come cardiotonico indiretto (agisce indirettamente sul sistema cardiaco andando ad alleggerirne il carico – azione ipotensiva). E’ anche un sedativo e un antispasmodico.
• Impieghi magici: Propizia la fertilità e un tempo mazzetti di biancospino erano posti nelle culle dei neonati per proteggerli durante il sonno.


BORRAGINE (Borago Officinalis):

• Morfologia: Pianta perenne che può raggiungere il metro d’altezza. Ha foglie verdi-scure lunghe 10-15 cm ruvide e rivestite di peluria. I fiori hanno cinque petali, disposti a stella, sono di colore blu-viola e al centro sono provvisti di antere derivanti dall’unione dei 5 stami. Essi sono penduli in piena fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli. Le foglie sono ovali ellittiche con lungo picciolo. I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni.
• Impieghi farmaceutici: Ha proprietà sudorifere, è diuretica ed emolliente, utile per le affezioni bronchiali leggere, è un ottimo depurativo del sangue. L’olio è usato per combattere la dermatite atopica, l’eczema e la psoriasi, nella perdita di elasticità cutanea, nella prevenzione delle rughe, nella disidratazione cutanea. Svolge anche una lieve azione antiinfiammatoria, coadiuvante nella tosse, nei raffreddori, nelle influenze. La borragine contiene fitoestrogeni che regolano la funzione ormonale.
• Impieghi magici: Foglie, fiori e gambi si usano per attrarre denaro e successo negli affari.


CANFORA (Cinnamomum camphora è il nome botanico del Canforo, l’albero della Canfora):

• Morfologia: Albero sempreverde di grandi dimensioni (raggiunge anche i 40-50 m di altezza), molto longevo. Le foglie sono coriacee e lanceolate, di un bel verde lucente e brevemente appuntite all’apice.
• Impieghi farmaceutici: La droga si ottiene dal legno degli alberi più vecchi. La canora ha azione rubefacente e viene utilizzata principalmente nella medicina sportiva. Utile per le piaghe da decubito (ne viene fatto un uso esterno). In passato si preparavano medicamenti utilizzati come analettici respiratori e circolatori, utili nei casi di collasso. Oggi viene usato anche come antitarmico.
• Impieghi magici: In Asia è usata da secoli per placare gli istinti carnali e stimolare l’estasi mistica. E’ inserita negli incensi divinatori.


CANNA DA ZUCCHERO (Saccharum officinarum L.):

• Morfologia: Pianta tropicale perenne, a portamento cespuglioso. Più che di fusti, nella canna da zucchero si parla di culmi, tipicamente cavi, paragonabili a quelli del bambù: ogni pianta è costituita da un “fusto” principale ramificato in numerosi culmi aerei. Il colore può essere giallo, violaceo, verde o rossiccio. Gli steli sono rivestiti da foglie molto lunghe e verdi, lanceolate ed incastrate su nodi con una guaina che avvolge il culmo. I fiori sono riuniti in infiorescenze chiamate pannocchie. Lo zucchero è ricavato da un fluido sciropposo presente all’interno del fusto.
• Impieghi farmaceutici: Nessuno, ma è usato nella produzione dello zucchero.
• Impieghi magici: Usata dagli antichi per stimolare il desiderio sessuale. Se sparsa per la casa Purifica gli ambienti. Impiegata nei filtri d’amore.


CARDO MARIANO (Saccharum officinarum L.):

• Morfologia: Erba bienne eretta con fusto poco ramificato. Ha grandi foglie glabre dal margine spinoso, di colore verde lucido di aspetto marmorizzato (macchie banche che seguono le nervature delle foglie). I fiori sono rosso porpora, viola o bianchi riuniti in capolini all’estremità dei rami (gruppi di 2-3 fiori) e sono circondati da squame appuntite.
• Impieghi farmaceutici: Depurativo del fegato. E’ utile per la riabilitazione del corpo in seguito ad avvelenamento. Le parti utilizzate per la droga sono i fiori. Ha azione protettiva sulle cellule epatiche, dunque è impiegato per curare epatiti di origine microbica o metabolica.
• Impieghi magici: Viene polverizzato insieme ad altre erbe per preparare incensi contro il male e la debolezza psicofisica (di solito si usa con Timo, Pino e Artemisia).

CASCARA SAGRADA (Rhamnus purshiana DC.):

• Morfologia: Arbusto eretto o albero alto fino a 6-18 m, spontaneo sui monti della costa pacifica del Nord America. Ha fiori piccoli e bianchi, raggruppati all’ascella delle foglie. Il frutto è una drupa nera di forma ovoidale. Le foglie sono finemente dentate, intere e di forma ovale-ellittica. La corteccia si presenta in pezzi, avvolti a doccia o in cannelli. Sotto il sughero la corteccia è grigio-rossastra, e la superficie interna è bruno- giallastra con striature longitudinali.
• Impieghi farmaceutici: La corteccia disseccata si utilizza in preparati ad azione lassativa.
• Impieghi magici: Conosciuta dalle popolazioni pellerossa del Nord America e utilizzata come componente primaria dei riti di protezione delle tribù. I pionieri europei ne fecero dei talismani credendo che propiziasse una buona e pronta risoluzione delle controversie giuridiche.


CEDRO DEL LIBANO (Citrus medica):

• Morfologia: Arbusto che può raggiungere i 4 m di altezza. I rametti giovani sono rossastri o violetti, con foglie lunghe fino a 20 cm. I fiori crescono in gruppi da tre a dodici e sono molto profumati; i boccioli sono rossastri, ma il fiore aperto è bianco. Il frutto è grande 20-30 cm, giallino, ovale o quasi rotondo, talvolta con una leggera protuberanza al peduncolo e un po’ appuntito dalla parte opposta. La buccia è molto ruvida ed eccezionalmente spessa.
• Impieghi farmaceutici: Il frutto è usato come alimento, per la preparazione di bibite e frutta candita. Nessun impiego farmaceutico, dunque. Il legno era utilizzato per costruire le imbarcazioni.
• Impieghi magici: Possiede un forte potere purificatore e la capacità di scacciare i cattivi sogni e i geni malvagi, di allontanare gli spiriti e le negatività. Il legno è usato per preparare incensi finalizzati all’accrescimento economico. E’ il legno sacro degli Dei e, in particolare, del Dio mesopotamico Enki-Ea.


