Carnival, di Stefano Pastor – Recensione


51tkukwc9cl-_sy346_Titolo
: Carnival

Autore: Stefano Pastor

Editore: autopubblicato

Pagine: 220

Prezzo: 3,49 € (ebook)

 

Trama: Liberamente ispirato a uno dei racconti più belli e meno conosciuti di H.P. Lovecraft (Il modello di Pickman), Carnival è ambientato in una Venezia cupa e decadente. A pochi giorni dall’inizio del Carnevale, si sta celebrando il trionfo di Josef, un pittore che ha finalmente raggiunto il successo, dopo essere stato ignorato per anni a causa delle creature mostruose che popolano i suoi quadri. Un successo dovuto in gran parte alla bellissima Leontine, una delle modelle più richieste del mondo, che ha accettato di posare per lui. Quadri osceni, maledetti, in cui lei si accoppia con quei mostri. Durante l’ultima visita nello studio del pittore, Leontine trova una fotografia che raffigura uno dei mostri dipinti nei quadri. Inizialmente scettica sulla sua autenticità, scopre ben presto che non si tratta di un falso. Qualcosa di spaventoso si nasconde nella laguna, qualcosa di antico, dimenticato. Un segreto protetto per millenni sta per essere svelato, esseri inumani presto cammineranno tra noi. Il Carnevale sarà solo l’inizio di un incubo senza fine. (dal sito dell’autore)

Recensione:

Dopo aver letto e recensito Freaks, sono passata a un altro romanzo di Stefano Pastor: Carnival. Le atmosfere, questa volta, sono del tutto diverse: se Freaks poteva essere catalogato come una fiaba dark, Carnival è un urban fantasy a tinte horror a tutti gli effetti.

Dal punto di vista della trama, devo dire che gli intrecci sono ben costruiti e filano a meraviglia, senza buchi o senza incongruenze. Si ha però l’impressione che a volte l’autore abbia avuto fretta nel far giungere i suoi personaggi alle giuste conclusioni. Soprattutto la protagonista se ne salta spesso fuori con dei ragionamenti a cui una persona normale non arriverebbe così velocemente, tanto che a un certo punto ho pensato che lei avesse un legame con gli antichi, anche senza saperlo. Ma non è così.

I personaggi principali sono ben definiti, quello che mi è piaciuto di più credo sia Josette con il suo cane. Ma in generale ho trovato l’idea dei ghoul, che ghoul non erano, molto intrigante e anche le loro descrizioni.

Molto bella la scena del carnevale e il trucco per smascherare i “mostri”.

Dal punto di vista della forma, devo dire che questa volta lo scritto risulta meno pulito, sono sfuggiti diversi refusi e qualche ripetizione, ma lo stile resta ottimo.

In generale, un modo originale di vedere i licantropi e una nuova prospettiva con cui presentarli.

Voto:

35Stellina-nuova1

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La recensione che avete letto è opera di Silver.

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