Intervista a La Mela Avvelenata

Giovedì 18. maggio 2013, si è svolta la nostra prima intervista in diretta su facebook. Durante l’evento creato dalla nostra pagina È scrivere – Community per scrittori, abbiamo intervistato Daniela Barisone e Alexia Bianchini, le fondatrici della casa editrice free La Mela Avvelenata. La durata dell’intervista era stata fissata in un’ora, dalle 21:30 alle 22:30. I partecipanti si sono dimostrati molto interessati e hanno posto così tante domande – oltre alle nostre che riporterò a breve qui sotto – da farci sforare il tempo massimo. Daniela e Alexia, però, sono state molto gentili, ci hanno concesso tutto il tempo che volevamo e hanno risposto a tutte le domande che venivano loro poste.
Di seguito vi riporto le domande che abbiamo fatto noi di È scrivere e alcune di quelle fatte dagli utenti, il resto della conversazione la trovate qui

1. Sul vostro sito dite in modo esplicito che La Mela Avvelenata pubblica soprattutto narrativa di genere. Come mai questa scelta? E quali generi vendono di più?

Alexia: Le cose normali non mi interessano. Adoro il particolare, il diverso. Amo fantasticare, adoro le metafore. Se leggo un libro di fantasia posso interpretarlo e non mi sento ingannata. Se leggo un libro di narrativa dozzinale, o le autobiografie invece, non provo empatia. Adoro i romanzi storici, i saggi, la sci-fi e il fantasy.
I generi che vendono di più sono i paranormal romance.

Daniela: La cosa fondamentale è che a me il “non genere” non piace. Quindi ho fortemente insistito per non averlo tra i piedi. Sono pochi e rari i libri di questo tipo che mi sono piaciuti, in contraltare con l’infinità che non ho sopportato.

2. Perché il cartaceo dei vostri romanzi, che abbiamo visto in qualche post qui su facebook, non può essere acquistato direttamente dal vostro sito? E quindi perché la scelta di pubblicare soltanto in formato ebook?

Alexia: Lo scrittore non è un venditore di tappeti, ma guarda caso quando si pubblica ci si ritrova a dover bussare alle porte per vendere il proprio libro e l’acquisto di copie, anche quando la casa editrice è free, ha un costo. Inoltre, in un mondo dove il tempo corre più veloce di noi, anche permettersi il lusso di fare presentazioni o presenziare a eventi non è permesso a tutti. Altro problema è la dimensione del libro, che diventa quasi uno status, come se 800 pagine stampate fossero di maggior spessore di 80. Con l’e-book questi due problemi vanno a morire. Puoi trovare il tempo stando tranquillamente a casa e puoi pubblicare anche novelle.

Daniela: Per il semplice fatto che non è previsto che La Mela venda cartacei. La stampa di Vae Victis è stato il regalo che Alexia mi ha fatto per il mio compleanno, così come MSA per lei.

3. Incontrate resistenze da parte degli autori rispetto alla vostra proposta di pubblicare esclusivamente in formato elettronico? Pensate che nella pretesa di pubblicare in cartaceo ci sia più una componente narcisistica, oppure un reale amore per i libri come oggetto?

Alexia: Sì, alcuni si sono rifiutati, ma la cosa non mi interessa. Sul cartaceo credo sia venale… in fondo ciò che conta è il contenuto, non il formato di un libro, vi pare?

Daniela: Ci sono diversi autori che non sanno leggere, che non hanno ben compreso che La Mela pubblica solo in ebook e che quindi hanno scalciato al momento della firma del contratto. Alcuni di essi sono venuti a patti con la questione, altri li abbiamo lasciati ai loro sogni di gloria.
Trovo che voler pubblicare a tutti i costi in cartaceo sia una componente narcisistica, un voler a tutti i costi “esporre” un proprio lavoro.

4. Quanto è importante per La Mela Avvelenata il curriculum letterario di un autore che vuole pubblicare con voi?

Alexia: Nulla, guardiamo solo se il testo è valido e se l’autore è umile abbastanza da accettare l’editing.

Daniela: Poco e niente in realtà. Autori che qualcuno chiamerebbe “signori nessuno” hanno presentato opere di valore nettamente superiore ad autori blasonati e viceversa, per cui sì, leggiamo volentieri i curriculum per farci più che altro un idea delle precedenti pubblicazioni, per capire con chi abbiamo a che fare.

5. Cosa andrebbe inserito in una lettera di presentazione?

Alexia: Ciao ragazzi de La Mela, vorrei farvi leggere le mie storie, sperando di coinvolgervi.

Daniela: “Care RosseBosse, siete bellissime e fantastiche, vi lovvo tanto e prometto di aver letto tutte le specifiche di invio dei manoscritti.”

6. Avete organizzato un concorso letterario, Mele avvelenate, sono arrivati già molti racconti? Ne organizzerete altri?

Alexia: Abbastanza.

Daniela: Ne sono già arrivati parecchi e contiamo di programmare nuove iniziative.

