Recensione: Casa Delirio – Diario di una donna completamente imperfetta, di Dalila Bonelli

 Casa Delirio, copertina
Titolo: Casa Delirio – Diario di una donna completamente imperfetta
Autore: Dalila Bonelli
Editore: Giunti
Pagine: 176
Prezzo: 9,90 €
Formato: cartaceo (disponibile anche in ebook)

Trama (dal sito dell’editore): Una mamma (da poco), una moglie (da poco), una studentessa (da troppo) racconta quello che molte donne conoscono alla perfezione: “non hai il tempo per soffiarti il naso ma trovi il modo di cambiare il pannolino del tuo bimbo per ben 5 volte in mezza giornata, di fare la spesa, le lavatrici, correre da una parte all’altra della città svolgendo le mille incombenze che spettano solo a te per decreto divino!”.

Gli eventi che trascinano ogni donna con figli e famiglia nel vorticoso ciclo della quotidianità costruiscono un’intensa routine che andrebbe organizzata al millimetro, studiata a tavolino, per far sì che tutto proceda a puntino, all’insegna del tanto celebrato multitasking femminile! E invece? Il meccanismo s’inceppa, la macchina impazzisce e il tran-tran quotidiano si trasforma in un vero e proprio caos. Ma c’è una soluzione: la via per la sopravvivenza è lastricata di sorrisi e alzate di spalle. Se esiste un modo per resistere è quello di riderci su, con un po’ di autoironia.

Recensione:
Ho partorito da pochi mesi. Nella borsa da portare in ospedale, fra camicie da notte e pannolini, avevo incastrato tre libri. Per una lettrice è la norma: non si può preparare una valigia senza ficcarci qualcosa da leggere. E io, ingenua, avevo scelto tre bei mattoni. Ora che i miei ritmi sono sintonizzati su quelli della lattante, fra le altre illuminazioni, ho capito che in certi periodi ci vogliono letture leggere. Proust non ha vita facile nei reparti maternità, tanto meno nelle case dove da poco si sono tolti i fiocchi rosa o azzurri dai portoni.
Addio Marcel, benvenuta Dalila Bonelli.
Perché questo è un libro che apprezzeranno soprattutto le neomamme, quelle ancora alle prese con cacche liquide, suocere munite di gambi di prezzemolo, file al supermercato e parchetti pubblici. Ma anche quelle che ci sono già passate e sicuramente troveranno il modo di riconoscersi in questo diario.
Gli episodi sono narrati con ironia e semplicità. Hanno la giusta lunghezza per non appesantire e più volte riescono a strappare un sorriso complice, quelli che ti si stampano sul viso mentre annuisci e ripensi allo sguardo allibito di fronte a certe bomboniere di dubbio gusto, o al panico scatenato dall’improvvisa calata della suocera nella tua casa delirio. Il linguaggio è colloquiale e spontaneo, scorre leggero ed è simpatico grazie all’uso dell’iperbole. Ci sono molte generalizzazioni, quelle ampiamente usate dai comici in particolare sull’universo uomo e quello donna, e anche delle divertenti categorizzazioni come i diversi tipi di mutande presenti nei cassetti femminili (di serie A, B, C e M… ), i tipi di frequentatrici dei corsi di Zumba o le diverse forme di linguaggio idiota che si usano con i neonati.

Un passaggio per capire il tipo di umorismo del libro (si parla di sensazioni, intuizioni femminili):

“Senza considerare che l’istinto, quello maschile, è di una rarità disarmante. Al massimo, d’istinto, l’uomo chiude un occhio quando gli sta per arrivare un dito nella pupilla.”

Dalila Bonelli racconta la quotidianità, così come potrebbe fare un’amica simpatica. E anche se è ormai risaputo che gli uomini non sono in grado di trovare un pacco di pannolini che giganteggia di fronte al loro naso, è sempre piacevole riderci su.
Certo la vita è più complessa di così, ma a volte è giusto rilassarsi con un libro poco impegnativo. In fondo Proust sa aspettare. I pannolini da cambiare invece mica tanto.

Voto:

3Stellina-nuova2

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La recensione che avete letto è opera di Nerina.

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