Intervista ad Alda Teodorani!

12080881_768304059982617_317582079_nQualche giorno fa Roberto ha intervistato per noi la Regina dell’horror Alda Teodorani (questo il link al suo sito internet), autrice che ha spaziato fra l’horror, il giallo e l’erotico, ha scritto sceneggiature di fumetti, ha pubblicato racconti in antologie, quotidiani e riviste e insegna alla Scuola Internazionale di Comics di Roma.

Ecco a voi le domande poste da Roberto e le risposte di Alda:

1) Chi è Alda Teodorani?

Sono una persona qualunque che ama leggere: la scrittura è venuta di conseguenza ed è diventata il mio mondo. Per questo alla frase “faccio la scrittrice” preferisco la più calzante e vera “sono una scrittrice”.

Le definizioni regina dell’horror, dark lady della letteratura italiana eccetera non le rifiuto ma non rispecchiano totalmente la mia essenza… tuttavia non smettete di chiamarmi così! 😉

2) Parlaci del tuo esordio nel 1990: stati d’animo, speranze e fantasie di quella che sarebbe diventata l’autrice di culto dell’horror/noir femminile made in Italy.

Nel 1990 all’epoca in cui iniziai a collaborare con Splatter, conoscendo così tante persone alle quali sono legata ancora oggi, e quasi in contemporanea fondai con Lucarelli, Machiavelli e Fois il gruppo 13, avevo tante cose da dire e da scrivere. Fu proprio nell’ambito del gruppo 13 che conobbi Luigi Bernardi, mio primo editore, e, grazie alle insistenze di quello che sarebbe diventato il mio compagno di vita per molti anni, gli proposi il mio primo libro, Giù, nel delirio.

Avevo da poco esordito con un racconto nell’antologia Nero italiano 27 racconti metropolitani (Mondadori): Luigi mi portò in taxi fino alla legatoria e mi consegnò la prima copia stampata del libro, quella che ancora conservo. Ero esaltata, sia per la soddisfazione che per aver potuto scrivere roba tanto violenta e avere comunque trovato un editore!

3) Ci fai una panoramica dei tuoi scritti?

I miei libri pubblicati sono 30 (ho scritto anche saggi sotto pseudonimo) una cinquantina le antologie, ognuno di loro segna un periodo importante nella mia vita, un tentativo di mettermi in gioco e raccontare qualcosa di diverso, una sperimentazione. Con Giù, nel delirio e Le radici del male ho esplorato la violenza: c’è chi la pratica con gusto (come il sicario McEwan), chi è costretto ad assistervi (come Grazia Greuter, la pittrice che ritrae gli incubi per esorcizzarli), oppure ne è affascinato (come Antonio Giordani, il fotografo che si eccita nel vederli).

Ho scritto Labbra di sangue per esplorare la mente di un serial killer in quel mondo parallelo che è la scrittura: si procede in una specie di flusso che non si sa da dove arriva davvero, io credo che sia una specie di luogo collettivo, forse quello che King definisce “il laghetto dove tutti andiamo a pescare.” Non è raro infatti sentire gli scrittori affermare che i loro personaggi sono autonomi e una volta forniti di un avvio (un buon incipit) e di certe caratteristiche, procedono per conto loro. Così lo scrittore entra nel personaggio e lo conosce a fondo.

Organi è la storia di una scrittrice che cerca l’uomo perfetto e per ottenerlo prende da ognuno dei suoi amanti il pezzo anatomico migliore. È un divertito omaggio a Mary Shelley una sorta di moderno Frankenstein.

Belve è un affresco, un romanzo corale horror -fantascientifico, un post atomico in cui umani, felini-alieni e vampiri si contendono il dominio di una delle poche zone superstiti dopo la catastrofe, una città del cinema dominata da attori e registi, una Cinecittà fantastica. Chi sono le vere belve?

Incubi è un delirio: la protagonista vede tutto distorto dalla sua follia.

Sacramenti del male è una raccolta che contiene la ristampa di Le radici del male e il romanzo inedito Sacramenti che trae spunto dai sacramenti religiosi. È una vicenda di amore e morte ma tratta anche dell’importanza di tramandare la scrittura in ogni sua possibile forma.

Dopo Sacramenti ho scritto un thriller argentiano che per alterne vicende è ancora inedito e un libro sulla memoria e sull’identità che il passato ci consegna e che uscirà con Stampa Alternativa all’inizio del prossimo anno, oltre a moltissimi racconti. Sto lavorando a due nuovi progetti, e sono in uscita due raccolte di racconti e un libro di poesie per DeComporre Edizioni.

