La nuova dieta mediterranea e Unti e Bisunti – Recensione

chef rubio, unti e bisuntiTitolo: Unti e Bisunti – Viaggio nell’Italia dello Street food
Autore: Chef Rubio
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Anno pubblicazione: 2014
Pagine: 215
Prezzo: 15,90€rp_dieta-mediterranea.jpgTitolo: La nuova dieta mediterranea – con 40 ricette rivisitate
Autori: Stefania Ruggeri, Gabriele Rubini (alias Chef Rubio)
Casa Editrice: Gribaudo
Anno pubblicazione: 2014
Pagine: 159
Prezzo: 15,90€

Quindi adesso si parla anche di libri di cucina?
Ci siamo per caso omologati a quelle librerie dove gli scaffali sono riempiti per metà da facce televisive camuffate da massaie che protendono casseruole ricolme di stufato verso il lettore, come mamme amorevoli che portano le pietanze in tavola, o cuochi stellati che ti scrutano come se dovessero giudicarti anche dalla copertina del libro e non viceversa?

No.
Sinceramente, no.

Questi due libri li ho presi per caso. Per simpatia nei confronti del personaggio, è innegabile: a parte un’altra eccezione non ho monografie di cuochi sulle mie mensole, nonostante io compri di continuo libri di cucina.
Quello che mi sono trovata tra le mani, però, è stata una vera sorpresa.
Mi aspettavo dei libretti senza pretese, nati per spremere fino al midollo la popolarità di Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, e invece mi sono ricreduta dalle prime pagine.

Ho iniziato con La nuova dieta mediterranea, scritto a quattro mani da Gabriele Rubini e Stefania Ruggeri, con prefazione del professor Jeremiah Stamler, uno dei padri della dieta mediterranea. E quello che mi è piaciuto da subito è stata l’impostazione del libro. È un libro che racconta di se stesso, di come è nata l’idea che ne sta alla base, di come si è concretizzata, di due persone, una biologa con dottorato di ricerca in Biotecnologie degli Alimenti e uno chef diplomato nel corso di cucina internazionale all’ALMA, che si incontrano e discutono dei benefici della dieta mediterranea. Quella vera, studiata e codificata, basata su solide fondamenta scientifiche, non snaturata da falsi miti che si sono creati col tempo.
E qui ero già conquistata. Vuoi perché il primo incontro fatidico si è tenuto dove vivo io, vuoi perché sono una biotecnologa con la passione della cucina – il mio primo pensiero quando sono stata dentro un laboratorio universitario è stato “Ehi, sembra di stare nella cucina di un ristorante!” – questo libro sembra mi sia stato cucito addosso.

Ma fanatismi individuali a parte, in questo libro c’è tanto dei due autori. Ci sono i loro pensieri, le loro sensazioni legate al mediterraneo e alla cucina. Non è un semplice libro di ricette.
Ci sono inoltre dei consigli validissimi, scientificamente accurati, ma al contempo scritti per essere alla portata di chiunque.
Alla fine del libro ci sono quaranta ricette, dove tutte le spiegazioni date in precedenza vengono messe in pratica.
Alcune sono le ricette di casa, sfido chiunque a non trovarci un piatto che conosce a menadito, ma sempre rivisitate con attenzione a tutte quelle cose precedentemente spiegate.
Tante delle ricette sono vegetariane o possono essere facilmente convertite, con buona pace di chi, sui vari social media, continua a sfidare lo chef a cucinare qualcosa di vegetariano, se ne è capace.
È capace, fidatevi. E se non vi fidate di quello che dico io, prendetevi il libro, che merita davvero tanto.

Il secondo libro, Unti e Bisunti – Viaggio nell’Italia dello street food, mi ha sorpreso nuovamente. Non contenta di essere stata smentita dal precedente libro per eccesso di criticità, ho affrontato la lettura di questo con lo stesso spirito: non mi aspettavo molto. Quindi la prima cosa che ho fatto è stato cercare un co-autore. Un nomino, scritto piccolo da qualche parte, un curatore… Niente. Il libro l’ha scritto lui, Gabriele Rubini. Anzi, Chef Rubio, perché stavolta in copertina c’è solo l’alias. Appena inizi a leggere riconosci lo stile delle parti scritte di suo pugno nell’altro libro.
Ed è uno stile particolare. Le frasi sono molto corte, a volte le descrizioni vengono fatte con due semplici parole, ma ti comunicano subito tutto. A tratti sembra più poesia che prosa.
Poi racconta aneddoti sui posti visitati durante le puntate della prima stagione di Unti e Bisunti, o riporta storie e leggende di piatti che ha assaggiato e cucinato. In quei casi la poesia lascia completamente spazio alla prosa, un pizzico di dialetto qua e là, in un mix che funziona bene e non stufa.
Le ricette passano in secondo piano, diventa più un diario di viaggio attraverso un’Italia così vicina e quasi sconosciuta, descritta attraverso tutti e cinque i sensi. E ogni tanto sbirciamo anche tra i ricordi dell’autore, diamo un’occhiata fugace al suo passato, agli altri viaggi che ha fatto, ad altri cibi che ha assaggiato in altri posti del mondo.
Ti dà l’idea che di cose da raccontare ne avrebbe a vagonate e tu, che il libro l’hai letteralmente divorato, quelle storie vorresti proprio leggerle. Ti resta forse un po’ di delusione per non averne avute abbastanza.

È buffo quello che ti rimane maggiormente impresso di un libro, ma se dovessi usare una sola parola per descrivere questo Viaggio nell’Italia dello street food direi scarpe.
Perché ne ha distrutto un paio a forza di perlustrare. Perché l’Italia è Lo stivale. Perché a pelle, dopo aver letto il libro, direi che Gabriele Rubini è una di quelle persone che appena può se le leva le scarpe per sentire direttamente sotto i piedi il terreno che calpesta, senza suole di mezzo.

Sono due letture consigliate a chi mangia con la testa, oltre che con la bocca e con le mani.

La nuova dieta mediterranea
Voto:
45Stellina-nuova1trasparente1

Unti e Bisunti – Viaggio nell’Italia dello street food
Voto:
4Stellina-nuova11http://escrivere.com/wp-content/uploads/2014/03/timbro1.jpg

La recensione che avete letto è opera di Irene Quintavalle.

9 thoughts on “La nuova dieta mediterranea e Unti e Bisunti – Recensione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *