Cthulhu: chi era costui?, di Yuri Abietti – Recensione

CthulhuTitolo: Cthulhu: chi era costui?: Viaggio alle origini di un mito pop moderno
Autore: Yuri Abietti
Editore: Oniria Edizioni
Formato: ebook
Pagine: 40 (previsto)
Prezzo: 0,99 euro ebook (gratis per gli iscritti a Kindle Unlimited).

Trama (da Amazon): Cthulhu va di moda: è una delle più famose creazioni dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft. Compare su t-shirt, in “motivational” su Facebook, in film, telefilm e cartoni animati; è il protagonista di giochi di ruolo, videogame, giochi di carte e da tavolo e possiamo acquistare peluche e giocattoli con le sue sembianze… Ma siamo sicuri di conoscerlo? Cosa ci raccontano i testi dei racconti originali del Solitario di Providence sulla sua identità e sul suo ruolo? Scopriamolo insieme in questo ebook: il tentativo di ripercorrere una strada ricca di manipolazioni, cambiamenti e semplificazioni operate nel corso degli ultimi ottant’anni.

Recensione: Breve saggio che da appassionata di Lovecraft non potevo perdermi. Devo dire che Yuri ha fatto un lavoro accurato, ben contestualizzato e sintetico. Non si perde certo in divagazioni, ma questo non va affatto a suo sfavore. Va dritto al punto e analizza con una certa metodicità gli elementi in suo possesso. Riprende i racconti originali, analizza la storia di Lovecraft e le successive manipolazioni che sono state fatte della sua figura dopo la morte. Il tutto condito da una certa ironia e da belle citazioni.
A questo punto si aprono due discorsi che rappresentano degli spunti interessanti per parlare anche di altro. Il primo discorso riguarda l’analisi sola ed esclusiva della figura di Cthulhu. Yuri fa giustamente notare un po’ di cose che non quadrano, che non rispecchiano l’idea di Cthulhu che fa parte dell’immaginario collettivo. Non entro nel merito però perché, se volete conoscere questi elementi, vi conviene comprare il saggio. Ma questo a mio parere può rappresentare una visione parziale. Perché è vero che Yuri tira in ballo anche la cosmogonia dell’universo di Lovecraft, ma l’analizza sempre in funzione del ciclo di Cthulhu, non tenendo a mio parere conto di un altro ciclo, che è quello dei sogni (dal carattere più prettamente onirico e quindi, come tale, più riconducibile al simbolismo esoterico che è poi stato attribuito dai posteri all’autore). L’altro discorso è che, a mio parere, la visione di Yuri sulla figura di Lovecraft è sì accurata e sì oggettiva, ma da un certo punto di vista potrebbe sembrare anche parziale e inficiata dall’ateismo dello stesso Yuri. Mi spiego meglio. Di saggi su Lovecraft ne ho letti tanti, primo fra tutti quello scritto da Sebastiano Fusco (noto studioso di esoterismo e di Lovecraft). Lì dove Yuri ha visto dei semplici spunti narrativi, Fusco ha visto un certo simbolismo. E’ vero che Lovecraft era a suo dire ateo, ma questo simbolismo magari deriva da un retaggio dovuto a letture/conoscenze precedenti (c’è chi crede che un suo nonno fosse a capo di una loggia massonica, però qui si cade nella leggenda). Quindi affermare con certezza che quel simbolismo non è presente, sia esso conscio o inconscio, nelle opere di Lovecraft a me sembra un po’ azzardato. Non è detto che Lovecraft ci credesse, ma è quantomeno in dubbio che in alcune sue opere vi siano effettivamente dei riferimenti a trattati esoterici precedenti ai suoi scritti (come quelli di Agrippa). Quindi, in conclusione: ci sono cose che solo lo stesso Lovecraft potrebbe smentire o confermare, però il saggio di Yuri è molto interessante e offre un punto di vista differente e più disincantato sui suoi racconti. Un saggio che consiglio di leggere (al pari di quello di Fusco) per farsi una propria idea personale e avere una visione d’insieme che prenda in considerazione entrambe le campane.

Voto: 4Stellina-nuova11timbro1

La recensione che avete letto è opera di Luna.

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