4) Indiscrezioni, curiosità e affini: segui qualche rituale in particolare durante la stesura di un testo? Hai bisogno di ricreare una determinata atmosfera o uno stato d’animo?

Devo dire che in ogni mio scritto c’è stata anche una forma diversa di scrittura. All’inizio abitavo a Massa Lombarda e scrivevo con una Olivetti elettrica vicino a una finestra; ogni tanto mi fermavo e guardavo la gente che passava per prendere spunto per i miei personaggi. Mi sentivo fuori posto, incompresa.

In seguito, quando gli editori hanno iniziato a richiedere il file, abitavo già a Roma e scrivevo con un Macintosh: c’era piuttosto rumore nella casa, quindi tenevo sempre la musica accesa tutti i tipi di musica.

Quando smisi di fumare uin seguito a problemi di cuore, sostituii le sigarette con un sacco di snack: caramelle, frutta secca eccetera.

Poi con il mio gatto ho traslocato in campagna. Per un bel po’ siamo stati solo io e lui, aveva dei gusti assai raffinati in fatto di musica (amava solo Chopin e le musiche per pianoforte) e siccome la casa era piccola tenevo il volume al minimo o non ascoltavo nulla, per non infastidirlo, e allora lui si stendeva accanto a me e mi guardava scrivere. Ero felice e mi spiace solo di non avere dato più spazio e tempo a quel nostro rituale negli ultimi anni della sua vita.

Ora sono sola, ho traslocato da poco, sto cercando di ristrutturare il mio tempo e i modi della mia scrittura, non è sempre facile: mi manca quella presenza sorniona e complice che mi ha accompagnata per 15 anni.

5) Oltre a scrivere e all’attività di traduzione, sei stata anche sceneggiatrice di fumetti. Che ci racconti su questa esperienza? Insegni scrittura creativa alla Scuola Nazionale di Comics a Roma. Come si svolgono i tuoi corsi? E ancora: come va secondo te la situazione “esordienti” in Italia?

Tra i primi riconoscimenti che ho avuto dal mondo dell’editoria c’è stato il fumetto: ho pubblicato i miei primi fumetti con Splatter e Mostri: avevo inviato i miei racconti alla redazione e lì ne rimasero talmente colpiti che mi chiamarono per collaborare con loro.

Da allora in poi ho sempre lavorato nell’ambiente dei fumetti ma spesso a un livello diverso dalla sceneggiatura. Lavoro alla Scuola Internazionale di Comics da molti anni dove sono la responsabile delle relazioni esterne. Ho scritto nel tempo diversi soggetti, sono stata chiamata per l’introduzione a L’Insonne, ho pubblicato con Liuba Stjepcevic un fumetto tratto dal mio racconto Piazza Colonna ore 12:35 e ho lavorato con molti disegnatori di fumetti che hanno illustrato le mie pubblicazioni, tra gli altri Giampiero Wallnofer con Incubi e Mara Autilio per Sacramenti; ho realizzato sempre con Giampiero Wallnofer, Sara Pichelli e Lorenzo Pasqua il volume Sesso col coltello (fumetti tratti dai miei racconti); Alda Teodorani presents 15 desideri è stato illustrato da 15 disegnatori italiani, ho una rubrica sui fumetti su Temi. Repubblica.it; due miei lavori sono nelle mani di due disegnatori e chissà, forse prima o poi vedranno la luce. Ma devo dire che il fumetto, per quanto sia importante, per me come autrice resta sempre una forma di sperimentazione ed è in questo senso che ho desiderio di pubblicarlo. Il fumetto seriale non mi interessa particolarmente, poiché toglierebbe spazio alla mia scrittura, o forse sono solo invidiosa, come ci ha tenuto a insinuare un direttore di collana che non cito perché quel tristissimo figuro (per definirlo in termini fumettistici) ne ha fin troppa e, cafone come è, molta di più di quella che merita.

Sono grata invece al mio Boss, Dino Caterini, col quale collaboro da tanti anni e che mi ha dato modo di aprire un mio personale corso di scrittura. Non è così distante dagli altri corsi della Scuola Internazionale di Comics se ci pensate bene. Una buona scrittura e la capacità di costruire storie sono capitali quanto e più, a mio parere, di una buona sceneggiatura. Poi ci sono i corsi di illustrazione, la scrittura è fondamentale per un illustratore che voglia pubblicare libri illustrati. Infine, la cosa più importante: la scrittura per racconti e romanzi, che era il mio primo intento quando ho pensato a questo corso. Diciamo che questo corso fornisce una buona cassetta per gli attrezzi (citando King ) per chi desidera scrivere seriamente. Mi capita spesso di leggere lavori di esordienti che amano scrivere: specie se sono miei lettori ma soprattutto se ne ho il tempo (che vorrei dedicare soprattutto alla mia scrittura) accetto volentieri di leggere qualche racconto quando mi chiedono un parere. Purtroppo ho il difetto di essere sincera, molti non accettano di buon grado un giudizio schietto ed espresso al fine di aiutarli a migliorare i loro scritti.