7. La vostra casa editrice è piuttosto nuova ma si è fatta conoscere sin da subito e immagino che molti autori, soprattutto esordienti ed emergenti, vi abbiano inviato i loro manoscritti nella speranza di essere pubblicati. Siate sincere, oltre alla pessima scrittura, quali sono i motivi che vi portano a scartare un lavoro prima ancora di leggerlo tutto?

Alexia: Se l’autore rifiuta l’editing viene scartato.

Daniela: Mi basta leggere le prime due righe per capire se un testo è leggibile o meno.

8. Quali sono i vostri canali di distribuzione?

Alexia: La rete.

Daniela: Amazon e Stealth.

9. In che modo curate l’aspetto grafico dei vostri libri? Vi rivolgete a grafici professionisti o vi avvalete di personale interno alla CE?

Alexia e Daniela: Daniela Barisone è l’illustratrice, ma artisti del calibro di Ignazio Piacenti hanno curato alcune cover.

10. Come impostate la promozione dei vostri autori?

Alexia e Daniela: Comunicati stampa, interviste e recensioni. Collaboriamo già con alcuni blog.

11. Qual è, in media, il numero di copie vendute da un esordiente?

Alexia e Daniela: dipende, 50/500 all’anno.

12. Come descrivereste l’editoria a pagamento? No, aspettate, questa non ve la chiedo. Anzi, ve la chiedo, ma non usate parolacce!

Alexia: Ignobile.

Daniela: L’EAP è il cancro della nostra editoria.

Durante l’intervista gli Viola e Visionnaire  si sono dati alla pazza gioia ponendo domande molto interessanti. Una è stata la seguente:

Visto che pubblicate esclusivamente in digitale, lasciate all’autore la libertà di vendere e stampare copie cartacee del libro? Cosa prevede il contratto in tal senso?

Daniela: Se un nostro autore esprimesse il desiderio di poter stampare qualche copia, lo metteremmo in contatto con la tipografia che usiamo per le antologie in modo da potersi servire in autonomia o faremmo da intermediari (abbiamo il braccino corto, ci piace spendere poco). Ovviamente gli preparerei cover e impaginato prima.

Sempre riguardo la scelta di pubblicare solo in formato digitale, anche Guerino dice la sua in un commento quasi filosofico:

“L’amore per il cartaceo spesso si trasforma in feticismo insensato. Conosco persone che si precludono la possibilità di leggere qualcosa solo perché “costa troppo”, quando potrebbero godere lo stesso di un buon libro spendendo molto meno per il formato digitale. I pregiudizi sono duri a morire.”

Al che Cristina aggiunge e chiede alle intervistate:

Io adoro il digitale, tuttavia mi fa piacere quando il mio editore partecipa a una fiera ed espone il mio lavoro. Niente fiere e festival dunque?

Alexia: Cristina, di sicuro faremo fiere ed eventi, ma se stamperemo lo faremo per le antologie, progetti che coinvolgono più scrittori.

Ancora Cristina:

Quanto tempo passa dall’invio alla risposta? E rispondete sia in caso di esito positivo (ovvio) che negativo?

Alexia: Rispondiamo sempre, entro sei mesi. E se non rispondiamo potete scriverci, non ci arrabbiamo. In ogni caso è previsto un fermo per l’invio dei manoscritti, proprio per poter valutare tutto il materiale pervenuto e rispondere.

Laura invece chiede:

Quali sono le critiche più comuni che hanno espresso nei confronti della vostra CE?
Se ce ne sono ovviamente.

Daniela: mah, per ora non abbiamo sentito molte critiche se non sul fatto di pubblicare “anche” i nostri testi.

Alexia: Testi che peraltro sono stati ritirati da altre CE.

Visionnaire, allora, si interroga:

Daniela Barisone, quando pubblicate i vostri testi fate comunque una qualche sorta di selezione?

Alexia: Sì, anche i nostri vengono messi sotto esame. E se non vanno bene, l’autore si mette di buona lena e se lo riscrive, per poi riproporlo allo staff.

Daniela: Certo che facciamo selezione. Alexia Bianchini è maestra di delicatezza e charme quando mi dice “Questa roba che hai scritto fa schifo, va a fustigarti”. Se sono stati già pubblicati altrove li rieditiamo anche da zero giusto per essere sicure due volte.

L’intervista è durata oltre un’ora e mezza, poco dopo le 23:00 abbiamo salutato e ringraziato Daniela e Alexia e tutti quelli che ci hanno seguiti e hanno partecipato in modo attivo. Non ho riportato qui tutte le domande, perché sarebbero troppe, ma vi lascio volentieri il link all’evento, in modo che possiate leggere tutto e non perdervi niente: Intervista a La Mela Avvelenata.
Noi di È scrivere ringraziamo ancora una volta Daniela Barisone e Alexia Bianchini e tutti quelli che ci hanno seguiti!

Come prima intervista che ha inaugurato la nostra nuova iniziativa, ossia quella di intervistare a un ritmo di ogni due settimane una casa editrice NON a pagamento, possiamo di sicuro dire che è stata un gran successo!
Contiamo su di voi anche per la prossima volta. L’appuntamento è per venerdì 03. maggio, alle 21:30.  Partecipate numerosi e continuate a seguirci qui sul sito e anche sulla nostra pagina facebook!

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