CHIODI DI GAROFANO (fiori non ancora sbocciati di Eugenia caryophyllata, anche detta Syzygium aromaticum):

• Morfologia: I boccioli sono raccolti ed essiccati. Un singolo chiodo di garofano è quindi formato dal lungo calice formato da 4 sepali e da 4 petali ancora chiusi che formano la parte tonda centrale.
• Impieghi farmaceutici: Usati in cucina e nella cosmesi. Hanno uno spiccato potere anestetico locale tanto che erano usati per lenire i dolori ai denti e tutt’oggi l’essenza viene impiegata nei disinfettanti orali.
• Impieghi magici: Indossati aumentano la disponibilità verso gli altri e la sensibilità di chi li indossa. Sono usati per ottenere Protezione, Amore e Denaro.


CICUTA MACULATA (Conium maculatum L.):

• Morfologia: Pianta erbacea dal cattivo odore e dal fusto cavo e ramificato cosparso di solchi. Il fusto presenta macchie di color rosso vino alla base. I fiori sono bianchi e piccoli, riuniti in ombrelle. Le foglie sono simili a quelle del prezzemolo. Il frutto ha forma a uovo e presenta 5 costole, ondulate e prominenti. I semi sono simili a quelli di varie ombrellifere dall’aroma d’anice, usato in cucina.
• Impieghi farmaceutici: L’intera pianta è tossica, specialmente le foglie e i frutti. I sintomi di avvelenamento sono vomito e diarrea, midriasi (dilatazione della pupilla), vertigini. Porta a paralisi muscolare: il sistema respiratorio si paralizza e l’avvelenato muore soffocato.
• Impieghi magici: L’olio di cicuta è usato in magia per consacrare i talismani e per tutti quegli incantesimi di distruzione. Usato insieme a foglie di ulivo si dice che possa rendere pacifici i nemici e le persone odiate.


CIPRESSO (Cipressus L.):

• Morfologia: genere di piante della famiglia Cupressaceae (cipressi in senso ampio) comprendente alberi di notevoli dimensioni, alti fino a 50 metri, con chioma generalmente affusolata, piramidale molto ramificata, e rametti cilindrici con numerosissime foglie.
• Impieghi farmaceutici: E’ usato come cicatrizzante, espettorante, antidiarroico, antisettico ed espettorante. Nell’antichità veniva usato contro le emorroidi.. È l’albero tipico dei cimiteri perché le sue radici scendono a fuso nella terra in profondità invece che svilupparsi in orizzontale (come per le querce e gli altri alberi a chioma larga) e non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti.
• Impieghi magici: Nell’antichità (soprattutto fra i Greci, ma anche presso le popolazioni anatoliche e medio-orientali) era considerato un albero sacro e non mancava mai nei boschetti intorno ai templi. Sradicarlo era considerato un atto di profanazione del Dio al quale il tempio era dedicato. E’ usato nei rituali di guarigione e per preparare incensi utilizzati negli esorcismi.

COPPALE o COPALE (Termine generico per indicare varie resine naturali, che si trovano anche allo stato fossile , provenienti da alcuni generi di Leguminose):

• Morfologia: E’ una resina vegetale odorosa subfossile, nota fin dall’antichità e spesso confusa con l’ambra.
• Impieghi farmaceutici: Le popolazioni precolombiane messicane e del centro America la consideravano la linfa vitale dell’Albero della Vita. Non h nessun impiego farmaceutico, ma è utilizzata nella preparazione di lacche e vernici e per farne dei gioielli.
• Impieghi magici: Ha un odore acre, intenso. Viene bruciata insieme ad altre erbe aromatiche per stimolare la meditazione, per purificare lo spirito. In Messico e Guatemala è bruciata per aprire il proprio cuore all’amore.


CORIANDOLO (Coriandrum Sativum L.):

• Morfologia: Chiamato anche Cilantro e Prezzemolo Cinese, è un’erba annuale con fiori bianchi riuniti in infiorescenze a ombrello. I frutti sono diacheni aromatici.
• Impieghi farmaceutici: Foglie e radici essiccate sono usate nella cucina indiana e tailandese, così come i semi macinati. Impiegato come infuso combatte i dolori di stomaco e contrasta aerofagia ed emicranie; aiuta la digestione e ha una funzione antidiarroica. In Sri Lanka utilizzano i frutti per la preparazione di un decotto che, dolcificato con il miele, si assume per alleviare la tosse.
• Impieghi magici: Rafforza la forza di volontà. In magia i semi sono utilizzati per creare afrodisiaci e filtri d’amore. In magia nera si brucia per influenzare la mente.


DIGITALE (Digitalis purpurea L. e Digitalis lanata):

• Morfologia: Erba biennale dai fiori porpora nella specie purpurea e bianchi in quella lanata. Sono di medie dimensioni e riuniti in racemi unilaterali nella purpurea, mentre i fiori della lanata hanno dimensioni più ridotte, anch’essi riuniti in racemi unilaterali.
• Impieghi farmaceutici: Si utilizzano le foglie che vanno raccolte nel secondo anno per ottenere il massimo quantitativo di principi attivi. Si preparano dalle foglie essiccate preparati ad azione cardiotonica (cura dell’insufficienza cardiaca). L’uso prolungato porta però all’accumulo delle sostanze tossiche contenute in questa pianta in minime percentuali. Si consiglia perciò di evitare l’uso prolungato e di alternare l’uso di questa pianta con quello di altre droghe che danno effetti simili, ma più blandi (come il mughetto, la scilla e lo strofanto). I fiori sono tossici se ingeriti.
• Impieghi magici: Posta vicino alla porta d’ingresso, si dice che inviti le fate ad entrare in casa. Coltivata in giardino protegge la casa e il giardino. Un rametto secco di fiori di digitale può essere usato come talismano. Si dice che se si raccolgono dei fiori che presentano delle piccole macchioline, si verrà perseguitati dalla cattiva sorte in quanto le macchioline sono in realtà le impronte delle fatine che vivono lì vicino.

