Case editrici a pagamento – Lo spauracchio degli aspiranti scrittori

Libro ripiegato a cuore
Libro ripiegato a cuore

Si sente spesso parlare di case editrici a pagamento (EAP) e di case editrici non a pagamento (NoEAP), ma cosa sono precisamente queste realtà? E quali sono i metodi, subdoli o trasparenti che siano, che queste case editrici utilizzano per avvicinarsi agli scrittori?

Ma, soprattutto, come facciamo a distinguere una casa editrice a pagamento da un Print on Demand (POD), da una casa editrice Mista (detta anche “a Doppio Binario”) e da una non a pagamento?

Sì, perché potrebbe sembrare facile, a parole, fare queste distinzioni e classificare le realtà editoriali, ma esistono talmente tante vie di mezzo che spesso risulta difficile per l’autore meno accorto o meno informato far luce sulla vicenda.

Iniziamo, dunque, con le cose semplici per passare solo in seguito alle situazioni più controverse.

Come distinguere una Casa Editrice Non a Pagamento dalle altre:

È bene che un aspirante scrittore sappia che le vere case editrici (le No EAP) non chiedono nulla agli autori che scelgono di pubblicare. E per nulla intendo proprio nulla, zero spaccato. Non chiedono neanche un euro. L’editing è a carico della casa editrice (come è giusto che sia, visto che è quello il loro lavoro), la stampa è a carico loro, la distribuzione è a carico loro e il bollino SIAE (dove presente) è a carico loro. Inoltre, all’autore spettano delle royalties (ossia una percentuale, secondo il diritto d’autore, su ogni copia del libro venduta). Tutte le altre non sono Case Editrici No EAP. Punto, non ci sono vie di mezzo, casi particolari che tengano. Una vera Casa Editrice investe sul vostro lavoro e lo fa con i propri soldini. Se ne deduce che quindi faccia un’accurata selezione a monte visto che un errore comporterebbe una perdita economica per la società.

Dunque una vera casa editrice: seleziona i testi, fa l’editing del testo gratuitamente (visto che un libro scritto male non venderebbe e, se non vende, la CE ci rimette soldi) e pubblica tutto a proprie spese.

Esempio 1:

Una CE Free non vi chiederà mai di anticipare i costi delle prime TOT copie vendute (fossero anche due), né vi chiederà mai di acquistare di vostra tasca la prima tiratura (anche se vi assicurano che i costi saranno coperti dalle vendite e che il ricavato delle prime copie va tutto all’autore).

Esempio 2:

Una casa editrice non a pagamento non vi chiederà mai di farvi carico dell’editing. In questo caso si parlerà di una CE a pagamento o, nel migliore dei casi, di un Print on Demand (ossia di uno stampatore, come può esserlo la tipografia dietro casa vostra, con l’unica differenza che il POD ha un sito internet e un catalogo da cui è possibile acquistare il vostro libro).

Fare l’editing è lavoro dell’editore. Altrimenti tutti ci pubblicheremmo da soli. Se esistono le Case Editrici è perché c’è bisogno di qualcuno che selezioni ed editi i testi, al fine di presentare un prodotto dignitoso al lettore. La Casa Editrice è l’anello di mezzo della catena che va dallo scrittore al lettore. Se il lavoro di questo anello di mezzo viene a mancare, anche il suddetto anello di mezzo non è più necessario.

Immagine di Darren Lewis

Definizione di Casa Editrice a Pagamento:

Una casa editrice a pagamento (indicata sul web con la sigla EAP) è una casa editrice che chiede ai propri autori un contributo economico per pubblicare il testo. Sia esso presentato sotto forma di un certo numero di copie da acquistare, di una somma economica da versare (o “anticipare”, come vedremo meglio nei successivi esempi) o di un editing da pagare.

Esempio 1:

La Casa Editrice fa sapere all’autore che, essendo una piccola realtà, non può coprire interamente i costi di produzione. Chiede dunque all’autore di anticipare una somma in denaro o di acquistare alcune copie del libro al fine di aiutare la CE nella promozione/distribuzione/a sostenere i costi/altre scuse inventate lì per lì.

