La mia favola, di Stefano Pastor – Recensione

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Titolo: La mia favola

Autore: Stefano Pastor

Editore: self

Numero pagine: 268

Prezzo: 3,99 € (ebook): 10,08 € (cartaceo)

Trama (da Amazon): Gatto vive nel mondo dei bambini. Anche se è solo una prigione, la sua vita scorre felice, giocando con i compagni. Sta diventando alto, però, sempre più alto, ed è risaputo che quando si diventa troppo alti arriva l’orco a portarti via. È questo l’ordine naturale delle cose. Gli orchi hanno vinto, hanno imprigionato il popolo dei bambini, li lasciano sopravvivere finché non hanno fame. Allora vengono, ne prendono uno e se lo mangiano. Gatto questo lo sa, anche se inizia ad avere dubbi sulla verità delle leggende che hanno tramandato. Quando arriva il suo turno viene catturato, trascinato nel mondo degli orchi, sottoposto a strane forme di tortura, ma ancora non si rassegna al suo inevitabile destino. Riesce a fuggire e si perde in quel mondo buio, fatto solo di caverne e di strane pareti con le gobbe. Finché non incontra una caverna immensa, che pare non avere fine. Cammina per tantissimo tempo, finché non appare una luce. È lontanissima e scalda, sembra sollevarsi, diventa rotonda. Mostra ciò che lo circonda. Un mondo nuovo, incredibile, mai neppure immaginato. Un mondo pieno di insidie e di meraviglie, dove si nasconde la risposta a ogni sua domanda.

Recensione: Mi sembra doveroso fare una piccola premessa, perché ultimamente sto pubblicando spesso recensioni con un alto numero di stelline e qualcuno potrebbe obiettare che non si tratti di pareri oggettivi. Ebbene, per chi non lo sapesse mi ritrovo per lavoro a dover valutare di continuo manoscritti di autori esordienti e la media di “belle letture” in mezzo al mucchio è piuttosto scarsina. Proprio per questo motivo recentemente sto scegliendo di recensire quasi sempre “a botta sicura”, preferendo opere di autori che già conosco e che so che scrivono bene. Perché la lettura deve essere anche un modo per staccare dalla realtà e non solo un lavoro.

Stefano Pastor è certamente uno di quegli autori “già collaudati” da me, che mi hanno emozionata in passato e che so essere dotati di una buona padronanza di scrittura.
Partendo da questo presupposto, ho iniziato a leggere uno dei suoi ultimi lavori (La mia favola, appunto) e non sono riuscita a staccarmi dal romanzo finché non l’ho terminato. L’ho letto praticamente in una sera sola, divorandolo riga dopo riga. Non ho potuto che assegnargli il massimo perché questo è uno di quei romanzi che ha alle spalle un lavoro immane. Non è facile scrivere questo genere di storie senza cadere nello splatter, senza inserire scene violente e senza far vedere effettivamente i macabri avvenimenti. Eppure Pastor è riuscito non solo a essere delicato nel raccontare gli eventi, non solo a non inserire neanche una scena violenta e splatter, ma a inquietare nonostante tutto il lettore semplicemente accennando alle cose, facendo riferimenti, usando metafore. Ha dimostrato di possedere un’abilità al di fuori del comune, qualcosa che la maggior parte degli autori (anche più affermati) non possiede. Ed è riuscito a fare tutto questo parlando attraverso la voce di un bambino, un bambino che non conosce il mondo (per giunta), che non sa dare un nome alla maggior parte degli oggetti. E che, nonostante questo, risulta talmente realistico, talmente vero, che non si può fare a meno di provare angoscia, pena, dolore, terrore viscerale insieme a lui.
Ora, un lavoro di così alto livello meriterebbe anche un 5+, perché scrivere di bambini attraverso la mente e le azioni dei bambini non è affatto facile. Stessa cosa per quanto riguarda l’horror: scrivere una storia che inquieti e faccia riflettere e che metta i brividi… tutto senza essere particolarmente descrittivi, è ancora più difficile.
Però, e qui a parlare è l’appassionata di storie per l’infanzia che è in me, leggere per 200 e rotti pagine di romanzo la parola “favola” usata al posto di “fiaba” un po’ di prurito me l’ha fatto venire. Perché un autore così bravo non può cadermi su un errore così grossolano.
Conclusione? 5 stelline le do lo stesso, perché il romanzo è troppo bello e se le merita tutte. Ma niente + finale.

Oggi, fra l’altro, è anche la giornata mondiale del libro… Leggere è molto importante perché ci aiuta a crescere come persone, a formare il nostro carattere, a farci delle idee che siano nostre. Per questo, e anche perché ci arricchisce ed è davvero una bella cosa, auguro a tutti i nostri lettori una buona giornata del libro!

Voto:5Stellina-nuova1timbro1

La recensione che avete letto è opera di Luna.

3 thoughts on “La mia favola, di Stefano Pastor – Recensione

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