DRAGONCELLO (Artemisia dracunculus L.):

(Vedere Erba del Drago)


EDERA (Hedera helix L.):

• Morfologia: arbusto rampicante sempreverde, con rami vegetativi recanti radici avventizie aeree, che servono alla pianta per ancorarsi a diversi sostegni. Le foglie sono alterne, lungamente picciolate e con evidente eterofillia. I fiori sono piccoli e giallastri, raggruppati ad ombrella. Il frutto è una drupa di piccole dimensioni di colore nerastro.
• Impieghi farmaceutici: La pianta è da considerarsi tossica, ma viene utilizzata in medicina popolare come balsamo ed espettorante delle bronchiti croniche, come emmenagogo e, sotto forma di estratti e pomate, come anticellulite.
• Impieghi magici: Simboleggia la fedeltà. Gli amuleti fatti con il legno di edera preservano dai cattivi incontri, dalle malattie e il sonno agitato.


ELLEBORO (Helleborus L.):

• Morfologia: Sono piante sempreverdi dai fiori colorati e molto facili da coltivare. I fiori dell’elleboro sono formati da 5 sepali che sono diversamente colorati ed assumono spesso un aspetto petaloide. Questi sepali circondano e proteggono dei nettari che derivano dalla trasformazione dei veri petali. I sepali rimangono persistenti dopo l’impollinazione.
• Impieghi farmaceutici: Pianta molto velenosa, sia per ingestione che per uso esterno, molto difficile da dosare, se ne sconsiglia vivamente l’uso. La polvere ricavata dalle radici e dai rizomi raccolti in primavera o in autunno, e fatti essiccare, ha proprietà cardiotoniche, narcotiche, emetiche e curative degli edemi, è anche un purgante drastico.
Per uso esterno si usa come revulsivo in alcune malattie della pelle. L’estratto fluido delle radici e rizoma dell’Helleborus viridis ha proprietà sedative e irritanti dell’intestino con effetto purgativo drastico.
• Impieghi magici: L’Elleboro Nero è usato come erba di tormento, incita all’aggressione e alla rabbia. Quello Bianco è più potente di quello Nero e può essere bruciato come incenso. Quello Verde è il più potente dei tre.


ERBA DEL DRAGO o DRAGONCELLO o ESTRAGONE (Artemisia dracunculus L.):

• Morfologia: E’ una pianta perenne, aromatica e amara, appartenente alla famiglia delle Asteracee. È originaria della Siberia del sud e della Russia meridionale. Il fusto forma dei cespugli che possono raggiungere l’altezza di circa un metro; ha fiori piccoli e di colore verde-giallastro, riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia. Le foglie sono sottili, lucenti e di colore verde scuro. Il frutto è di colore scuro ed è grande 1-2 millimetri.I semi sono generalmente sterili.
• Impieghi farmaceutici: Ha proprietà antisettiche e digestive. Masticare le foglie riduce la sensibilità delle papille gustative, favorendo l’assunzione di medicine amare. Solitamente le foglie si usano tramite un infuso. Le radici danno sollievo al mal di gola e l’infuso di foglie stimola l’appetito.
• Impieghi magici: La radice può essere utilizzata in infusione e bevuta come tè per stimolare uno stato di trance. Usata per stimolare il lavoro psichico e la divinazione. Gli arabi ne utilizzano la radice come afrodisiaco e richiamo magico-sessuale. Gli Amerindi si sfregano il corpo e le vesti con questa radice per divenire “irresistibili”.


ERICA (è un genere della famiglia Ericaceae, comprendente circa 700 specie):

• Morfologia: La maggior parte delle specie è alta da 20 cm a 1,5 m. Le specie più alte sono E. arborea ed E. scoparia che possono raggiungere anche 6-7 m. Tutte le specie sono sempreverdi, dal portamento arbustivo, con foglie piccole a forma di ago lunghe 2-15 mm.
• Impieghi farmaceutici: Ha proprietà diuretiche e antisettiche delle vie urinarie. Sin dall’antichità era utilizzata per disgregare i calcoli, tanto che il nome latino della pianta deriva dal verbo greco “spezzare” che si riferisce appunto alla proprietà di rompere i calcoli urinari.
• Impieghi magici: E’ usata come portafortuna e per potenziare amuleti e talismani. Fumigazioni di erica tengono lontani folletti e spiritelli. In Scozia e nella Francia del Nord venivano utilizzati ramoscelli di erica per creare le scope, in modo da esorcizzare gli ambienti quando si pulivano i pavimenti.

EUCALIPTO (Eucalyptus, ce ne sono circa 600 specie):

• Morfologia: Gli eucalipti o eucalitti (Eucalyptus, dal greco εὖ, “bene”, e καλύπτω, “nascondere”, in riferimento al fatto che i petali nascondono il resto del fiore) sono un genere di piante arboree sempreverdi originarie dell’Oceania. Gli eucalipti sono sempreverdi; la specie Eucalyptus regnans in Australia può superare anche i 90 metri; in Italia queste piante raggiungono dimensioni inferiori, solitamente non più di 25 metri. Il fusto ha la corteccia liscia. Il fiore è formato da un calice di forma di coppa chiusa che si stacca con la fioritura; il frutto è a forma di capsula con all’interno molti piccoli semi.
• Impieghi farmaceutici: I principi attivi sono presenti nelle foglie che vengono essiccate e conservate, quindi utilizzate per uso interno in infuso, per uso esterno in suffumigi. Molto diffusa è la preparazione di caramelle o pastiglie a base di eucalipto per tosse e bronchi e anche l’utilizzo di olio essenziale da vaporizzare negli ambienti o in preparati per aerosol. L’eucalipto è indicato per fluidificare ed eliminare le secrezioni bronchiali, come trattamento della febbre e per combattere l’asma. Viene consigliato contro le infiammazioni dell’apparato urogenitale ed intestinale. Inoltre possiede proprietà antivirali ed antinfiammatorie e viene indicato contro i reumatismi; come insetticida può essere utile per eliminare i parassiti, stimola il sistema immunitario ed è antinevralgico. È utilizzato nella cura delle vesciche causate da varicella, herpes labiale e fuoco di Sant’Antonio. E’ potenzialmente irritante per la pelle.
• Impieghi magici: Le foglie sono usate nei rituali di guarigione e come ingrediente base per incensi terapeutici.