In realtà la CE sta facendo pagare all’autore quello che in teoria spetterebbe a lei, garantendosi un certo introito immediato (in caso di somma versata) o un certo introito indiretto (in caso di acquisto copie da parte dell’autore). Se considerate poi che l’autore per rifarsi dei soldi spesi è costretto a vendere il libro (o le proprie copie acquistate) ad amici e parenti (a cui avrebbe venduto comunque e che costituiscono le vendite più ingenti per gli esordienti), ne consegue che molto probabilmente all’autore non entrerà mai niente in tasca, anzi probabilmente ci rimetterà. Mentre la CE si sarà fatta i suoi bei soldoni senza, in pratica, aver offerto alcun servizio. Perché le vendite per gli esordienti raramente superano il centinaio di copie vendute, spesso si aggirano intorno alle 10-50 copie (non sto scherzando).

Esempio 2:

Come già visto prima, la CE chiede che l’editing sia a carico dell’autore, millantando problemi economici dovuti alla crisi del settore dell’editoria in Italia, la collaborazione di editor esterni che vanno pagati e scuse simili. Qui vale lo stesso discorso fatto in precedenza sull’anello intermedio della catena: se una CE non fa il suo lavoro, a che serve? Tanto vale avvalersi personalmente di professionisti (scegliendoli con cura da soli e avendo la riprova di chi sono e di cosa hanno fatto) e di autopubblicarsi con un Print On Demand, visto che l’editore che non seleziona e non edita di fatto non è in alcun modo “utile” alla catena .

Esempio 3:

La CE chiede all’autore che il bollino SIAE (che costa pochissimo in realtà) e il codice ISBN siano a carico suo. Stessa cosa di prima: mettere il codice ISBN è obbligatorio per ogni CE che si rispetti perché riconosce voi come autori e il libro come produzione letteraria. E spetta alla CE. Il bollino Siae non è obbligatorio, ma comunque deve essere sempre a carico dell’Editore (e io vi consiglio di farne sempre richiesta, visto che vi garantisce di monitorare con precisione il numero di copie effettivamente vendute, in modo che la CE non possa “arrotondare” i guadagni a spese vostre).

Esempio 4:

La CE sceglie di pubblicarvi, ma non vi garantisce i diritti d’autore se non dopo la 200esima copia venduta. Spero vi rendiate conto da soli di quanto assurda sia questa proposta: la CE si intasca i guadagni dei primi 200 libri senza darvi un centesimo per i diritti d’autore. Ma uno scrittore esordiente è raro che riesca a vendere più di 50-100 copie, quindi in pratica la CE si impossessa del vostro lavoro ed è l’unica a guadagnarci. È esattamente come pagare per pubblicare, solo che questa volta il pagamento che fate alla CE è sotto forma delle vostre royalties (che dovrebbero spettarvi per legge, altrimenti uno scrittore scrive e fa tutto il lavoro, il lettore compra, ma i soldi li prende solo la CE, mentre il “proprietario” del lavoro primario non vede un euro).

Esempio 5:

La CE vi chiede di sostenere i costi di pubblicizzazione dell’opera, promettendovi interviste in radio e in tv, booktrailer etc. Il punto è che anche in questo caso sono cose che spetterebbero in teoria all’editore (se vuole farle e se ne può sostenere i costi) e dovrebbero essere opzioni aggiuntive a pagamento solo nel caso l’editore non possa permettersele e l’autore abbia voglia di farle. E sottolineo solo se l’autore vuole farle. Le CE a pagamento obbligano gli autori a pagare per questi servizi. Se vuoi pubblicare con loro devi necessariamente pagare per questo tipo di pubblicità. Una CE No EAP invece ti pubblica comunque gratuitamente e, se l’autore non vuole pagare per la pubblicità alla radio… la pubblicità alla radio semplicemente non la fa.

