Cuori di ghiaccio – Racconto vincitore del lab. di maggio 2016

Sono trentatré minuti che è in bagno, neanche dovessimo andare chissà dove!
“Lisa, datti una mossa. È tardi!”
“Un attimo, non t’arrabbiare, tanto lo so che non hai voglia di venire”.
È vero, non ho proprio voglia di andare a vedere quello stupido film. Detesto le pellicole apocalittiche o post-apocalittiche, con almeno una decina di grattacieli che esplodono – o implodono o si disintegrano – e un centinaio di macchine che volano tra le fiamme, con incluso belloccio muscoloso che salva il mondo. Ma lei le adora, quindi si va. Io sono da cinema d’essai: introspettivo, ermetico, magari con un umorismo sottile per pochi eletti.
Per questo film, poi, sono tutti in fibrillazione. Gli appassionati, e non solo, lo attendono da mesi. I produttori hanno messo su una campagna pubblicitaria senza precedenti. Stasera uscirà in simultanea in tutto il pianeta. All’aperto, su maxi schermi sparsi per tutte le città. Chi ha pagato per tutta ‘sta roba dev’essere pazzo o molto furbo. Giusto per aumentare l’attesa, il nome dei protagonisti è top-secret, nessuna indiscrezione neanche per quanto riguarda la trama.
Noi abbiamo scelto di andare in Città Alta, la vista su Città Bassa è spettacolare di notte e, se il film m’annoia, andrò a fare un giro sulle mura e guarderò giù.

Nonostante tutto, arriviamo per tempo e riusciamo ad avere dei posti buoni. Lei è felice, io meno, ma tanto passerà.
Appena si fa buio si accende lo schermo e parte la colonna sonora, in sordina prima, poi sempre più forte. Una voce maschile comincia a parlare: ha un timbro basso, un po’ roco, che ti entra dentro, ti seduce, ti affascina. Ci propone la storia dell’umanità dalle sue origini.
“Oh, no, peggio di quanto pensassi! Mi sa che un giro sulle mura me lo faccio davvero, magari con una birretta fresca”.
In realtà non riesco a distogliere l’attenzione e lo sguardo dallo schermo.
Non ci viene risparmiato niente. Tutte le guerre che abbiamo combattuto, i disastri che abbiamo combinato nei secoli ci vengono sciorinati da questa voce narrante inquietante. Le immagini, poi, non so come spiegare… non sono i soliti filmati con ricostruzioni storiche. No, sembrano veri: le persone e le situazioni appaiono reali. Come se qualcuno, nel tempo, avesse ripreso tutto con una telecamera e adesso ce lo stesse riproponendo.
“L’uomo ha dimostrato di non avere imparato nulla dalla storia, ora più che mai. Ancora adesso metà del mondo spara all’altra metà, metà del mondo mangia il cibo dell’altra metà e non avete intenzione di cambiare rotta. Vivete tutti quanti come se non ci fosse un domani. Ebbene, non l’avrete più un domani. Avete trasformato il vostro cuore in un pezzo di ghiaccio. Entro ventiquattro ore anche il vostro corpo diventerà un pezzo di ghiaccio, non basterà il sole a riscaldarvi. L’umanità finisce qua”.
Dopo queste parole, tutto cessa. Silenzio, nessun applauso, nessun commento. In altri momenti avrei detto che era tutta retorica da quattro soldi, ma non ora. Adesso voglio solo andare via.
Mentre tutti si avviano alle macchine, si alza un vento fresco, un leggero brivido mi solletica la pelle.
Arriviamo a casa in silenzio, ho solo voglia di andarmene a letto, sento freddo e mi tiro su la coperta fin sotto al naso.
“Guarda l’autosuggestione che scherzi mi fa”. La notte dormo poco e male. Alle prime luci dell’alba mi sveglio, ho sempre più freddo. Guardo Lisa: è pallida, cadaverica. Sente freddo anche lei, mi confessa.
Usciamo di casa sperando che il sole ci riscaldi un po’, ma non è così. Vedo i miei vicini con giacche e maglioni, come fosse dicembre anziché luglio. Guardo la mia mano esangue. Una nuvola di fiato condensato esce dalla mia bocca, non riesco quasi a camminare, non riesco a parlare, mi sento di ghiac…


Il racconto che avete letto è opera di Terra ed è risultato il vincitore del Lab. di maggio 2016.

La traccia del Laboratorio di scrittura era stata scelta da Ariendil (vincitrice dello scorso Lab) ed era la seguente: -24 ore alla fine del mondo.

Il massimo dei caratteri consentito era di 3500, spazi inclusi, con 200 di tolleranza.

Pensi di riuscire a fare meglio?

Allora iscriviti e partecipa al prossimo Laboratorio di scrittura!

Tutti i racconti di È scrivere – Community per scrittori vengono editati prima di essere inseriti sul blog.
Link all’editing:
Editing

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