FELCE (Pteridophyta, circa 11.000 specie):

• Morfologia: Sono piante costituite da un fusto, delle vere radici e foglie, e posseggono un sistema vascolare. Sono le prime piante terrestri che hanno cominciato a differenziare un sistema di trasporto dei fluidi, permettendo così un ulteriore accrescimento in altezza (a differenza delle Briofite (muschi) che, essendo le piante terrestri meno evolute non sono riuscite ad affrancarsi totalmente dalla vita acquatica). A differenza di quelle che vengono chiamate “piante superiori” (Angiosperme e Gimnosperme) le felci non sono dotate di semi ma si riproducono mediante spore. Molte felci possiedono foglie vere e proprie (megafilli) a lamina intera o spesso pennata, denominati “fronde”. Le fronde sono provviste di numerose nervature e, nello stadio giovanile, si presentano arrotolate all’apice. Nelle fronde la nervatura si ramifica in vari modi: di frequente sono presenti fronde pennate (da 2 a 4 volte), ma si trovano anche foglie indivise con nervatura mediana dominante e nervature laterali poco vistose. Il fusto delle felci moderne è di solito un rizoma sotterraneo, ma nelle felci arboree tropicali esso può raggiungere dimensioni simili a quelle delle palme.
• Impieghi farmaceutici: Il rizoma della felce maschio è usato come droga. Si creano preparati dall’effetto antielmintico, specie contro la tenia. La preparazione deve essere associata ad un purgante, ma questo deve essere di tipo salino e mai oleoso (data la liposolubilità dei principi attivi che, se assorbiti dall’ospite, potrebbero procurare avvelenamenti anche gravi). A causa della tossicità della droga, però, l’uso come antielmintico non è molto diffuso oggi, mentre era molto usata nel Medioevo.
• Impieghi magici: Si usa il rizoma che viene bruciato o messo accanto all’orecchio prima di dormire per donare chiaroveggenza e sogni profetici. Dona fecondità alle donne che hanno difficoltà a rimanere incinte ed è usata per chiamare la pioggia in alcuni rituali.


FINOCCHIO (Foeniculum vulgare):

• Morfologia: Pianta erbacea mediterranea. Si distinguono le varietà di finocchio selvatico dalle varietà di produzione orticola (dolce). Il finocchio selvatico è una pianta spontanea, perenne, dal fusto ramificato, alta fino a 2m. Possiede foglie che ricordano il fieno (da cui il nome foeniculum), di colore verde e produce in estate ombrelle di piccoli fiori gialli. Seguono i frutti (acheni), prima verdi e poi grigiastri. Del finocchio selvatico si utilizzano i germogli, le foglie, i fiori e i frutti (impropriamente chiamati “semi”). Il finocchio coltivato (o dolce) è una pianta annuale o biennale con radice a fittone. Raggiunge i 60-80 cm di altezza. Si consuma la grossa guaina a grumolo bianco che si sviluppa alla base.
• Impieghi farmaceutici: È emmenagogo, diuretico, carminativo, antiemetico, aromatico, antispasmodico, antiinfiammatorio, tonico epatico. È utilizzato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito e nell’allattamento per ridurre le coliche d’aria nei bambini. È noto infatti che una tisana fatta con i semi di questa pianta sia molto efficace nel trattamento di gonfiori addominali da aerofagia. Inoltre combatte i processi fermentativi dell’intestino crasso, e quindi diminuisce il gas intestinale. Quindi può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile. A dosi elevate (concentrati nell’olio essenziale estratto dai semi), i principi attivi in esso contenuti possono avere effetti allucinogeni.
• Impieghi magici: Si brucia l’incenso per aumentare l’aggressività nei rituali di distruzione.


FRASSINO (Fraxinus L.):

• Morfologia: E’ un genere di piante della famiglia delle Oleaceae che comprende circa 65 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell’emisfero settentrionale. Hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature; le specie più diffuse in Italia sono il Fraxinus excelsior conosciuto col nome comune di Frassino maggiore; il Fraxinus ornus noto come Orno o Orniello, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche Frassino da manna o Albero della manna; Fraxinus angustifolia noto col nome di Frassino meridionale.
• Impieghi farmaceutici: Nelle cure erboristiche ne viene consigliato l’utilizzo negli stati gottosi e per combattere reumatismi e artriti.
• Impieghi magici: Il Frassino assume un ruolo simbolico nella mitologia scandinava dove è noto come Yggdrasil ovvero “Albero del Mondo” su cui riposano i due corvi messaggeri del dio Odino. Gli Slavi credevano invece che il suo legno fosse una buona arma con cui ferire od uccidere un vampiro. Viene usato, soprattutto nella magia nordica, nei rituali di guarigione, salute e protezione. Le foglie vengono poste sotto l’orecchio per favorire i sogni profetici. Fumigazioni di questa pianta proteggono dagli attacchi occulti e dalle influenze malefiche. E’ il legno migliore per preparare le bacchette terapeutiche. E’ usato come amuleto protettivo durante i viaggi (basta mettere una foglia all’interno di ogni valigia o fagotto).


GALANGA (Alpinia Galanga)
:

• Morfologia: La pianta si sviluppa da un rizoma simile a quello dello zenzero, con foglie grandi e abbondanti e frutti rossi. La varietà minore raggiunge il metro di altezza e produce piccoli fiori striati di rosso, mentre la varietà maggiore raggiunge anche i 2 metri d’altezza. La parte utilizzata è la radice.
• Impieghi farmaceutici: Nel sudest asiatico si prepara un tonico con succo di limetta e galanga grattugiata. È usata nella medicina orientale come rimedio per il catarro e altri problemi respiratori. I frutti sono impiegati nella medicina tradizionale cinese. Ha inoltre proprietà afrodisiache e viene utilizzata per combattere l’impotenza.
• Impieghi magici: La radice di Galanga inserita in un sacchettino talismanico assieme a delle monete attira il denaro. In passato era considerata una pianta miracolosa dalle virtù universali, tanto da venire inserita in ogni tipo di mistura per aumentarne le potenzialità. Portarne su di sé attira la fortuna e propizia salute e lunga vita. Le fumigazioni di Galanga spezzano le maledizioni sviluppando al tempo stesso i poteri psichici. La radice è consigliata per i sacchetti d’amore e per i rituali a sfondo sessuale.

