Piume d’Angelo, di Valentina Bertani – Recensione

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Titolo: Piume d’Angelo

Autore: Valentina Bertani
Editore: autopubblicazione
Pagine: 159
Prezzo: 3,99€ (ebook)

Trama (dalla quarta di copertina):
XXV secolo. L’Umanità ha colonizzato la Galassia. Ma non ha eradicato le guerre. Questa è la storia di Alex, una bambina prestrutturata, in lotta e in fuga dal suo passato, in un mondo sull’orlo del caos.

Nato sul web, Piume d’Angelo è un progetto dalla duplice anima: è possibile acquistare l’opera completa in formato ePub su Amazon, Ultima Books, Bookrepublic, Google Books, Hoepli. Su Wattpad e sul blog Il quaderno di Sofia, aggiornati ogni mercoledì e venerdì, si possono leggere free i primi capitoli del romanzo. Si può inoltre richiedere all’autrice di riutilizzare situazioni, ambientazioni e personaggi (info) a patto di attribuirle la paternità originaria dell’opera.

Recensione:
Di esordienti che si autopubblicano, ormai, ce ne sono tanti e io non sono affatto contraria al self-pubblishing, però c’è da dire che poi da lettore è difficile distinguere quello che potrà essere un buon investimento da quello che potrebbe rivelarsi una delusione e uno spreco di soldi.
Io credo che Valentina Bertani abbia una buona padronanza di linguaggio e un’eccellente fantasia. Doti non affatto scontate, soprattutto nella fantascienza dove l’originalità fa gran parte del lavoro. Anche a livello di ricerca si può dire che il romanzo è accurato. C’è una solida documentazione alla base e tutte le invenzioni e le strutture futuristiche, le navi e i dispositivi elettronici sono stati studiati meticolosamente prima di essere descritti a noi lettori. L’ambientazione è sicuramente la parte più riuscita del romanzo.
Però, nonostante queste doti dell’autrice, Piume d’Angelo soffre di difetti evidenti che sarebbero potuti essere facilmente eliminati con un buon editing.
Infodump eccessivi e pesanti rallentano la lettura e sono posizionati nel bel mezzo di dialoghi e azioni, interrompendo le scene, con il risultato di distrarre il lettore piuttosto che incuriosirlo.
Molti personaggi vengono descritti minuziosamente, ma compaiono per poche righe per poi scomparire, creando solo più confusione. La stessa cosa avviene per la maggior parte dei nomi e delle sigle delle varie società che creano solo una cacofonia di informazioni nelle quali è difficile districarsi.
Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono statiche: i protagonisti non interagiscono con l’ambiente (in alcune scene addirittura sanno come è strutturato il piano di sotto di un edificio senza averlo mai visto) e vengono descritti in elenchi interminabili di forme e colori che sembrano liste della spesa. Ogni volta che una scena si apre l’autrice ci descrive minuziosamente il colore degli occhi, dei capelli e dei vestiti (nonché la marca degli stessi – che chissà come, è spesso la stessa o simile a quelle dei giorni nostri, anche se ci troviamo in un futuro lontanissimo) fermando l’azione. I personaggi non parlano e non agiscono finché la descrizione non è terminata.
Errori, questi, dettati da una scrittura acerba che sarebbero potuti essere risolti facilmente dall’autrice, se qualcuno glielo avesse fatto notare, perché le capacità linguistiche le ha.
Nel testo ho trovato pochissimi refusi (a parte il nome di Emilio che da metà libro diviene Èmile).
Allo stesso tempo, accanto a una sintassi e una grammatica corrette, troviamo personaggi poco credibili, di età non ben definita (dovrebbero avere intorno ai vent’anni, ma si comportano e parlano come bambini, giocano con i peluches, chiedono alla mamma di portare loro il latte coi Choco Chips; oppure vengono descritti come bambini piccoli ma poi servono il the alle riunioni degli adulti o cucinano biscotti da soli).
Inoltre, alcuni avvenimenti appaiono poco logici (ad esempio, in seguito a un attentato, ai civili vengono assegnate cabine extra lusso con tanto di letto a una piazza e mezza e bagno in camera con vasca su di un’astronave militare). Non credo che, anche nel futuro, un mezzo militare possa essere costruito con un tale spreco di spazi e risorse e, anche se fosse, dubito che tali privilegi venissero assegnati ai civili in caso di codice rosso. Sarebbe stato più logico stipare sul mezzo più gente possibile al fine di portare al sicuro il numero maggiore di civili.
Fare più viaggi per far stare le persone comode mi sembra quantomai assurdo.
Tutto questo, unito a un intreccio poco chiaro e difficile da seguire (per via dei numerosi nomi e informazioni che ci vendono dati) mi vedono costretta a dare al lavoro solo 2,5 stelline.
Ed è un peccato perché secondo me quest’autrice potrebbe fare molto meglio.

 Voto:25Stellina-nuova1

 

La recensione che avete letto è opera di Luna.

 

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9 thoughts on “Piume d’Angelo, di Valentina Bertani – Recensione

  1. Grazie per la recensione. Purtroppo non ho potuto permettermi un editing professionale. Ho cercato di sistemare i problemi che sono riuscita a vedere, ma purtroppo lo scrittore è il peggior giudice del proprio lavoro. Ho preso nota delle parti che hai segnalato come problematiche. Spero di poter far uscire una versione sottoposta a editing professionale in futuro. ^^

    1. Grazie a te, Valentina. Hai proprio ragione: un autore è il peggior giudice di se stesso, ma sono convinta che la prossima volta farai un lavoro migliore, anche da sola. Ora sai più o meno cosa migliorare e credo che possiedi le basi per crescere come scrittrice. 🙂

      1. Grazie. La tua recensione è onesta e costruttiva. In questo momento sto curando altri progetti. Penso di dover prendere un po’ di distanza da Piume d’Angelo, anche per tornarci con occhi diversi. 🙂

  2. Non l’ho letto ma mi incuriosisce. Credo che lo prenderò.
    Per l’editing: Qui sul blog, se on sbaglio, costa 1€ a cartella. Io credo che sia una cifra raggiungibilissima (Per molti basta rinuciare al cellulare..) e più che giustificata per trovarsi tra le mani un testo di molto migliore a quello della prima o seconda stesura.
    Altra cosa per la quale vale la pena, a mio parere, spendere due lire è la copertina.
    Al di là del gusto, dall’immagine di “Piume d’Angelo” non avrei mai e poi mai estratto una trama fantascientifica ed è un peccato, visto che come ho scritto ne sarei stato interessato.
    Una illustrazione professionale si aggira intorno ai 250€, ma se si ripiega verso un apprendista illustratore e magari si acquista da lui un disegno già fatto, si risparmia moltissimo guadagnandone tanto in termini di comunicazione.
    Questi sono i miei 2 cents. Nel frattempo mi complimento con la Bertano per averlo scritto e mi dirigo su amazon 😉

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