6) In molti dei tuoi racconti l’horror, lo splatter e il noir si mescolano prepotentemente con l’erotico. Trovi ci sia un nesso che leghi questi generi o qualche motivo in particolare?

Come dicevo prima, mi piace sperimentare, mescolare e sovrapporre i generi, non scrivere mai le stesse cose, perché detesto annoiarmi e annoiare il lettore: la paura, l’inquietudine, il desiderio, sono tutti fondamentali nelle nostre vite, io mi emoziono quando scrivo, provo passione e rabbia insieme ai miei personaggi. Non c’è davvero nulla di più bello.

7) Narrativa e musica, le tue collaborazioni con musicisti. Che ci dici al riguardo?

Sempre nel discorso della contaminazione e dell’intermedialità, rientra anche la mia collaborazione con i musicisti. Ho scritto anche dei testi di canzoni in passato, e non so bene dove sono andati a finire perché non ne ebbi più notizia, ma quel che mi interessava di più era intrecciare la mia voce, la mia narrativa, la mia poesia con la musica.

Il progetto più importante per me come autrice è stato 15 desideri, un libro pubblicato inizialmente da Flaccovio con musiche di Mirko Fabbreschi e le illustrazioni di Manzieri è poi diventato un’importante coproduzione DIY che ha visto tante etichette indipendenti contribuire alla realizzazione di un prodotto che è costato molto, con 15 musicisti e gruppi, 15 disegnatori, due grafici di cui uno professionista che peraltro è stato il primo lettore a scrivermi una lettera, nel 91, insomma un sacco di gente ha lavorato a questo prodotto, per il quale rimando alla pagina facebook.1505041_627792910611545_1543844831_n

L’isola è il CD delle Forbici di Manitù ispirato al mio omonimo racconto. Il libretto racchiuso nella confezione contiene appunto il racconto e le illustrazioni di Emanuela Biancuzzi. Il CD mi ha fatta conoscere nell’ambito musicale, abbiamo avuto una grande accoglienza. Ho lavorato con questo gruppo davvero importante e stimato, abbiamo fatto una memorabile performance con Manitù e Daniele Carretti, è stato un prodotto molto curato e pensato, che conteneva anche mie letture di alcuni passi del racconto – artefice di tutto ciò il poliedrico mail-artist (e molto altro) Vittore Baroni.

Ho collaborato con diversi musicisti per realizzare audioracconti: al momento i diritti sono scaduti e sul mercato non è rimasto un granché degli mp3 che erano stati messi in vendita (da Kipple, per esempio), di sicuro si può trovare l’audioracconto Un altro giorno (Samanta) che è stato pubblicato da LA Case.

Un_altro_giorno_COVERÈ importante dire che 15 desideri mi ha fatta invitare all’università di Wurzburg in Germania, dove ho tenuto una conferenza e un incontro pubblico: è stato presentato uno studio su questo mio lavoro nell’ambito del congresso europeo sulla poesia postmoderna ed è presente nel saggio di Stefanie Rubenis Quindici desideri von Alda Teodorani in Postmoderne Lyrik. Ci sarebbe molto altro da dire ma per un’informazione più accurata vi rimando al mio blog aldateodorani.blogspot.it

8) Progetti per il 2016 e oltre?

Per quanto riguarda il prossimo anno, ci sono in programma diverse uscite, continuerò a seguire e incoraggiare le attività letterarie e discografiche con la mia etichetta CatRecords, sto rielaborando e correggendo un pamphlet senza molte speranze di uscita da qualche parte, Uomini senza e sempre per non essere pubblicata sto elaborando un progetto animalista e un altro libro assai sconclusionato che per ora è poco più di un’idea!

9) E un saluto alla Community È Scrivere?

Per È scrivere un grande abbraccio collettivo e un incitamento: la cosa più importante nella scrittura è non arrendersi mai! Meno internet e più idee 😉 ciao a tutti!

Noi ringraziamo di cuore Alda per aver risposto a tutte le nostre domande e le auguriamo tante idee per il suo futuro!

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L’intervista che avete letto è opera di Roberto.


 

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