Ciribalà, di Mariangela Camocardi – Recensione

Titolo: Ciribalà
Autore: Mariangela Camocardi (con illustrazioni di Chiara Buccio)
Formato: ebook (1,99 euro), cartaceo (17 euro)
Lunghezza stampa: 44 (previste su Amazon), anche se nella sinossi dice 24.
Editore: Delos Digital
Genere: fiaba per bambini illustrata

Trama (da Amazon): FIABA ILLUSTRATA (24 pagine) – NARRATIVA – Mariangela Camocardi firma la sua prima fiaba per bambini. Ciribalà è una storia con un’ambientazione contemporanea, ma con tutti gli elementi delle favole classiche. Gelsomina, la protagonista, s’imbatte nei simpaticissimi alieni color melanzana, i Noisiamoqui, che guideranno i piccoli lettori in un’avventura che fa divertire ma anche riflettere. Illustrazioni di Chiara Buccio

Succedono cose fantastiche a questo mondo. Esiste per esempio un luogo dove tutto è assolutamente magico, anche i suoi abitanti, chiamato Ciribalà. Pochi fortunati hanno potuto dare una sbirciata oltre il “Boscochenonsivede,” e quelli che ci sono riusciti sostengono di aver visto fate, gnomi, folletti, streghe e… e perfino i “Noisiamoqui”! Chi sono mai costoro, vi chiederete? Se volete conoscerli, dovete addentrarvi in questa avventura che coinvolge la tenera Gelsomina, scoprendo che nel Regno di Fiaba, oltre ai Fatati, ci sono anche degli strani esseri arrivati da una lontanissima Galassia situata ai confini della Via Lattea, tra cui “Mannaggia”, che, scommetto, vi faranno ridere di gusto con il loro buffo linguaggio da extraterresti. La prima fiaba di Mariangela Camocardi, la “regina” italiana del romance, con le illustrazioni di Chiara Buccio.

Recensione:

Partendo dal presupposto che, per quanto ci si possa impegnare, una recensione non potrà mai essere del tutto oggettiva, devo dire in tutta franchezza che questo libro non mi è piaciuto per niente. Le illustrazioni sono molto belle e mi hanno attirata, tanto che l’ho acquistato spinta principalmente dai disegni e dalla bella presentazione fatta dall’autrice. A conti fatti, però, mi sono dovuta “costringere” a proseguire la lettura e ammetto di averlo fatto solo perché mi sembrava giusto recensire questo lavoro, anche in riferimento al fatto che abbiamo da poco aperto una rubrica dedicata ai libri per bambini e ragazzi. Trovo poco corretto nei confronti del lettore recensire solo i romanzi che abbiamo valutato positivamente, quindi eccomi qua a darvi il mio parere.

Il libro non inizia neanche tanto male. Ok, non vi sono dialoghi nella prima parte, ma pare la classica fiaba per bambini (anche abbastanza ben scritta). Poi, improvvisamente, l’autrice perde di vista la protagonista e parte una digressione lunga ben 11 pagine (escluse le illustrazioni, che non ho contato) piena di infodump pesantissimi (pagine che diventano in totale 17 prima di tornare alla protagonista). Ora mi chiedo: ma la casa editrice che ha scelto di pubblicare il testo ha mai letto libri per bambini? L’editing è stato fatto? Secondo me no, e non solo perché tutte quelle pagine di digressione e digressione nella digressione sono pesantissime. I problemi del testo sono tanti: nomi buttati lì uno dopo l’altro, in sequenza, che creano confusione; verbi che passano dal trapassato al passato prossimo e poi al presente (un breve esempio: “– Ehi, i bambini parlano come noi extraterrestri! – dice, dando un’occhiata. Mannaggia è un Noisiamoqui che passava in quel momento di lì.”), punteggiatura spesso ballerina (Esempio: “Peonia era certa che nella bimba c’erano bontà e innocenza, e siccome era una donna che ascoltava il suo cuore e che l’amava, decise di lasciare le cose come stavano”. La virgola per aprire l’inciso dovrebbe andare DOPO la “e”), errori gravi nei verbi (Esempio: “Gelsomina non abita a Ciribalà ma desidera tanto che qualcuno le dicesse che può trasferirsi lì”). Questo in un libro che dovrebbe essere letto dai bambini. E non sto qui a sindacare sui contenuti che, anche se non originalissimi, ai bimbi potrebbero interessare.

