Recensione: La Rivalsa delle scimmie, di Aldous Huxley

Copertina del libro "La rivalsa delle Scimmie"
Copertina del libro “La Rivalsa delle Scimmie” di Aldous Huxley

Titolo: La Rivalsa delle Scimmie
Autore: Aldous Huxley
Editore: Gargoyle Books
Numero di pagine: 176
Prezzo: 16,00 €
Formato: cartaceo
ISBN: 9788898172320

 

 

 

Trama, dal sito dell’editore: Hollywood, 1948. Bob Briggs, scrittore e regista, ritrova casualmente il soggetto scartato per un film, “La rivalsa delle scimmie”, scritto dallo sconosciuto William Tallis. Decide allora, insieme a un anonimo narratore, di contattare lo scrittore, ma scopre che è ormai morto; sarà la famiglia a raccontare la storia dell’uomo.
Nella seconda parte del romanzo viene data la trascrizione, commentata dal narratore, del soggetto scartato: un espediente famoso, che permette a Huxley di creare una delle più potenti distopie del suo tempo.
È l’anno 2108. Nuova Zelanda e Africa Equatoriale sono rimaste le sole terre popolate, a seguito di una Terza guerra mondiale che ha devastato il resto del pianeta. Le scimmie, evolutesi a un livello superiore di coscienza, governano sugli uomini ridotti in schiavitù. Ma una piccola comunità di persone, che le radiazioni hanno reso mutanti e che hanno ceduto al trionfo del Male, ha resistito tra le rovine di Los Angeles.
Il lettore assiste all’evoluzione di tale comunità attraverso gli occhi di un esploratore che è stato catturato, pretesto che consente allo scrittore di descrivere un futuro fantastico ma plausibile, e che rappresenta un’amara critica ai tempi moderni.Recensione: Aldous Huxley è noto al grande pubblico per essere l’autore de’ “Il Nuovo Mondo”, romanzo distopico considerato come uno dei pilastri di un genere letterario che, dopo anni di disinteresse e grazie al successo di “Hunger Games”, sta vivendo una seconda giovinezza. Quando ciò avviene per fortuna c’è anche una riscoperta dei grandi classici.
La rivalsa delle scimmie è uno di questi, già pubblicato in Italia con un altro titolo – La Scimmia e l’essenza – e con una diversa traduzione, è un’opera meno nota, quasi dimenticata di Huxley, ma altrettanto meritevole d’attenzione.
La storia si sviluppa in modo originale, probabilmente inusuale per l’epoca, ovvero come un racconto nel racconto. Nella prima parte si narrano le vicende di un regista di Hollywood un po’ cialtrone e del suo amico scrittore. I due ritrovano, per puro caso, una sceneggiatura che stava per essere data alle fiamme a causa della superficialità dei produttori di Hollywood.
Huxley sembra voler sfruttare la prima parte del libro per celebrare la morte di un grande uomo, Gandhi, che fu assassinato nel 1948, anno di pubblicazione del romanzo e nel contempo per criticare il mondo dorato di Hollywood.

Sì, noi. Gli intelligenti, gli attivi, i previdenti: noi che crediamo nell’Ordine e nella Perfezione, laddove Gandhi era un reazionario che aveva fiducia solamente nel popolo. Credeva in piccoli e sporchi individui che si governassero autonomamente, villaggio per villaggio, venerando Brahma che è anche Atma. […..] Quest’uomo che aveva fiducia solo nel popolo si era trovato coinvolto nella subumana follia di massa del nazionalismo, nelle sedicenti istituzioni superumane, diaboliche invero, dello Stato-Nazione.

La seconda parte del romanzo è invece la riproposizione integrale (senza alcun commento) della suddetta sceneggiatura, che il regista e il suo amico hanno salvato dalle fiamme. Non si tratta quindi di un testo sviluppato secondo i classici canoni del romanzo, ma è scritto come se si trattasse di una vera e proprio testo destinato ad essere usato per la realizzazione di un film.
L’espediente serve all’autore per muoversi liberamente nel testo, senza troppi vincoli. C’è ad esempio l’io narrante, che si intrufola in continuazione, ci sono scene crude descritte nei minimi particolari e il testo, nella sua completezza, risulta felicemente destrutturato.
Le scimmie che danno il titolo al romanzo sono presenti solo in alcune scene nella parte iniziale della cosiddetta “sceneggiatura” e a mio parere servono all’autore come metafora per rappresentare il suo presente: un mondo che si era da poco svegliato da una guerra in cui per la prima volta erano state utilizzate armi di distruzione di massa.
La scimmia (l’uomo ottuso, involuto) che tiene al guinzaglio cloni di Einstein (la scienza ridotta a cane al guinzaglio degli ottusi al potere), la scimmia divisa in caste, la scimmia fintamente evoluta che poi si autodistrugge con un’esplosione nucleare, che spazzare via l’orrore di quel ridicolo circo Barnum.