GALBANO (Ferula gummosa Boiss):

• Morfologia: Pianta erbacea perenne. Pianta erbacea perenne, alta circa un metro. Si usa la gommoresina essiccata, ottenuta incidendo la prima parte della radice. I fiori sono gialli e a ombrello.
• Impieghi farmaceutici: Si usa come antisettico, carminativo, per contrastare parassiti intestinali e come stomachico. Inoltre, è un utile espettorante delle vie respiratorie. E’ utilizzato anche come antispasmodico.
• Impieghi magici: Protegge dalle maledizioni ed era considerata indispensabile, nella magia orientale come nella tradizione medievale, per fare ricadere il male su colui che lo aveva provocato. a resina-gomma di Galbano è estratta da piante che crescono prevalentemente in Siria e Turchia. Era una delle sostanze per fumigazione più diffuse in Mesopotamia e presso il popolo ebraico. La sostanza aromatica è una massa densa e collosa che va modellata in minuscole sferette. La combustione produce un aroma dolce e balsamico. Nelle miscele per incensi contribuisce a farle ardere più lentamente.
Stimola le forze psico-fisiche e la vitalità. Aiuta a rimanere concentrati mentalmente e a non perdere di vista la realtà e a direzionare le energie verso uno scopo preciso. Gli Ebrei lo usavano in qualità di agente purificatore per liberare il Tempio dagli spiriti malvagi e dalle larve astrali, in questo modo le chiese cristiane ne fanno ancora abbondante uso nella liturgia dei riti di purificazione.


GARDENIA (genere di piante della famiglia delle Rubiaceae)
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• Morfologia: Il genere comprende un numero molto grande di specie. Le gardenie si presentano in forma di arbusti a foglie sempreverdi, alti fino a 2 m, a portamento cespuglioso, robusti, con foglie persistenti, coriacee, ovali-lanceolate, di colore verde-scuro brillante. Nei paesi tropicali possono avere anche portamento arboreo (fino a 15 m di altezza). I fiori sono grandi, bianchi o giallo pallido, spesso molto profumati, solitari (terminali) o riuniti in infiorescenze, a fioritura estiva. I petali sono fusi alla base in un tubo e sono in numero variabile, da 5 a 12; i fiori sono spesso doppi. I frutti sono bacche o drupe e contengono una polpa ricca di semi.
• Impieghi farmaceutici: Nessuno.
• Impieghi magici: Si pensa che i boccioli messi nella stanza di un malato lo aiutano a guarire. Sono fiori che donano pace ed equilibrio e vengono sparpagliati all’interno delle stanze per ristabilire l’armonia dopo un litigio. I fiori si aggiungono anche agli incensi per le celebrazioni della Luna (specie gli Esbat, o celebrazioni della Luna Piena) e si adoperano nei riti d’amore o per attrarre gli spiriti buoni, poiché hanno forti vibrazioni di tipo spirituale. L’olio si usa in rituali d’amore e in quelli curativi. Inoltre, i fiori di gardenia si dice possano mettere in contatto con gli spiriti della natura e donare proprietà telepatiche.


GELSOMINO (Jasminum L.):

• Morfologia: Comprende circa 200 specie arbustive e rampicanti alte fino a 4-6 metri. Si tratta di una pinta infestante dai fiori stellati bianchi e odorosissimi, originaria dell’Asia-Centrale.
• Impieghi farmaceutici: Secondo l’aromaterapia il profumo di gelsomino sarebbe euforizzante e stimolerebbe direttamente l’ipotalamo a produrre una sostanza che, oltre a inibire il dolore, procura uno stato di benessere e di felicità. Il gelsomino dissolve le paure e le tensioni legate alla sessualità ed è tradizionalmente usato per curare i disturbi uterini e per facilitare il parto. Nell’omeopatia, il gelsomino giallo viene usato contro l’influenza, il raffreddore, la cefalea e gli stati di confusione mentale, di shock, di paura del pubblico.
• Impieghi magici: Viene usato nei sacchetti d’amore. Se si brucia nella stanza da letto si crede possa provocare sogni premonitori. E’ un induttore di chiaroveggenza, soprattutto se bevuto come tè. Annusare i fiori prima di addormentarsi aiuta a dormire sereni.


GENZIANA (Gentiana L.):

• Morfologia: Genere di piante della famiglia delle Gentianaceae, che comprende circa 400 specie. Si tratta di piante annuali, biennali e perenni. Alcune sono sempreverdi, altre no. La disposizione delle foglie è opposta. Sono anche presenti foglie che formano una rosetta basale. I fiori sono a forma di imbuto; il colore è più comunemente azzurro o blu scuro, ma può variare dal bianco, avorio e giallo al rosso. Le specie col fiore di colore blu predominano nell’emisfero settentrionale, quelle col fiore rosso sulle Ande; le specie a fiore bianco sono più rare, ma più frequenti in Nuova Zelanda.
• Impieghi farmaceutici: La Genziana Maggiore (o Gentiana Lutea L.) è considerata un eupeptico: stimola l’appetito e aiuta la digestione. È una pianta medicinale, che veniva coltivata durante il Medioevo. Viene usata anche per la fabbricazione dei liquori entrando nella composizione di diversi amari. Può essere confusa con il tossico veratro (Veratrum album), in quanto con morfologia simile ma con foglie alterne e non opposte.
• Impieghi magici: La sua radice profumata viene adoperata per sviluppare e risvegliare l’amore e per proteggersi dalle stregonerie e dalle maledizioni. Ha, inoltre, potere catalizzatore ed è usata per rinforzare le virtù magiche delle erbe che entrano in contatto con essa.


GERANIO (Pelargonium):

• Morfologia: Genere di piante suffrutescenti perenni, originario dell’Africa australe, appartenente alla famiglia delle Geraniacee.
• Impieghi farmaceutici: Nell’aromaterapia viene utilizzato per la sua proprietà riequilibrante del sistema nervoso, antidepressiva, antinfiammatoria, lenitiva, astringente e antisettica. Tra le sue funzioni vi è anche quella di stimolatore del sistema linfatico, di tonificante per il fegato e per i reni. Tra i suoi principali utilizzi vi è la cura di acne, bruciature, vesciche, eczema, artrite, nevralgia, mal di gola.
• Impieghi magici: I fiori sono protettivi. Quelli rossi rafforzano anche la salute. Quelli rosa sono usati per incantesimi d’amore. Quelli bianchi stimolano la fertilità.


