Intervista a Ivo Gazzarrini

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Ivo Gazzarrini, autore che io e Luna abbiamo conosciuto grazie al suo Delirium (recensione QUI), romanzo horror pubblicato con Dunwich Edizioni.

Delirium, Ivo Gazzarrini, Dunwich Edizioni, su escrivere.com

Partiamo con le domande!

  1. Quando hai scoperto la passione per la scrittura?

Tardi, credo. Avevo circa ventidue anni. Prima di allora non amavo nemmeno leggere.  Il mio primo libro per intero l’ho letto mentre studiavo per dare l’esame di maturità. Era Il ritratto di Dorian Gray. Quando lo terminai mi detti dello stupido: “ma che cazzo mi sono perso fino a ora!” Decisi così che dovevo rimediare. Biblioteche, librerie ma soprattutto bancarelle dell’usato. I libri sono una cosa meravigliosa, sono realtà racchiuse in rettangoli di cellulosa e quando li apri e ti immergi nella lettura entri in un mondo fantastico. Ti appassioni, ti spaventi, piangi, ridi, t’incazzi… ecco! Anche io volevo far provare quei sentimenti che sperimentavo leggendo un libro. Così ho cominciato a scrivere e ho scoperto che mi piaceva. La passione per la scrittura è una conseguenza della lettura.

  1. Delirium è un horror psicologico molto ben studiato. È questo il genere che prediligi sIvo Gazzarrini, intervista su escrivere.comcrivere o hai scritto anche altro?

La mente umana mi ha sempre affascinato. L’orrore primordiale proviene da lì, dai molteplici e infiniti cunicoli che si diramano da ogni cellula cerebrale impazzita. Rimango sbalordito e impaurito dalle azioni che le persone arrivano a compiere quando scatta qualcosa nelle loro teste.  In Delirium c’è questo ma anche tanto altro. Ci sono echi di film che ho amato (e amo tuttora) e da ex collezionista di film splatter/gore c’è anche tanto sangue. Prediligo questo genere ma ho scritto anche altra roba più arruffona, meno impegnata.

  1. Per il cinema hai scritto le sceneggiature dei film Bad Brains, Nympha e Colour from the Dark tutti per la regia di Ivan Zuccon. Scrivi ancora sceneggiature?

Non ho mai smesso di scrivere sceneggiature. Anche quando scrivo narrativa la mia prima stesura è sempre sotto forma (più o meno) di script. Mi diverte scrivere per immagini e non amo le digressioni. Ne ho qualcuna in sospeso ma ultimamente mi sto concentrando sulla prosa.

  1. Hai mai parlato con Ivan Zuccon riguardo una possibile trasposizione in film del tuo Delirium?
Esistenze, Ivo Gazzarrini, su escrivere.com
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Delirium è nato da una sceneggiatura e mi fu commissionata proprio da Ivan Zuccon. Dopo Nympha, se non erro, mi parlò di questa idea di girare un road movie, mi dette alcune indicazioni e disse: “Guardati Mulholland Drive, Strade perdute, insomma guardati Lynch!” e così feci ma non solo. Per l’occasione rispolverai anche Dal Tramonto all’Alba e Non aprite quella porta. Poi Zuccon si dedicò ad altri progetti ma una possibile trasposizione in film non è da escludere.

  1. Hai pubblicato sia in self che con una casa editrice. Quale delle due opzioni preferisci e perché?

Se devo fare unascelta, a oggi, preferisco pubblicare con una casa editrice. Con il self ti devi arrangiare da solo per l’editing, la cover, l’impaginazione, la promozione.  Con una casa editrice no. Sarà che con la Dunwich mi sono trovato davvero bene! Comunque continuerò a usare tutti e due i canali in quanto le due opzioni, per un autore, si completano.

  1. Quali progetti hai attualmente in corso? Raccontaci tutto!

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Ne ho diversi, sono lento a scrivere e accumulo idee e soggetti. Sto lavorando a un romanzo horror con i miei cari zombie (li adoro!), tutto ambientato in Toscana. Ho scritto il primo episodio. Ho in progetto una storia distopica sulla realtà virtuale. Un mio racconto è in procinto di uscire in un’ antologia a tema sui mass-media dal titolo Suicidio di Mass e altri racconti, edita da Ferrara Edizioni. Un altro racconto uscirà in una raccolta dal titolo Strisciano sull’asfalto, antologia molto particolare in quanto ogni storia è ambientata nella città di Never City, una Las Vegas della follia partorita dalla mente vulcanica di Stefano Rossi.  Sto lavorando su alcune sceneggiature. E poi scrivo anche sotto pseudonimo e ho in mente qualcosa anche per il mio alter ego. Ma questa è un’altra storia.

  1. Tre cose che consiglieresti agli aspiranti scrittori.

Io che do consigli è forte, proprio io che li cerco a destra e a manca! Comunque mi fa sentire bene, quindi ci provo… Primo: leggere qualsiasi genere letterario, se possibile. Secondo: leggere On Writing di Stephen King. Terzo: scrivere ogni giorno, anche solo un’ora o mille parole ma ogni giorno.

  1. Consigliaci un libro! (Il tuo non vale!)

Ne consiglio due perché uno credo sia fuori catalogo da tempo ma è il mio preferito in assoluto e voglio nominarlo :-)!  È  Notte senza fine di Richard Laymon.  L’altro è William killed the radio Star di Pietro Gandolfi, uno dei migliori horror (italiani e non) che ho letto negli ultimi dieci anni.

Grazie, Ivo, per questa bella intervista!

Grazie a te. È stato un piacere!

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