Vincolo di sangue, di Alessia Coppola – Recensione

 

617viovhltL._SX373_BO1,204,203,200_Titolo: Vincolo di sangue
Autore: Alessia Coppola
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: Paranormal romance
Pagine: 106 (previsto)
Prezzo: Ebook €0.99

Trama (dal sito dell’editore): Una mantella rossa si aggira per gli oscuri meandri della Foresta di Steamwood. Rossa come il sangue versato in una battaglia tra il Clan dei Lupi e i Cacciatori. Cappuccetto Rosso è cresciuta ed è divenuta una combattente, erede di una stirpe di cacciatori e portatrice di un segreto.
Tra lotte, inganni, sortilegi, scelte difficili e infine amore, Beatrix compirà il suo destino e quello dei lupi, designando una nuova era.

ONCE UPON A STEAM

Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi – e scontrandosi – sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.

Recensione:
“Vincolo di sangue”, di Alessia Coppola, è una rivisitazione della fiaba di Cappuccetto rosso in chiave steampunk. O almeno sarebbe dovuta esserlo. La saga di cui fa parte, Once upon a steam di Dunwich Edizioni, si basa infatti sull’idea di rielaborare le fiabe della nostra infanzia in un contesto nuovo e, se mi passate il termine, moderno. Tuttavia in questo quarto libro lo steampunk divide il palcoscenico con sfondi dal sapore gotico. Il risultato è d’impatto: un mondo quasi tangibile nella sua oscurità, immagini vivide, fumi e profumi di una realtà che balza fuori dalle pagine.
In questa realtà si muove Beatrix, la nostra Cappuccetto-cacciatrice, affiancata dai compagni umani e guidata dalla nonna nella lunga lotta contro i lupi mannari. Ma le basta avere un contatto più profondo con uno dei licantropi per sentire dentro di sé il richiamo del vincolo di sangue e scatenare una sete di sapere che la porterà a cercare le risposte che qualcuno le tace da una vita. Sono verità sulla natura di Cappuccetto, sui cacciatori e sulla nonna, ma anche verità che riguardano il mondo di Steamwood che, libro dopo libro, si svela sempre più.
La prosa è ricca, forse anche fin troppo farcita di dettagli, ma si sposa bene con il ritmo in crescendo del racconto.
Se da una parte ambientazione e scrittura sono gli aspetti migliori, dall’altra la trama delude in originalità: l’idea dei lupi mannari e di una cappuccetto cacciatrice, per quanto sempre gradita, sa di già visto e già letto e i pochi spunti innovativi non bastano a togliere prevedibilità alla storia.
È il motivo principale per cui tolgo una stella a un racconto che comunque riesce ad affascinare.

 

Voto:35Stellina-nuova1timbro1

 

La recensione che avete letto è opera di Ariendil.

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