Poi il “film” prosegue con la storia di alcuni esploratori dalla Nuova Zelanda, unica terra insieme all’Africa che non è stata distrutta dai bombardamenti nucleari e chimici, che attraccano sulle coste degli Stati Uniti, ridotti ormai a landa deserta e devastata da radiazioni e armi chimiche.
La Nuova Zelanda, che come l’Africa, sopravvive alla “mutua distruzione reciproca” soltanto perché quel pezzo di mondo non interessa proprio a nessuno. I neozelandesi che diventano colonizzatori degli Stati Uniti, gli africani che invece cercano di colonizzare quella che una volta era la vecchia Europa.

Strisce verticali, strisce orizzontali, zeri e croci, aquile e martelli. Insegne puramente arbitrarie. Ma ogni realtà cui sia attribuito un simbolo è immediatamente assoggettata a esso. Goswami e Alì vivevano in pace. Ma io ho una bandiera, tu hai una bandiera, tutti i figli del Dio-Babbuino hanno bandiere. E quindi anche Alì e Goswami ebbero delle bandiere, e a causa di queste bandiere divenne subito giusto e appropriato che chi possedeva un prepuzio sbudellasse chi era senza prepuzio, e che il circonciso sparasse sul non circonciso, gli stuprasse la moglie e gli arrostisse i figli a fuoco lento.

Uno degli esploratori della spedizione neozelandese sarà catturato da un gruppo di americani sopravvissuti, i quali hanno ricreato una società primordiale, che adora il demonio, sopprime gli esseri che nascono deformi con un rito brutale, disprezza le donne al punto che i “sacerdoti”, cariche spirituali che rappresentano la cima della piramide sociale, sono eunuchi. L’unione tra uomini e donne e consentita solo in uno specifico periodo dell’anno, l’uomo è privato di ciò che più lo rende umano: la capacità e il desiderio di riprodursi in qualsiasi momento, senza aspettare di dover entrare in “calore”, chi trasgredisce viene punito severamente. Le donne hanno vestiti su cui sono cucite toppe all’altezza degli organi sessuali in cui c’è una sola parola: “NO”, l’unica parola che viene insegnata agli uomini, per il resto ridotti ad analfabeti. I libri vengono bruciati per fare pane da mangiare e solo i sacerdoti hanno accesso alla cultura.

Huxley ne ha per tutti. Contro l’uomo in primis, capace di dilapidare le risorse naturali senza preoccuparsene, ma soprattutto contro la scienza al servizio del potere, le religioni, la politica. Quello che ne esce fuori è un testo duro, terribile, forse troppo breve, ma che non può non far riflettere.
Alcuni passaggi sono così attuali (ricordo che il libro è stato scritto nel 1948) da lasciare quasi turbati.

E poi, dice il dottor Poole, mi è piaciuto quel che voi avete detto dei contatti tra Est e Ovest: come Lui (il maligno, ndr) seppe persuadere l’una parte e l’altra a prendere il peggio di quello che la parte opposta poteva offrire. E così, l’Est acquisisce il nazionalismo occidentale, gli armamenti occidentali, il cinema occidentale, il marxsismo occidentale, mentre l’Ovest fa suo il despotismo orientale, le superstizioni orientali e l’indifferenza orientale alla vita dell’individuo. In poche parole: Lui fece in modo che l’umanità s’impadronisse del peggio dei due mondi.

Inquietante.
In poche parole: leggete questo testo. Nonostante alcuni limiti (la brevità, la struttura narrativa frammentata in tre parti) vi lascerà tantissimi spunti di riflessione. Consigliato.

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4Stellina-nuova11

La recensione che avete letto è opera di Visionnaire.

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La rivalsa delle scimmie
Version
Cartaceo
Type
Libro
Product Author
Aldous Huxley
Reviewed by

on 14-05-2014
Rating
Price
16,00
Summary
Alcuni passaggi sono così attuali (ricordo che il libro è stato scritto nel 1948) da lasciare quasi turbati.

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