Immagine di George Hodan

Differenza fra Casa Editrice a Pagamento e Print On Demand:

I Print On Demand (POD), come dicevamo prima, sono semplici stampatori. Gli autori preparano il testo, lo editano (facendolo fare ad amici e parenti o avvalendosi di servizi editoriali esterni o interni al POD), lo impaginano, scelgono la copertina e lo “pubblicano”, ossia lo inseriscono nel portale del POD. Il POD lo inserisce nel proprio catalogo e a volte su Amazon, poi stampa e spedisce ogni copia che viene acquistata dai lettori su internet. Quindi il POD non stampa un certo numero di copie da distribuire, ma stampa solo il numero di copie che viene effettivamente acquistato e lo fa prima di spedirle a chi ne fa richiesta. Alcuni POD si avvalgono di programmi che aiutano l’autore a impaginare il testo e offrono delle copertine standard gratuite da utilizzare nel caso non si si abbia dimestichezza con i programmi di grafica. Altri POD offrono servizi di correzione bozze/editing a pagamento (mai obbligatori, altrimenti si parla di EAP, specifichiamolo).

Quindi la differenza fra EAP e POD si riduce alla seguente:

Per pubblicare con un POD non sei obbligato a spendere neanche un euro. Puoi stampare il tuo testo così com’è o scegliere di avvalerti di servizi aggiuntivi a pagamento. Ma puoi scegliere. E le royalts all’autore sono garantite.

Una CE a pagamento vi chiederà obbligatoriamente di pagare qualcosa, di comprare copie o vi obbligherà a rinunciare alle royalts sulle prime copie vendute (fosse anche solo una, sempre di EAP si tratta).

Ora veniamo al problema fondamentale: differenza fra EAP e Editori Misti.

Ci sono editori che si presentano come “a Doppio Binario”, ossia che chiedono contributi solo ad alcuni autori. Di solito se il vostro libro ha delle qualità lo pubblicano a proprie spese (anche se spesso l’editing è scarso e quindi ci si ritrova con lo stesso prodotto di un POD), se invece è un prodotto di basso livello vi vengono chiesti contributi per pubblicarlo (vedesi esempi precedenti, alla voce EAP).

In realtà spesso questo tipo di CE si rivela la più insidiosa, per l’autore: la tecnica più usata è quella di inviare una richiesta di contributo a ogni scrittore che si rivolge loro, senza aver nemmeno letto prima il manoscritto; solo in seguito, se l’autore rifiuta categoricamente di versare anche solo un euro, valutano il testo e propongono un contratto da POD (niente editing, impaginazione inaccurata, pubblicità inesistente), che fa comunque guadagnare la CE. Perché, ricordiamolo, i costi dei POD sono tutti coperti, visto che si limitano a stampare solo le copie effettivamente già vendute.

Le CE Miste però sono una doppia fregatura per l’aspirante scrittore: anche se non spenderà i soldi per pubblicare, la maggior parte dei blog letterari e delle altre CE lo snobberanno in quanto non potranno essere certi che non abbia pagato per pubblicare, e quindi non potranno essere certi del valore effettivo dell’opera. Stessa identica cosa faranno i lettori. Tradotto: non venderete quasi nulla e avrete problemi quando cercherete di presentarvi alle Case Editrici non a pagamento. Questo perché solitamente le No EAP guardano con diffidenza chi ha precedentemente pubblicato a pagamento (o è sospettato di averlo fatto, come nel caso delle CE Miste), in quanto vuol dire che non è riuscito a farsi pubblicare diversamente e che quindi il suo lavoro con molta probabilità non è valido.

Perché, è importante ricordarlo, pubblicare senza pagare è possibile. Le realtà editoriali sono tantissime ed è semplice trovarne una (soprattutto fra la piccola e media editoria) che tratta generi affini ai vostri. Poi, è ovvio, bisogna anche saper scrivere, altrimenti questo non è il mestiere che fa per voi. Se lo scopo ultimo è solo quello di togliersi lo sfizio di vedere un libro con il proprio nome sopra, tanto vale rivolgersi ai POD e soddisfare così la propria vanità. Non ha senso rivolgersi a una EAP spendendo inutilmente del denaro, cosa che sconsigliamo in ogni caso.

L’articolo che avete letto è opera di Luna.


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