Tempus Est Gladium Condere (Infernal Beast vol. 5), di Alessandro M. Colombo – Recensione

Titolo: Tempus Est Gladium Condere (Infernal Beast vol. 5)
Autore: Alessandro M. Colombo
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 139
Prezzo: 0,99 (ebook)

Trama (dal sito dell’editore):
Sono trascorsi circa vent’anni da quando uno sciame meteorico ha investito la Terra, provocando la distruzione della civiltà e lasciando in cambio un’entità aliena che ha trasformato in bizzarri mutanti parte delle creature sopravvissute. Tra lotte nell’arena e la difficile convivenza con gli Umani, un Gladiatore cerca una via di fuga che non sia quella facile offerta dalla Droga e che gli consenta di mantenere accesa l’ultima fiammella di speranza nel futuro della Terra.

Recensione:
Con Tempus Est Gladium Condere, Alessandro Colombo ci accompagna alla fine della saga Infernal Beast. Cinque differenti autori ci hanno mostrato il volto di un nuovo mondo, contaminato da una pioggia di meteoriti e popolato da una razza mutante, prossima evoluzione dell’uomo.
È in uno sfondo violento, a volte marcatamente post-apocalittico, che si decide il futuro della razza umana: da una parte gli uomini comuni, incastrati nella loro illusione di immutabilità, dall’altra i mutanti, che lottano per la sopravvivenza.
Se state pensando a una brutta copia degli X-men siete fuori strada. Qui le mutazioni non fanno acquisire poteri speciali, non consentono di leggere nella mente né danno il controllo sul tempo atmosferico, non fanno partire raggi laser dagli occhi e non rendono calamite viventi. Come suggerisce il titolo della saga, i meteoriti trasformano in bestie. O meglio, in ibridi uomini-bestie. Chi cade vittima delle radiazioni finisce inevitabilmente per essere rifiutato dalla società alla quale apparteneva e si ritrova costretto a combattere nelle arene come novello Gladiatore per il divertimento dei cosiddetti normali.
Il circo dell’arena è il protagonista assoluto di queste cinque storie, ognuna delle quali getta uno sguardo diverso sull’essere mutante e sul conflittuale rapporto con gli umani.
Tempus Est Gladium Condere svela la vita desolata dei Gladiatori, ciascuno dei quali è unico nella sua mutazione, e pertanto solo. E rivela anche come chi viene considerato inumano percorra le nostre stesse vie per uscire dal vuoto della solitudine, umanissimi quanto inutili tentativi per essere in pace con se stesso e col mondo.
Rispetto ai precedenti è forse più brutale, ma anche più intimista, grazie anche a una narrazione in prima persona che aiuta a scendere in profondità nel protagonista. Si finisce per sapere tutto di lui, incluse le debolezze e le paure, si conoscono i suoi pensieri, si vedono i suoi sogni (anzi, incubi). E quando si arriva al cuore della sua disperazione… lui ne esce con una facilità irreale, spezzando l’incanto. Tutto avviene senza eccessivi sforzi: esce da una dipendenza schioccando le dita, scopre l’identità dell’assassino che terrorizza la città vedendolo in sogno, ne conquista in un istante il rispetto e forse anche il cuore. Non è ben chiaro come faccia a fare tutto questo, perché proprio lui sogna l’assassino, perché proprio lui è immune ad alcuni effetti delle droghe e perché proprio lui riesce a rifiutarle mentre il resto dei Gladiatori ne viene soggiogato. Ma d’altronde lui è quello che nell’arena viene posseduto dallo spirito del berserker. Di nuovo, senza un motivo preciso, senza una spiegazione.
Su una strada tanto in discesa si rischia di scivolare. Ed è un peccato.

Voto: 35Stellina-nuova1

timbro1

La recensione che avete letto è opera di Ariendil.

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