Consigli agli scrittori – Accordo del participio passato

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La grammatica di Dardano/Trifone afferma che il participio passato si comporta come gli aggettivi in -o e porta l’esempio di lodato, lodata, lodati, lodate. Per quanto riguarda l’accordo fa due distinzioni:

– Se il participio passato è preceduto dall’ausiliare essere, si accorda in genere e numero al nome a cui si riferisce: Tua sorella è venuta a trovarci.

Se i verbi sono però transitivi pronominali o riflessivi apparenti (es. mi vedo un film, mi lavo le mani), il participio potrà accordarsi sia con il soggetto che con il complemento oggetto: i ragazzi si sono lavati le mani; i ragazzi si sono lavate le mani.

– Se il participio passato è preceduto dall’ausiliare avere, di solito resta invariato: ho comprattre libri. Ma se è preceduto dal complemento oggetto, allora il participio passato può accordarsi a questo in genere e numero: I libri che ho comprati. Resta comunque più comune la forma invariata:I libri che ho comprato. È invece obbligatorio concordare il participio passato con il complemento oggetto in genere e numero, se questo è rappresentato da uno dei pronomi lo, la, li, leHo visto tre libri e li ho comprati; Marco ha comprato delle rose e le ha regalate a Maria.

Luca Serianni, in un suo articolo per l’Accademia della Crusca, riassume così le maggiori incertezze riguardo l’accordo del participio passato (gli esempi sono presi direttamente dal sito dell’Accademia della Crusca):

  1. participio passato di un verbo composto accompagnato dal verbo avere: ho scelto le migliori opereho scelte le migliori opere. In questo caso è “nettamente prevalente, e quindi anche preferibile, la prima soluzione”.
  2. participio passato di un verbo composto accompagnato dal verbo avere, ma con oggetto anteposto rappresentato da un pronome relativo o da un pronome personale: ci ha ingannato; ci ha ingannati; la casa che ho comprato; la casa che ho comprata.
  3. participio passato di essere o di un verbo copulativo con il soggetto o con il nome del predicato: il suo discorso è stato/è risultato una sopresa; il suo discorso è stata/è risutalta una sorpresa.
  4. participio passato di un verbo pronominale con il soggetto o con l’oggetto (sia anteposto che posposto): la meta che ci siamo prefissati, la meta che ci siamo prefissata.

Sebbene alcuni degli esempi riportati qui sopra possano sembrare errati, è bene sapere che sono possibili, forse poco usati, ma comunque corretti. Come dice proprio Serianni, sempre nello stesso articolo: “La possibilità di scelta per i punti 2, 3 e 4 è esistita da sempre in italiano e le restrizioni di tanto in tanto indicate da qualche grammatico sono da considerarsi infondate”.

La grammatica consultata risale al 1995, mentre l’articolo di Serianni al 1994. La lingua è in continua evoluzione e oggi si possono preferire alcune forme ad altre, non cambia però il fatto che la lingua italiana prevede tutti i casi sopra citati.

Articolo di Silver

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