I vagoni di Trainville

rp_9788867756889-gioco-d-azzardo.jpgL’anno scorso nasceva Trainville, la saga scritta dal nostro Creep-giurato Alain Voudì a partire da un’idea di Daniela Barisone.
Noi di È scrivere abbiamo recensito i primi volumi (trovate le recensioni QUI e QUI) e seguito con piacere l’evolversi di questo progetto.
Io, personalmente, ne sono rimasta affascinata. L’atmosfera steampunk e i personaggi al di fuori del comune mi hanno catturata sin da subito.
Ammetto che il paragone fra Joanna e Mister Pennyworth di Voudì e Judy e il suo tutore in Papà Gambalunga di Jean Webster è stato immediato ed è uno dei motivi che mi ha fatto amare la serie.
Ci eravamo lasciati nell’ultima recensione con una Joanna ragazzina. Leggendo gli ultimi episodi della prima stagione e poi il primo della seconda, però, mi sono trovata di fronte a una piccola donna.
Le atmosfere sono parecchio cambiate, si sono evolute. Si è passato a temi più adulti e il vagone 47 è diventato pian piano un posto meno accogliente. Ammetto che mi sarebbe piaciuto leggere ancora della Jo bambina ma, come nella vita, i personaggi crescono e non possono rimanere relegati nel loro mondo fatto di giochi spensierati. La vita si presenta in tutta la sua essenza: una vera stronza. E così nella seconda stagione (e già a partire dal finale della prima) io lettrice e la Joanna protagonista ci siamo ritrovate ad affrontare la crudeltà e l’opportunismo dell’uomo, che la fanno sempre da padrone anche in un mondo di finzione.
Gli ultimi due episodi della prima saga si presentano, dunque, crudi, di forte impatto emotivo e non per stomaci delicati. Mentre il primo della seconda stagione è un preludio di quello che accadrà: più calmo e posato, annuncia ai lettori il cambiamento. Dallo steampunk puro si vira verso la spy-story… ma non voglio dirvi di più per non rovinarvi la lettura.
Di una cosa però voglio mettervi al corrente e si tratta di una piccola chicca:
Delos ha deciso di indire un contest letterario per racconti brevi ambientati nell’universo di Trainville, intitolato “I vagoni di Trainville“.
Oltre a realizzare una nuova antologia tematica, che verrà pubblicata sia in cartaceo sia in digitale, i migliori venti racconti (selezionati dallo stesso Alain Voudì) verranno ospitati sulle pagine della rivista Robot.
Il contest partirà il 1° luglio 2015, al termine della pubblicazione di tutti i volumi della seconda stagione di Trainville.
Il regolamento completo dell’iniziativa lo si può trovare qui: http://www.writersmagazine.it/forum/viewforum.php?f=112
Infine, vorrei copiare qui sotto un’immagine che trovo estremamente interessante dal punto di vista narrativo (nel senso che a me personalmente ispira parecchio):
11167979_818378338243816_664257596721305588_nPerché, volendo, i racconti possono essere ambientati anche sulle altre linee ferroviarie diverse dalla Circle.
Non vi stimola la fantasia?

La recensione che avete letto è opera di Luna.

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