Le interviste in rivista: Dunwich Edizioni

dunwichIn occasione dell’uscita di Halloween di È magazine abbiamo avuto il piacere di intervistare Mauro Saracino, il direttore editoriale di Dunwich Edizioni. Ora vogliamo riproporvi questa intervista in modo che anche chi non ha avuto il piacere di leggerla sulla rivista possa visionarla qui sul blog.

Ciao, Mauro, grazie per esserti reso disponibile a rispondere alle nostre domande!
Partiamo subito con la prima.

1. Quando e come nasce Dunwich Edizioni?

Nasce a gennaio del 2013. Pensavo già fosse il momento di mettere a frutto l’esperienza maturata nel corso degli anni e solo allora mi sono trovato ad avere intorno i collaboratori giusti. Siamo partiti con l’idea di dare molto spazio al digitale e se da un lato siamo contenti di continuare a spingere in quella direzione, siamo anche stati felici di constatare che il cartaceo è ancora in salute.

2. Dunwich Edizioni pubblica solo testi di alcuni generi di nicchia: horror, weird, steampunk, thriller e mystery. È una scelta coraggiosa visto come va l’editoria ai giorni d’oggi. Da poco avete aggiunto anche il paranormal romance. La vostra prima pubblicazione di questo genere è Keltor, di ennifer Sage, il primo della serie Rosa Gotica. 

Due domande a riguardo:
– come mai la decisione di aggiungere il paranormal romance?
– perché un’autrice straniera? Ci sono molte italiane che scrivono paranormal romance.

Abbiamo pensato di promuovere ogni materia oscura e sovrannaturale. Per quanto tendente al rosa, la narrativa paranormal romance ha molti elementi gotici e abbiamo ritenuto fosse interessante esplorare anche quel lato.
L’incontro con Jennifer Sage è stato casuale. Ha parlato su un social network con un membro del team, che ha fiutato l’affare. Dopo aver letto il romanzo ci siamo decisi a investire su di lei. In realtà il piano non era di cominciare con un’autrice straniera ma a volte le cose vanno da sole.
Ovviamente non limitiamo affatto questa collana ad autrici estere. Oltre a Diana Al Azem, presto proporremo un romanzo dell’italianissima Alessia Valentina Coppola. Insomma ci siamo subito attivati per ampliare la scuderia di settore. Il concorso L’Ultimo Canto delle Sirene è servito anche a quello.

3. Le vostre copertine sono accattivanti, invogliano all’acquisto. Chi è il vostro/la vostra cover designer?

All’inizio ci siamo fatti aiutare soltanto da un artista indonesiano che si firma come Sabercore. Abbiamo poi pensato che fosse giusto dare spazio anche a italiani, così ora abbiamo diversi collaboratori. Andrea Piera Laguzzi ha curato L’Estate Segreta di Babe Hardy e ora sta disegnando le cover di Infernal Beast. Per la serie di romanzi presi dagli States si sta occupando delle cover Carolina Fiandri che ha colpito la nostra attenzione con la copertina realizzata per La Serra Trema. Non siamo comunque chiusi.
Alessia Valentina Coppola ha creato la cover del suo romanzo e di sicuro realizzerà altri lavori con noi. Un’altra artista da tenere d’occhio è Livia De Simone, la vincitrice del contest sulle sirene.
Abbiamo in mente una commissione proprio adatta a lei. Non posso non citare infine Sara Bardi che ha realizzato perfettamente la mascotte di tutte le collane Dunwich.

4. Date spesso il via a nuove iniziative, come per esempio quella sui racconti dedicati a Carnacki, il detective dell’occulto, o quella sulla copertina per un paranormal romance sulle sirene (per nominare solo le ultime). Ci sono nuovi concorsi in programma nel
prossimo futuro? Quali?

Al momento abbiamo in ballo Infernal Beast, di cui stiamo cercando gli episodi quattro e cinque.
Di concorsi veri e propri al momento non ce ne sono, anche perché abbiamo un calendario editoriale fittissimo. C’è però un progetto collettivo in ballo, sempre per la collana Rosa Gotica, che parla di streghe. Proprio in questi giorni alcuni autori si stanno occupando di delinearlo al meglio.

5. A cosa date più importanza quando vi arriva un manoscritto in redazione? Quali sono i punti di forza che cercate in un
romanzo e quali quelli che vi inducono a scartarlo?

La prima cosa che notiamo è la storia. Deve esserci quel fattore che spinge alla lettura, se manca quello allora non ha senso uno stile
pregevole. Purtroppo questo inconveniente ci è capitato in più di un’occasione. Il secondo metro di giudizio è di sicuro la grammatica ma siamo convinti che se c’è un modo per risollevare un romanzo sistemando la sintassi, difficilmente si può fare lo stesso con una trama zoppicante o, peggio ancora, sterile.

6. Come promuovete i vostri autori?

Cerchiamo di mobilitare il web il più possibile, tra blog, portali e social network.
Ovviamente questo non basta. Ci attiviamo per essere presenti nei principali avvenimenti letterari, come il Salone del Libro di Torino. Al momento stiamo organizzando diverse presentazioni in libreria per promuovere le nuove uscite.

7. Come scegliete quali libri pubblicare solo in cartaceo e quali solo in formato ebook? Perché non entrambi i formati?

Dipende in realtà dalla lunghezza. L’ebook permette di pubblicare anche testi che non raggiungono le dimensioni tali da permettere la
stampa. In realtà, però, gran parte del nostro catalogo è disponibile nel doppio formato.
Anche Fuori è Buio che era stato pensato solo come ebook vedrà luce in formato cartaceo, con una bonus track.

8. Che legame c’è tra Dunwich Edizioni e Letteratura Horror?

Con i ragazzi di Letteratura Horror c’è una simbiosi che parte dai nostri esordi. Non siamo in molti a curare l’horror nel nostro Paese e credo sia solo salutare fare squadra. Il loro direttore editoriale, poi, ha anche scritto una zombie novel molto interessante ambientata in Italia. Avremo di sicuro modo di riparlarne.

Grazie di nuovo per averci dedicato del tempo! Ti auguriamo ancora buon lavoro e tanto successo per Dunwich Edizioni!

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