GINEPRO (Juniperus L.):

• Morfologia: Genere è delle Cupressaceae, comprendente specie arboree e arbustive, tra cui molte spontanee della flora italiana e adatte alla selvicoltura. Il Juniperus communis L., noto come Ginepro comune, è un arbusto ramoso o alberetto sempreverde, alto da 1 a 10 m, con foglie lineari-aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3. La pianta è dioica con piccole infiorescenze, quelle maschili sono piccoli coni ovoidali di colore giallastro, quelle femminili sono piccoli coni di colore verdastro. I semi maturano nell’autunno successivo all’impollinazione e sono racchiusi in una bacca di colore brunastro. È un arbusto comune in luoghi aridi, incolti o boschivi fino ad altezze di 2.500 m s.l.m., con alcune sottospecie adattate alle alte quote, dalle caratteristiche bacche aromatiche di colore blu. Il Juniperus sabina L., chiamato volgarmente Ginepro sabina o più semplicemente Sabina, è un arbusto cespuglioso prostrato o alberetto alto da 1 a 5 m, con corteccia bruno-rossiccia, foglie squamiformi, embricate, in alcuni casi aghiformi, di colore verde-cupo. I fiori sono insignificanti, unisessuali su piante diverse (dioiche), quelli maschili riuniti in piccoli amenti, quelli femminili portati su piccoli peduncoli ricurvi. I frutti sono bacche globoso-ovali, pendule, nerastro-violacee a maturità, contenenti piccoli semi ovali. È una pianta velenosa diffusa in luoghi soleggiati e scoscesi delle zone montane dove viene coltivata spesso per il consolidamento del terreno e come pianta ornamentale.
• Impieghi farmaceutici: La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all’olio ottenuto dalla distillazione delle bacche e ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi, malattie respiratorie, malattie delle vie urinarie, malattie reumatiche. Oggi l’olio di ginepro viene usato molto raramente, sia per il suo altissimo costo, sia perché per la maggior parte delle indicazioni esistono farmaci più efficaci e a minor rischio. Un’eccezione possono essere frizioni contro dolori reumatici.
• Impieghi magici: Viene utilizzato per combattere la depressione e rinvigorire; il suo incenso dona forza a volontà per arrivare alla meta prefissata nel rituale. E’ usato come protezione durante i rituali di prosperità, aumenta la potenza sessuale dell’uomo ed è usato come afrodisiaco. In Estonia si usava piantare il ginepro vicino alle abitazioni per allontanare gli spiriti maligni e se non bastava, si passavano i ramoscelli tra le fessure delle porte per maggior sicurezza. In toscana si usava appendere un ramo di ginepro alle porte delle case perché si credeva che le streghe si fermassero a contare le sue numerose foglie. E se avessero sbagliato, avrebbero dovuto ricominciare da capo, quindi appena vedevano un albero di Ginepro fuggivano via per non farsi riconoscere. In Germania era la pianta che proteggeva dai ladri.


GINESTRA (Genisteae):

• Morfologia: Le Genisteae sono una tribù di piante appartenenti alla famiglia delle Faboideae,a portamento cespuglioso-arbustivo.
• Impieghi farmaceutici: Nessuno
• Impieghi magici: La ginestra è velenosa. Se bruciata durante la divinazione e prima della meditazione, schiarisce la mente. La ginestra è usata per aumentare i poteri psichici. Tra le diverse specie di ginestra, quella che maggiormente veniva considerata magica e potente era il ginestrone, o ginestra spinosa. Secondo i Celti, ed i Galli in particolare, questa pianta rappresentava il Sole. I rami venivano usati per ricoprire i corpi dei defunti durante i riti funebri; le ceneri del suo legno, invece, erano utilizzate come fertilizzante per rendere ricchi e fecondi i terreni sterili. Si diceva che le sue ceneri contenessero l’Oro e che la pianta avrebbe aiutato a trovarlo.


GINSENG (Panax L.):

• Morfologia: Genere di 11 specie di piante perenni a crescita lenta con le radici carnose, appartenente alla famiglia Araliaceae. Si tratta di una pianta eretta, alta 30-80 cm. Il fusto è glabro con verticilli terminali di 3-5. Le foglie sono palmate, sottili, finemente dentate, gradualmente acuminate. L’infiorescenza è semplice o ramificata, con 1-3 ombrelle da 15-30 fiori ciascuna. I fiori androgini hanno corolle verde-giallo. Il frutto è una drupa delle dimensioni di un pisello, globosa o reniforme, viola, lucida e liscia, con due semi.
• Impieghi farmaceutici: Il suo impiego risale a migliaia di anni fa, tanto che è sempre stata considerata la Panacea che cura tutti i mali. E’ usato per incrementare della resistenza fisica e delle capacità di recupero (ad esempio in seguito ad attività sportiva) al miglioramento della circolazione, passando per un potenziamento della memoria e la resistenza ai fattori ambientali negativi. Nel complesso riduce stress e nevrosi, migliora l’adattamento agli stimoli della vita quotidiana, potenzia il rendimento fisico e mentale, rafforza le difese immunitarie e abbassa i rischi di contrarre diverse malattie.
• Impieghi magici: Il ginseng è una pianta originaria della Cina, del Giappone e della Corea, paesi dove da oltre 2000 anni il Ginseng è considerato un tonico, un afrodisiaco e un elisir di longevità. La radice ha forma antropomorfa e questo nell’antichità l’ha fatta classificare come una pianta dal forte potere magico. La Medicina Tradizionale Cinese classifica il Ginseng cinese come pianta calda, ed ha quindi proprietà stimolanti e accresce l’energia “Yang”. La specie americana, invece, viene classificata come pianta fredda e quindi possiede proprietà rilassanti ed accresce l’energia “Yin”. Si dice che il ginseng attiri amore e denaro, salvaguardi la salute e aumenti il potere sessuale. inoltre, portato addosso dona bellezza. Bruciato è usato per allontanare spiriti malvagi e spezzare malefici, il suo tè stimola il desiderio sessuale. Si pensa che prendendo una radice di ginseng e gettandola nell’acqua corrente di un fiume, essa possa esaudire un desiderio. Per esprimere il desiderio basta visualizzarlo con la mente mentre si stringe la radice in mano, oppure si può intagliarlo sulla radice stessa. Dopodiché essa va gettata in acqua. Il balsamo e l’olio si possono usare per la comunicazione con gli spiriti, visualizzazione, divinazione, trance e lavoro creativo.


