Recensione: Mosaico a tessere di sangue, di Stefano Di Marino

Mosaico a tessere di sangue- Di marinoTitolo: Mosaico a tessere di sangue
Autore: Stefano Di Marino
Prezzo: € 15,00
Edizione: 2014, brossura
Pagine: 156
Editore: Cordero Editore (collana Crimes)

Trama (dal sito dell’editore):

Fine estate, litorale pontino. Un poliziotto, ferito nel corpo e nello spirito, una serial killer in fuga, una ‘strana coppia femminile’, un attempato playboy, una famiglia felice. Tutti in un albergo, l’unico ancora aperto in un panorama incantato e inquietante. Poi, improvvisa, esplode una violenza folle, devastante, dalla quale non si può fuggire. Ma non è un caso se sono tutti lì e, come in un mosaico, prende forma un piano di vendetta lucido e tagliente come una lama di rasoio. E il poliziotto è costretto a usare il cervello, la sola arma che ha, per risolvere il mistero e salvare la pelle. Da uno dei più celebrati maestri della spy story italiana e del romanzo d’avventura un thriller teso e avvincente, che inchioda il lettore fino all’ultima riga.

Recensione:
Da un autore dell’esperienza di Di Marino, dopo quasi venticinque anni di carriera nel mondo della scrittura e ben sette diversi pseudonimi, non ci si poteva che aspettare un romanzo dallo stile maturo. E difatti Mosaico a tessere di sangue è un thriller che si legge con facilità, scorrevole e dal ritmo studiato per divenire sempre più incalzante col proseguire della lettura.
Si tratta di un thriller old style, più vicino al classico giallo che al thriller moderno, tanto che l’autore lo definisce “thrilling” come i vecchi film gialli italiani che ora vengono chiamati “Italian Gialli” perché amiamo darci un certo tono.
Mosaico a tessere di sangue è dunque un libro dove i morti non si sprecano e il sangue neppure, però mantiene un’eleganza che evita di finire nello splatter. Non ci sono macabre descrizioni, scritte con dovizia di particolari al puro scopo di scandalizzare il lettore, ma scene che mantengono una certa classe. Il lettore si immedesima e prova terrore e orrore col protagonista, ma senza esagerare con il macabro, rendendo il romanzo una piacevole lettura anche per gli stomaci delicati.
Gli indizi sull’identità dell’assassino sono disseminati in tutto il libro, tanto che un lettore attento potrebbe intuire l’identità del serial killer sin da metà romanzo. E’ stato questo il mio caso, purtroppo, ma ammetto di essere abbastanza ferrata, per cui pochi thriller riescono realmente a sorprendermi. Nonostante questo, sono rimasta incollata alle pagine fino alla fine in quanto, pur avendo intuito chi fosse l’assassino, mi sfuggivano le motivazioni alla base del suo comportamento.
I personaggi, soprattutto l’ispettore Franco Belli e il suo amico di vecchia data Germano, sono ben caratterizzati. Gli altri restano un po’ sullo sfondo, delle comparse più che altro, ma nei thriller il punto forte non è la caratterizzazione, quindi direi che va bene anche così.
Un giusto equilibrio fra introspezione e azione rappresenta, a mio modo di vedere, il fiore all’occhiello di questo romanzo. Il ritmo incessante e frenetico spinge il lettore ad arrivare alla fine, quasi con il cuore in gola. Unico difetto, forse, la verosimiglianza di certe azioni che compie il serial killer. Secondo me è un po’ difficile che la persona che poi si scoprirà essere l’assassino possa riuscire a mettere fuori gioco degli uomini grandi e grossi con tanta facilità, seppur sfruttando l’astuzia e l’effetto sorpresa.
Tutto sommato, comunque, una lettura piacevole.
Per chi ama il genere, un romanzo consigliato.

Voto: 35Stellina-nuova1

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La recensione che avete letto è opera di Luna.


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