Recensione doppia: Arrivo a Trainville (Trainville, vol. 1), di Alain Voudì

Trainville1Titolo: Arrivo a Trainville (Trainville, vol. 1)
Autore: Alain Voudì
Editore: Delos Books
Pagine: 51
Prezzo: 0,99 €
Formato: ebook

 

Trama (dal comunicato stampa): La saga di Trainville si svolge nell’ultimo decennio del XIX secolo in una versione alternativa degli Stati Uniti, in cui la Guerra di Secessione non è mai scoppiata e le industrie dell’Est sono alimentate, in luogo del carbone, dalla sabbia radioattiva che i Navajo estraggono dal gigantesco cratere di Hell’s Hollow, nel deserto dell’Arizona. Protagonista della saga è Joanna, una bimba bianca che gli indiani hanno trovato in fin di vita nel bel mezzo dello Hollow.

Joanna non ricorda nulla di sé a parte il nome, né sa spiegare come sia arrivata, da sola, al centro di una delle località più letali del mondo. L’unica memoria che conserva del proprio passato sono gli incubi di morte che la perseguitano.

In questo primo episodio seguiremo la piccola Joanna dal momento del suo ritrovamento fino a quando verrà affidata dagli indiani al mercante bianco che acquista la loro sabbia: mister James T. Pennyworth, residente a Trainville, uno degli smisurati convogli che corrono lungo la Circle, la grande ferrovia transcontinentale che avvolge, come un anello, tutti gli States. Con l’aiuto di mister Pennyworth, Joanna inizierà a ricostruire la propria storia, e forse a trovare il proprio posto nel mondo.

La storia di Joanna a Trainville proseguirà nei quattro episodi successivi, che compongono un unico lungo arco narrativo e saranno pubblicati, sempre a cura di Delos Digital, a martedì alterni a partire dal 27 maggio 2014. La saga di Trainville prevede un secondo arco narrativo, attualmente in lavorazione.

 

Recensione di Luna:

In un’atmosfera steampunk, che ricorda un po’ quella del videogioco Fallout, si muove un piccolo gruppetto di personaggi interessanti. Abbiamo un Navajo un po’ solitario, ma dal buon cuore, una ragazzina dalle grandi speranze e un ricco uomo distinto a tratti ambiguo. E ancora una governante burbera ma molto dolce e personaggi per adesso appena accennati, che probabilmente verranno meglio descritti nei prossimi capitoli, ma che già creano curiosità nel lettore.
Un primo capitolo col botto, questo di Alain Voudì, che ci trasporta senza sforzi in questo mondo di sabbia radioattiva, treni a vapore e un’America dalla situazione politica simile a quella che poteva sussistere ai tempi poco antecedenti la guerra civile, se solo fosse esistito lo steampunk.
Un racconto a tutto tondo ricco di elementi interessanti, di macchine a pistoni, di sostanze radioattive, di lunghi baffi e cappelli a cilindro e di strani misteri sull’eterna giovinezza custoditi gelosamente all’interno di Depositi sorvegliati a vista.
La curiosità e l’attenzione del lettore si legano sin da subito alle pagine di questo racconto a cui non si può che rimanere incatenati dall’inizio alla fine.
Il mio passaggio preferito? Quello in cui Mister Pennyworth spiega alla piccola Joanna l’importanza della fantasia, un discorso che potrebbe adattarsi a qualsiasi ambientazione e qualsiasi epoca:

«Ma a che serve un libro che parla di cose che non sono vere?»
gli domandò, disorientata.
«A nutrire la tua immaginazione, Joanna» si sentì rispondere in
tono accorato. «A farti chiedere come sarebbero le cose se non
fossero quelle che sono. La fantasia è l’arma che ti permette di
trovare soluzioni nuove a problemi vecchi, e anche a quelli nuovi.
Senza inventiva, non ci sarebbe progresso. Non avremmo
Trainville, se qualcuno non l’avesse immaginata quando ancora
non esisteva.»

Un racconto che posso solo consigliare: leggetelo perché ne vale davvero la pena.

Voto primo capitolo:

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Recensione di Silver:

Questo primo volume della saga di Trainville merita davvero di essere letto. Ci sono diverse cose che mi hanno colpita, a partire dallo stile dell’autore, dalle parole mai scritte a caso, dalle descrizioni che ti catapultano là, in Hell’s Hollow e poi ancora in Trainville, nel vagone 47. E non solo quelle, ma anche l’intera spiegazione del Circle, che non pesa al lettore, ma al contrario lo fa vagare con la fantasia, come se una mappa della ferrovia gli si stesse disegnando pian piano davanti agli occhi.