GIUSQUIAMO (Hyoscyamus niger)
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• Morfologia: Pianta erbacea appartenente al genere Hyoscyamus della famiglia Solanacee. La specie più importante è Hyoscyamus niger o giusquiamo nero, comune in Europa, Asia occidentale e Africa boreale. Vi è anche la specie bianca. Le foglie e i semi di giusquiamo hanno effetti tossici anche molto gravi. La pianta è alta da 40 a 60 cm, presenta radici lunghe e fusiformi, fusto eretto, semplice o più spesso ramificato, rivestito di lunghi peli molli vischiosi che sono presenti anche nelle altre parti verdi della pianta; tali parti sono maleodoranti se stropicciate. I fiori sono solitari o in gruppi poco numerosi, eretti o portati un po’ obliquamente, all’ascella delle foglie nella parte superiore della pianta e poiché non sbocciano simultaneamente, alla fine della fioritura risultano densamente raggruppati all’apice dei fusti e dei rami, in diverse fasi di fioritura.
• Impieghi farmaceutici: Da non usarsi. E’ tossico.
• Impieghi magici: Per gli impieghi magici e le credenze storiche su questa pianta vi rimando qui in quanto sul giusquiamo c’è davvero tanto da dire. Estrapolando parte del testo sugli impieghi magici nel corso della storia, ecco in breve alcuni poteri attribuiti a questa pianta: Secondo Kaiti, il giusquiamo, pianta magica di Giove, può essere utilizzato nelle operazioni occulte se queste si tengono il giovedi, nelle ore diurne sacre a Giove; in questo caso la pianta porta all’illuminazione, al benessere e alla prosperità. Alcuni curiosi incantesimi sono citati nella farmacopea cinquecentesca: il filtro composto da giusquiamo, da hermodactylus tuberosa e di solfuro di arsenico naturale serve ad uccidere istantaneamente un cane rabbioso; a far esplodere un calice d’argento, se in questi viene versato lo stesso filtro; e infine a catturare le lepri, sempre ché ad esso venga aggiunto il sangue di una giovane lepre, e il tutto venga posto nella pelle stessa della lepre e abbandonato in qualche luogo deserto; a tal punto servirà da richiamo per gli altri animali. Il giusquiamo compare, assieme ad altre erbe e droghe magiche, in un trattato del 1699, opera di Ludovico Maria Sinistrari, un frate francescano che si occupava di demonologia. A proposito dei diversi tipi di demoni, incubi e succubi, egli narra l’episodio occorso ad un diacono, di nome Don Agostino, che viveva a Pavia, e che era particolarmente bersagliato da apparizioni di tipo demoniaco, e che alla fine prese le sembianze del diacono stesso e si recò dal vicario a chiedere acquavite e tabacco, che pare gli piacessero molto: “Il vicario gli diede dell’uno e dell’altra e il diavolo, appena ricevute, scomparve istantaneamente, rendendo edotto il vicario di essere stato in tal modo raggirato dal demonio. La conferma venne dalla bocca del diacono, che sotto giuramento garantì di non essersi mai assolutamente recato, durante quelle giornate, nella celia del vicario. Quest’ultimo mi riferì tutta la vicenda, e dall’insieme mi feci l’idea che quello non era un demonio acqueo come l’incubo che tentava la vergine di cui ho parlato sopra, bensì un demonio igneo o perlomeno aereo, in quanto gradiva i vapori e gli odori, il tabacco e l’acquavite, sostanze calde.
Questa congettura fu avvalorata dal temperamento del diacono, soprattutto un collerico, tuttavia con sostrato sanguigno. Demoni di quella fatta non si attaccano se non a temperamenti affini, ulteriore conferma della mia opinione che sono esseri corporei. Perciò raccomandai al vicario di prendere qualche erba di natura fredda, come la ninfea, l’epatica, la portulaca, la mandragora, la sempreviva, la piantaggine, il giusquiamo e altre simili, fame un mazzetto e appenderlo alla finestra, un altro poi alla porta della celia, e spargerne anche per la stanza e il letto del frate perseguitato. Il diavolo comparve per un’ultima volta, ma rimanendo fuori dalla stanza, senza riuscire ad entrarvi. Interrogato dalla sua vittima perché non ardisse entrare come al solito, rovesciò una caterva d’insulti contro la mia persona, consigliere di quegli espedienti, poi scomparve, ne’ mai più è tornato”. Infine, una nota letteraria: William Shakespeare, nell’Amleto, racconta l’uso del giusquiamo come veleno: “Mentre nell’ore meridiane riposavo come di consueto in giardino, tuo zio si avvicinò furtivo a me che dormivo senza sospetto, e da una fiala mi versò dentro l’orecchio l’essenza mortifera del giusquiamo: tanto funesta alle vene dell’uomo che, scorrendo rapida come argento vivo per i meandri del corpo, con effetto fulmineo fa rapprendere e cagliare, a modo di un acido nel latte, il sangue fluido e sano”.


IPERICO o ERBA DI SAN GIOVANNI (Hypericum perforatum):

• Morfologia: L’iperico (L.) o erba di san Giovanni o scacciadiavoli (Hypericum perforatum), è una pianta officinale del genere Hypericum. È una pianta perenne semisempreverde, glabra, con fusto eretto percorso da due strisce longitudinali in rilievo. È ben riconoscibile anche quando non è in fioritura perché ha le foglioline che in controluce appaiono bucherellate, in realtà sono piccole vescichette oleose da cui deriva il nome perforatum, mentre ai margini sono visibili dei punti neri, strutture ghiandolari contenenti Ipericina(da ciò il nome erba dell’olio rosso), queste strutture ghiandolari sono presenti soprattutto nei petali. Le foglie sono opposte oblunghe. I fiori giallo oro hanno 5 petali delicati. Sono riuniti in pannocchie che raggiungono la fioritura massima verso il 24 giugno (ricorrenza di San Giovanni) da cui il nome popolare di “erba di San Giovanni”.
• Impieghi farmaceutici: Cura della depressione lieve e moderata. A volte è utilizzato, associato ad altri prodotti, anche per il trattamento fitoterapico di alcune forme d’ansia. Possiede proprietà antibatteriche e antinfiammatorie e viene consigliato nel trattamento di emorroidi, ferite, piaghe.
• Impieghi magici: Nel medioevo veniva appeso alle finestre e sulle porte per impedire a Satana e ai suoi emissari di penetrare nelle case. Quando si pensava che una donna fosse impossessata dal demonio non restava altro che metterle in seno alcune foglie di questa pianta e sparpagliarne altre nella sua abitazione. Le persone utilizzavano le sommità fiorite fresche e schiacciate messe a macerare in olio e vino bianco, esposte al sole per dieci giorni e poi bollite a bagnomaria fino all’evaporazione del vino, per ottenere l’unto dei tagli, prezioso su ferite, escoriazioni ecc.