Vi lascio una citazione dal romanzo per farvi capire cosa intendo per confusione data dai nomi e confusione nei tempi verbali:

I piccoli extraterrestri erano riusciti a fuggire, per fortuna, e benché il disco fosse in avaria era atterrato pian piano in uno spiazzo erboso di bosco Chenonsivede. I Fatati si erano precipitati in aiuto, accogliendoli nel Regno e mascherandoli così bene che le spie di Quellochesinasconde mica li avevano riconosciuti. Il disco, troppo danneggiato per poter ripartire, era stato trascinato dai robusti esemplari del clan delle Tartarughe in una grotta negli abissi di lago Chenonesiste, ed era al sicuro anche il carico rimasto a bordo. A questo punto va detto che essendo spaesati come tutti gli extracomunitari, i piccoli alieni all’inizio pensavano di sostare sulla Terra finché non fosse giunta una Cosmoambulanza da Orus per ricondurli indietro. Ma il tempo trascorreva senza neanche un WOW, il segnale di provenienza aliena, e la nostalgia si era impadronita di loro facendoli sospirare sotto il cielo. Ogni notte, con la luna o no, guardano all’insù pronti a fare l’UFO–stop e chiedere un passaggio verso Orus. Diamine, Sclerc afferma che gli umani avvistano continuamente UFO e a loro non succede mai? Una vera disdetta, sprovvisti come sono di mezzi adatti a viaggiare nell’infinito. Con molta generosità le Streghe hanno offerto le scope su cui scorrazzano sopra i tetti, e benché dotate di motori moderni per raggiungere Orus occorre altro che scope magiche! Il volo è lungo e rischioso, tra satelliti, asteroidi vaganti e le vedette di Quellochesinasconde, che cerca ancora i rottami del disco volante senza sospettare che l’equipaggio è a Ciribalà. Ovviamente gli interessano poco i nanerottoli color melanzana: vuole la formidabile Karamite, un materiale che esiste solo su Orus. La Karamite è una sostanza che si riproduce, quindi è preziosissima perché inesauribile. Conoscendo il codice per programmarla si può farne polvere finissima, procedimento tra i più semplici per i piccoli alieni, e chi se la sparge addosso come il talco diviene invisibile. È anche curativa: fa cicatrizzare ogni ferita e guarisce rapidamente il raffreddore. Una scheggia di Karamite può tenere in funzione le apparecchiature dell’intero Universo per secoli. È prodigiosa e pur di metterci le grinfie sopra Quellochesinasconde è disposto a fare qualsiasi cosa: gli 007 di Ciribalà, con un travestimento, si sono infiltrati a Rupe Maledetta per spiare il perfido alieno, riferendo poi ai Fatati che continua a cercare la Karamite. A quale scopo? Ma per rendersi invisibile quando vuole, il che gli permetterebbe di sentire non visto tutto ciò che viene detto ovunque. Chissà che sorprendenti segreti scoprirà origliando! La Karamite gli fornirà soprattutto l’energia per tenere sempre accesi i suoi milioni di computer. Più funzionano, più lui si sente forte e invincibile. I Noisiamoqui sono comunque tranquilli perché la Karamite è nascosta nel Lagochenonesiste ed è sorvegliata da Tartarughe e Lucci. Intanto i piccoli alieni elaborano un sistema per inviare SOS alla base spaziale di Orus, dove aspettano il loro ritorno.

Vi sfido a leggerlo tutto senza tornare più volte indietro per capire. Immaginate se dovesse leggerlo un bambino.

Poi, superato il pezzo con le digressioni, un tantinello migliora (almeno perché ci sono dei dialoghi diretti, finalmente). Il testo però appare comunque poco curato: qualche errore nei pdv o logistico (Gelsomina non sa cosa sono i cellulari e la televisione, perché viveva nel bosco, ma sa comunque cosa sono i robot tanto da indurre il cattivo a trasformarsi in un automa), ma queste sono piccolezze rispetto al resto. Alla fine, do  4/5 alle illustrazioni, molto carine davvero e adatte a un libro per bambini, ma un 2 stentato alla storia. Un bambino si annoierebbe subito a leggere un libro scritto così.

Voto:2barche

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Recensione a cura di Luna.

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