Hell’s Hollow era un luogo maledetto dagli Spiriti, senza dubbio, ma aveva ancora qualcosa di valore da poter essere rivenduto: le Sabbie. Non la sabbia in cui la slitta stava affondando i suoi larghi pattini d’acciaio, ovviamente: quella valeva poco o nulla, se non per avvelenare i lombi degli esseri viventi e farne generare mostri deformi. No, le Sabbie pregiate erano quelle davvero radioattive, quelle in grado di bruciare le carni di una persona e farla accartocciare su se stessa nel giro di poche ore: quelle che si potevano estrarre solo dal cuore stesso dello Hollow.

Un’altra cosa che mi ha soddisfatta pienamente sono i personaggi.
Serpe Veloce, il navajo che trova Joanna in Hell’s Hollow e che all’inizio appare come un gran lavoratore, un uomo che ancora segue le sue credenze e, anche nel deserto radioattivo pensa alla volontà degli spiriti. Un uomo che alla fine mi ha un po’ commossa, di quelli duri fuori e teneri dentro. Io spero davvero di incontrarlo di nuovo nei prossimi episodi. Chissà.
Joanna, che in realtà è la protagonista e dal cui punto di vista viene raccontato l’intero primo volume, si fa sin da subito amare. Piccola, ancora dipendente dall’aiuto degli adulti, eppure sveglia e coraggiosa. E nonostante tutto, a me sembra che il vero protagonista di questa storia sia, invece, Mister Pennyworth. Un uomo che all’inizio sembra antipatico, ma che si rivela invece gentile. Cela dei lati di sé che ancora non ci è dato capire, né abbiamo abbastanza dati da poter interpretare qualcosa fra le righe. Mi aspetto grandi cose da quest’uomo, che siano positive o negative. Per me Mister Pennyworth è il personaggio riuscito meglio, finora. Sono curiosa di scoprire qualcosa in più su quella parte di lui che ogni tanto si affaccia agli occhi di Joanna. Ho i miei sospetti, ma è troppo presto per speculare.

Il mercante che aveva acquistato le casse di sabbia radioattiva di Serpe Veloce non le era piaciuto fin dal primo momento. Era alto e ben vestito, e indossava un bel cappello a cilindro, lucido e con una fascetta di seta rossa stretta alla base, dal quale fuoriuscivano due favoriti folti e ben curati, come curati erano i baffi lunghi e sottili, e ben rasate le guance, e le unghie pulite […]
Ma i suoi vestiti erano più eleganti di colui che li indossava. Non che fosse troppo magro, o troppo grasso, o in qualche modo deforme alla vista: era l’atteggiamento di tutto il corpo che le suonava male.

La storia stessa prende sin dall’inizio e costringe il lettore a leggere fino alla fine, lasciandolo poi con un sentimento dolce-amaro. Dolce perché soddisfatto della lettura appena terminata; amaro perché non vede l’ora di leggere il seguito e sa di dover aspettare almeno due settimane prima della sua uscita.
Simpatici, letti nel contesto, gli accenni a Le avventure di Tom Sawyer e Piccole donne. Così anche parlare della storia come di un fatto ucronico in un’ucronia che è il racconto stesso.

Di solito vado a caccia di difettucci, anche piccoli, ma sinceramente in questo primo volume non ne ho trovati.
Lettura consigliatissima. Do cinque stelline, secondo me tutte meritate.

Vi lascio con un’altra citazione:

Chi mai vorrebbe una biblioteca piena solo di libri già letti?

Voto primo capitolo:

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Il primo volume di Trainville sarà disponibile a partire da domani, 27 maggio, e lo potrete acquistare QUI.

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Le recensioni che avete letto è opera di Luna e Silver.

7 thoughts on “Recensione doppia: Arrivo a Trainville (Trainville, vol. 1), di Alain Voudì

  1. Siete due tesori, sono lieto di non avervi deluse!
    E vi ricordo che da domani, 10 giugno, sarà in vendita il secondo episodio: “Alla scoperta di Mister Pennyworth” 🙂
    (ebbene sì, Silver: potresti iniziare ad avere qualche risposta)

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