IRIS ( specie di piante della famiglia delle Iridacee):

• Morfologia: Fiore conosciuto anche con il nome di giaggiolo. Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno. E’ una pianta perenne alta 20-30 cm. Il rizoma, è inserito al di sotto del terreno, ha un diametro di 1-2 cm, ed è di colore rossastro scuro ed in basso, escono delle radici che ancorano la pianta al terreno, mentre, dall’alto, emergono le foglie e gli scapi floreali. Il Fiore ha un odore delicato e lo stilo è suddiviso in tre rami con l’aspetto di un petalo ed ogni ramo termina con due labbra. Lo stigma è posto alla base dei lobi del labbro superiore. Gli stili esternamente accolgono gli stami, che sono posti tra gli stili e le lacinie esterne. Il loro colore più comune è il violetto, ma anche giallo oppure bianco.
• Impieghi farmaceutici: La polvere, il decotto e il vino medicato dei rizomi di I. pallida e I. germanica var. florentina, raccolti al secondo o terzo anno di vita, da luglio a settembre, puliti ed essiccati, vantano proprietà diuretiche, emollienti, emmenagoghe, bechiche ed espettoranti. Il decotto di rizoma delle specie summenzionate per uso topico ha proprietà astringenti e risolventi. Le foglie fresche sono utilizzate per arrestare le emorragie e si applicano sulle ferite. I fiori della pianta sono utili contro eczemi e catarro da allergia. L’olio essenziale ricavato dai fiori è utile per il raffreddore, l’influenza e i dolori articolari. L’achillea deve essere assunta in piccole dosi, inoltre durante la gravidanza e da non usare.
• Impieghi magici: Gli steli seccati venivano utilizzati dai druidi durante le cerimonie religiose. Facilita le guarigioni soprattutto delle malattie di origine nervosa, allontana le presenze negative, accentua le capacità divinatorie e propizia l’amore spirituale. Bruciarne una piccola quantità prima di coricarsi favorisce inoltre i sogni profetici.


ISSOPO (Hyssopus officinalis L.):

• Morfologia: L’issopo è una labiata perenne. Si tratta di una specie che vive spontanea e solo raramente viene coltivata. La pianta è cespugliosa, legnosa alla base e molto aromatica; il fusto e le numerose ramificazioni a sezione quadrangolare possono raggiungere un’altezza di 30 cm. Le foglie sono opposte e glandulose. I fiori sono piccoli, ermafroditi e sono raggruppati in verticilli che formano delle sphighe laterali. Presentano un calice tuboloso. Il frutto è un achenio molto piccolo. L’antesi si verifica in giugno-luglio e fiori sono frequentati dalle api che ci trovano tanto nettare. Tutte le parti della pianta sono caratterizzate da un aroma intenso e piccante e destinate all’estrazione dell’essenza di issopo che viene utilizzata dai produttori di cosmetici e liquori e officine erboristiche.
• Impieghi farmaceutici: Nella medicina popolare si considera che l’issopo abbia le seguenti proprietà medicinali: espettorante, carminativo, vasodilatatore periferico, sudoriparo, antinfiammatorio, anti-catarrale, antispastico. Si usava come sedativo negli attacchi epilettici. È usato nella polmonite e nelle congestioni del naso e della gola con tosse produttiva per le sue proprietà espettoranti. Esternamente può essere applicato alle contusioni per ridurre il gonfiore e il livido. Un vecchio rimedio per tagli e ferite era di applicare un poltiglia di issopo battuto con zucchero per ridurre il rischio di tetano. L’olio essenziale fatto con issopo aumenta la vigilanza ed è un adatto tonico per distendere i nervi delicatamente nell’esaurimento, nell’affaticamento da superlavoro, negli stati ansiosi e nella depressione nervosa. L’infuso e il decotto di Issopo si utilizzano come tonico del sistema nervoso nei casi di ansia, tosse, meteorismo e per problemi digestivi.
• Impieghi magici: Tradizionalmente la pianta d’issopo era usata in rametti riuniti come aspersorio e utilizzata nelle purificazioni. È universalmente conosciuto per le sue virtù purificatrici; già gli antichi Ebrei lo adoperavano per le abluzioni e i rituali purificatori. Tra tutti i popoli antichi l’Issopo veniva utilizzato (se ne adoperavano alcuni rametti come aspersorio) per spruzzare di acqua consacrata altari o luoghi sacri. Appendere un rametto o un sacchettino d’Issopo in casa previene il malocchio e le influenze negative in genere.

KAVA-KAVA o KAVA (Piper methysticum):

• Morfologia: Il nome (Piper methysticum) deriva dal latino Piper per ‘pepe’, e dal termine greco latinizzato methysticum per ‘intossicante’ Il nome kava(-kava) deriva dalle lingue dell’area: togano e marchesano. Nel mondo il termine kava è utilizzato per riferirsi sia alla pianta sia alla bevanda che se ne produce dalle radici. La kava è consumata diffusamente tra le popolazioni della Polinesia (comprese le isole Hawaii), della Melanesia, della Micronesia ed in Australia. Il kava è un arbusto dioico sterile, che si riproduce solo per via vegetativa. Ha foglie larghe cordiformi. Il rizoma è molto sviluppato e ramificato. I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze a forma di spiga.
• Impieghi farmaceutici: La kava ha un effetto sedativo ed è consumata principalmente come rilassante senza effetti sulla lucidità mentale.
• Impieghi magici: E’ considerato un valido stimolante di trance, sdoppiamento e proiezione astrale. Bruciato o sospeso davanti alla casa protegge dai malefici. Un’antica ricetta dell’Asia estremo-orientale la pone in decotto per favorire i sogni profetici. Un tempo usata nei riti magici Hawaiani e Tonga.

Questo Erbario è stato redatto da Luna

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